fbpx
In vista delle elezioni presidenziali statunitensi scopriamo i principali trend che influenzano il voto popolare

In vista delle presidenziali statunitensi 2020 che si terranno il tre novembre, analizziamo le variabili che influenzano l’orientamento di voto dei cittadini americani, sulla base dei principali general trends e political trends.

 

 

Trascorsi i canonici quattro anni di presidenza di Donald Trump, è tempo per i cittadini americani di recarsi alle urne: il tre novembre Joe Biden e il tycoon più discusso del momento si scontreranno nell’ultimo duello per la corsa alla Casa Bianca. Le proiezioni di voto vedono Biden in testa ma non è detta l’ultima parola. Come noto, anche quel famoso 8 novembre del 2016 Clinton vedeva il favore dei cittadini americani eppure l’esito delle elezioni fu diverso: Trump sconfiggeva la prima candidata donna alla presidenza americana con la maggioranza dei 304 grandi elettori che compongono il Collegio elettorale. E allora non resta che chiedersi: cosa accadrà in questo 2020?

 

Biden vs Trump

Come già detto le elezioni presidenziali statunitensi 2020 vedono lo sfidarsi di due candidati, da un lato per il partito Democratico Joe Biden, dall’altro per i repubblicani l’attuale presidente Donald Trump. Ma come è caratterizzato il sistema politico americano?

Per prima cosa, occorre sottolineare che, benché i partiti politici negli Stati Uniti abbiano visto la loro comparsa già nel lontano XVIII secolo, questi non rivestono il medesimo ruolo che il partito, inteso come organizzazione politica, ricopre in Europa. Se in Europa i partiti sono strutture complesse, ramificate sul territorio e con un preciso sistema di tesseramento, negli US sono per lo più degli apparati strumentali alle elezioni. In altre parole, se nel Vecchio Continente i partiti incarnano una funzione ideologica, nel Nuovo sono un mero mezzo per la nomina e la candidatura dei presidenti alla Casa Bianca. Di qui è possibile comprendere perché il sistema politico statunitense sia bipartitico, ovvero in equilibrio tra democratici e repubblicani. I primi esprimono i valori liberali e progressisti che, se considerati nell’ambito del tema della giustizia sociale, si posizionano in un’area che trasferita nel contesto italiano potremmo definire con l’espressione “di sinistra”. D’altro canto, i repubblicani si fanno portavoce del conservatorismo americano, tra i cui capisaldi troviamo l’enfatizzazione della famiglia tradizionale. Ecco che il trasferimento al contesto italiano potrebbe portare a far parlare di “destra”: si pensi allo slogan del presidente uscente Donald Trump “America first”, che è stata ben presto ripreso dal leader della Lega e trasformato in “Prima gli italiani”.

Una volta chiarito il funzionamento del sistema politico statunitense è possibile guardare all’orientamento di voto della popolazione americana, influenzato da alcune variabili fondamentali, riassumibili nei cosiddetti general trends degli Us e political trends. In altre parole, il voto dei cittadini americani risente della natura variegata e composita del paese. Analizziamo i principali fattori.

 

General trends

Per general trends ci riferiamo alle seguenti variabili: race, health, religion e education. In riferimento al primo valore, i principali gruppi etnici statunitensi sono cinque: la popolazione americana è costituita per il 72.4% da cittadini “bianchi” (il valore si compone anche della comunità ispanica, che contribuisce per il 16.3%), per il 12.6% dalla cosiddetta “black population”, per il 4.9% dai cittadini asiatici e originari delle isole del Pacifico e per lo 0.9% dalle comunità native (Indiani d’America, Eskimo). Per quanto concerne il secondo fattore, interessante è la rilevazione della tendenza della popolazione all’obesità: ci si aspetta che per il 2030 il 50% dei cittadini soffra delle problematiche derivanti da tale patologia. Rileviamo, inoltre, come gli Us abbiano i più alti costi per capita a livello di sanità e siano il 34esimo paese nel mondo per aspettative di vita. In merito alla religione, questa non solo sta diventano progressivamente più importante ma anche sempre più politica e politicizzata. Non è un caso che il fattore prende parte alle questioni sociali e di benessere del paese. Ecco che diventa, quindi, chiaro il graduale mutamento di significato dell’espressione “libertà di religione” del primo ammendamento. Non solo, importante è la constatazione del prendere piede di movimenti anticattolici ed islamofobici connessi alla tematica del razzismo. Infine, per quanto concerne l’educazione, oltre al già noto divario tra istruzione pubblica e privata, occorre mettere in evidenza il finanziamento da parte dei governi locali dell’istruzione di base, da cui deriva una qualità scarsa dell’insegnamento e i più recenti attacchi ai prestiti studenteschi da parte dei conservatori.

 

Political trends

L’orientamento di voto degli americani risente, non solo dei general trends, ma anche dei cosiddetti political trends, vale a dire partiti e politica e risorse e budget.

Relativamente all’ambito della politica, è inderogabile la considerazione del crescente divario ideologico tra i due principali partiti, divario influenzato dai general trends prima considerati. Inoltre, non si può non fare riferimento al cosiddetto SCOTUS appointment (art. 2, sezione 2, clausola 2) secondo cui il presidente nomina e candida alcuni dei principali pubblici ufficiali (si pensi ai giudici della Supreme Court). Ne deriva un elevato livello di corruzione non solo per quanto riguarda i diritti, ma soprattutto a livello di finanziamento delle campagne elettorali. Prendendo in considerazione la seconda variabile, è di dominio pubblico l’ingente overspending americana nel settore della difesa. La conseguenza è chiara: le operazioni militari producono una riduzione dell’investimento, divenendo una delle principali cause del crescete debito pubblico. Ecco allora che per la prima volta dal 1946 il debito pubblico è maggiore del PIL.

In questo contesto occorre evidenziare la crescente mancanza di fiducia dei cittadini americani verso le istituzioni politiche e la nascita di movimenti anti-enstablishment, dal Tea Party alle proteste per la linea politica di Trump.

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: