La donna nella letteratura:  Dante Alighieri, Francesco Petrarca e le loro muse ispiratrici

La bellezza della donna è da sempre di ispirazione.

Dipinto che ritrae Dante e Beatrice a Firenze (Google)

Dante Alighieri e Francesco Petrarca inaugurano i canoni della bellezza femminile che hanno influenzato, anche in epoche recenti, l’idea della donna perfetta egli ideali di bellezza. Scopriamo le muse ispiratrici di Dante e Petrarca.

Un’immagine che ritrae Petrarca e Laura (Google)

Dante Alighieri e Francesco Petrarca

Dante e Petrarca sono, insieme a Giovanni Boccaccio, le tra figure più importanti nella fondazione della nostra letteratura…e non solo.
Le loro opere vengono studiate da secoli in tutto il mondo e sono l’esempio perfetto di cultura letteraria e testi che attraversano il tempo.
La donna e l’amore erano temi fondanti della letteratura del 12001300.
Dante e Petrarca hanno dato anche un altro contributo alla nostra società: l’ideale delle bellezza.
La donna musa ispiratrice aveva certe caratteristiche fisiche che per secoli, e ancora ora, influenzano la percezione della femminilità.

Beatrice: la donna-musa di Dante Alighieri

Beatrice Portinari è stata la musa ispiratrice di Dante Alighieri. Forse, senza la sua figura, la “Divina Commedia” non sarebbe stata quella che oggi conosciamo.
Nell’opera è infatti Beatrice che, come una donna angelo, guida il poeta in Paradiso.
Dante era sposato con Gemma Donati. Ella incarnava gli ideali di bellezza dell’epoca: capelli biondi, sopracciglia sottili, fronte spaziosa.
Le donne dell’epoca erano quasi sempre relegate in casa. Se una donna era benestante, una delle poche uscite era dedicata per recarsi in uno dei luoghi di ritrovo della comunità più importanti: la chiesa. Ed è proprio qui che Dante ha incontrato la sua musa quando ha solo 9 anni.
Beatrice era già promessa sposa a Simone de’ Bardi e lei e Dante non ebbero mai una relazione.
Beatrice morì a solo 24 anni. Forse è proprio per questo motivo che Dante ha cominciato ad accostarla ad una figura angelica.
La figura della donna completa quindi l’idea di base del dolce Stilnovo. Beatrice è leggere quando cammina tra la folla e a guardarla si rimane senza fiato. La donna diventa mezzo che aiuta l’uomo ad avvicinarsi a Dio poiché il sentimento di questo amore lo rende più nobile d’animo.

Laura: la donna-musa di Francesco Petrarca

Per Francesco Petrarca, la sua musa non incarna un ideale di perfezione, anche se ne sottolinea l’incedere e la voce celestiali.
Laura è una donna “terrena” la cui bellezza sfiorisce con il tempo.
La donna angelo, quindi, diventa una donna “reale” che invecchia e muore.
Petrarca ha quindi una visione totalmente diversa della figura femminile rispetto a Dante. Per lui, l’amore distrae l’uomo e non lo aiuta a migliorarsi, anzi, lo allontana da Dio e dalla perfezione che non è qualità del mondo terreno ma solo delle cose eteree.
La bellezza della donna rappresenta l’attaccamento ai beni materiali e impedisce il raggiungimento della beatitudine.
Laura non assume mai caratteristiche specifiche nei sonetti di Petrarca, ma rimane un’idea della bellezza stilnovostica, quindi ha occhi chiari e capelli biondi.

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