In questi giorni è stato pubblicato il trailer di Toy Story 4 e la mia mente si è rifugiata nei ricordi.
Sono passati 23 anni e io continuo a custodire la videocassetta del primo film, oltre a due Woody, tre Buzz Lightyear, un Mr. Potato, un Hamm e un Rex.

Toy Story è un film d’animazione realizzato dalla Pixar nel 1995. Ci racconta una realtà in cui i giocattoli sono (s)oggetti viventi, costretti a fingersi inanimati nelle mani umane.

L’uomo non può comprendere la loro realtà perciò i giocattoli possono essere se stessi soltanto lontani dagli umani.

Toy Story, realizzato dalla Pixar e distribuito dalla Walt Disney Pictures nel 1995. Il New York Times l’ha inserito nella sua lista dei 1000 migliori film di sempre. Al novantanovesimo posto della classifica dei cento migliori film statunitensi di tutti i tempi.

Nel momento stesso in cui Toy Story sembra essere solo un film d’animazione, legato unicamente alla sfera della fantasia, trascende se stesso e straborda nella sfera della filosofia.

In che modo i giocattoli di Toy Story, questi (s)oggetti viventi portati su schermo nel 1995, ci avvicinano a una nuova filosofia?

Graham Harman, 1968. È docente di filosofia alla Southern California Institute of Architecture di Los Angeles.

Siamo nel 1999 e il trentenne, filosofo americano, Graham Harman conia il termine Ontologia Orientata agli Oggetti (OOO) nella sua tesi di dottorato Tool-Being: Elements in a Theory of Objects.

Il lavoro di Harman lo renderà di fatto il fondatore di una scuola filosofica che vedrà l’Ontologia Orientata agli Oggetti (OOO) applicata da molti autori in varie discipline.

 

Classe 1968, negli ultimi dieci anni Timothy Morton si è guadagnato la fama di filosofo tra i più importanti della sua generazione, riuscendo nell’impresa non semplice di ottenere elogi in accademia e successo nella cultura pop. Laureato a Oxford, ha dedicato la prima parte della propria carriera accademica alla letteratura romantica inglese e agli studi sull’alimentazione, a prova dell’approccio intellettuale eclettico già all’epoca. Alla metà degli anni Duemila il suo interesse per la filosofia continentale l’ha portato ad avvicinarsi al movimento della Object-Oriented Ontology, corrente iniziata dal filosofo heideggeriano Graham Harman.

 

 

 

“Questo genere di ontologia sostiene che non si può accedere a nulla nella sua interezza tutto in una volta. La OOO sostiene che il pensiero non è l’unica modalità di accesso e non è affatto la principale, anzi, non c’è alcuna principale modalità di accesso. Questa intuizione ci regala un mondo in cui l’antropocentrismo diventa impossibile perché il pensiero è stato correlato strettamente all’essere umano e gli umani sono stati gli unici esseri a cui era consentito l’accesso ad altre cose in maniera significativa”

Queste sono le parole con cui Timothy Bloxam Morton, filosofo contemporaneo e professore alla Rice University spiega nel suo libro Noi, esseri ecologici l’Ontologia Orientata agli Oggetti (OOO).

Seguace della sua scuola filosofica di HarmanMorton diventa uno dei filosofi più famosi della sua generazione grazie ai suoi scritti che intersecano la OOO all’ecologia.

Noi, esseri ecologici non è un libro rivolto agli ecologisti e nemmeno ai negazionisti del riscaldamento globale. Morton non vuole farci diventare ecologisti. Morton vuole farci aprire alla consapevolezza che siamo già esseri ecologici, apparteniamo alla natura.

“Il fatto è che forse sei già ecologico, peccato che non lo sai.” 

L’apertura giunge proprio attraverso l’Ontologia Orientata agli Oggetti.
Questo perché secondo la OOO gli oggetti hanno una loro dignità ontologica. Essi esistono indipendentemente dalla funzione che convenzionalmente gli diamo o dalla percezione che ne abbiamo.
Ogni cosa per Morton è come un buco nero, può essere studiata solamente dall’esterno. Non possiamo entrare in un buco nero, non possiamo viverlo. Possiamo fotografarlo, possiamo studiare i fenomeni attorno al buco nero ma non arriveremo mai a conoscere il buco nero in sé.

Il buco nero M87, o meglio il buco nero centrale della galassia ellittica gigante M87 è un buco nero supermassiccio, formatosi probabilmente dalla fusione di diversi buchi neri. Ha una massa pari a circa 6,6 miliardi di volte quella del Sole.

“Una palla di gomma, un’emozione, una frase su un’emozione, un’idea su una frase, il rumore di quella frase pronunciata da un computer, lo schermo del computer, la spiaggia dalla quale è stata prelevata la sabbia per produrre quello schermo di vetro, le onde dell’oceano, i cristalli di sale, le balene, le meduse, i coralli.
Ti tocca studiare i fenomeni che queste cose emanano (fenomenologia), perché non riuscirai mai ad arrivare a esse in sé stesse.”

È proprio qui che nasce la critica all’antropocentrismo, il quale vede gli umani quali centro del significato e del potere.
Abbiamo la pretesa di conoscere le cose nonostante esse siano inaccessibili in sé stesse. Con il pensiero non possiamo comprendere tutto ciò che una cosa è. Possiamo indagarla con strumenti e metodi differenti ma il risultato sarebbe soltanto un insieme di dati dell’oggetto, non l’oggetto in sé.

“Abbiamo pensato in tutti i modi, per circa dodici millenni di essere in cima alle cose, fuori dalle cose od oltre le cose, in grado di guardare dall’alto e decidere esattamente il da farsi.”

L’Ontologia Orientata agli Oggetti ci offre un mondo in cui un animale che annusa ciò che noi stiamo osservando, ha un modo di accedere a quella cosa valido esattamente quanto il nostro. Noi non riusciremo mai a comprendere davvero il rapporto che intercorre tra l’animale e l’oggetto, il modo in cui l’animale vede e sente l’oggetto eppure ogni giorno abbiamo la pretesa di conoscerlo.

I giocattoli fingono di essere soltanto oggetti – Toy Story 3

Inizia a essere più chiara l’idea filosofica che traspare in Toy Story?

Nella vita di tutti i giorni, gli oggetti che ci circondano rispondendo alle nostre esigenze in qualche modo spariscono. L’interruttore è solo parte della routine quotidiana, lo fai scattare, e procedi nella stanza. L’interruttore c’è ma noi lo diamo per scontato, in qualche modo è scomparso.

Ecco un altro esempio, per chi come me ha occhi che non funzionano a dovere. Quando guardiamo il mondo, la montatura degli occhiali, il cerchio attorno alle lenti, il nasello sul naso scompaiono. Ci sono ma non li vediamo.

Le cose sembrano emergere a esistenza soltanto quando smettono di funzionare: un interruttore rotto, una lente graffiata.

“Le cose sono presenti a noi quando spiccano, quando non funzionano bene. Stai correndo nell’inferno del supermercato tutto indaffarato a concludere il tuo giro della spesa quando scivoli su un punto sdrucciolevole del pavimento. Mentre cadi rovinosamente al suolo noti per la prima volta il pavimento, il suo colore, i disegni, il materiale, anche se per tutto il tempo ti ha sorretto mentre eri impegnato nella tua missione di acquisto cibarie.” 

Toy Story

Io nel ’95 non conoscevo Timothy Morton né tantomeno l’Ontologia Orientata agli Oggetti.
Ma ho visto Toy Story.
Per 23 anni ho guardato con diffidenza i miei giocattoli, ho cercato di coglierli in flagrante in qualche loro riunione condominiale ma sono sempre stati più furbi di me.

Il loro essere oggetti viventi continua a sfuggirmi.

Forse è merito della OOO o forse soffro di un disturbo da accumulatore seriale ma ho sempre trattato con rispetto i miei oggetti, continuo a conservarli e continuo a preferirli al “nuovo”.
Forse indagare ulteriormente il campo dell’Ontologia Orientata agli Oggetti potrebbe portarci al superamento del paradigma “usa e getta“. Riconoscere la dignità ontologica dell’oggetto significa riconoscere che risponde a leggi intrinseche a se stesso e che non dipendono e non sono date dall’uomo.
Riciclare gli oggetti, garantirne una durata maggiore potrebbe portarci a limitare il consumismo che affligge la nostra società.

“La mia idea di felicità è soprattutto anticonsumistica. Hanno voluto convincerci che le cose non durano e ci spingono a cambiare ogni cosa il prima possibile. Sembra che siamo nati solo per consumare.”
José Pepe Mujica, ex presidente dell’Uruguay.

Vincenzo Simeone

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