Dostoevskij e gli Europei di calcio ci ricordano quanto il gioco possa creare dipendenza

Sono finalmente arrivati i tanto attesi Europei di calcio 2020, rimandati a quest’anno a causa del CoVid-19.

Immagine ufficiale degli Europei di calcio 2020 rimandati al 2021 (Google)

Dostoevskij scrisse un libro famoso incentrato sul gioco d’azzardo e sulla sua natura tentatrice e distruttrice.

Dostoevskij e “Il giocatore”

Fëdor Dostoevskij (11 novembre 18219 febbraio 1881) è stato uno scrittore e filosofo considerato, insieme a Lev Tolstoj, tra i più importanti romanzieri russi di sempre.
Tra le suo opere più famose ricordiamo “L’idiota”, “Delitto e Castigo” e “Il giocatore”.
Quest’ultimo è stato prodotto nel periodo contemporaneo di “Delitto e Castigo”.

Il libro è un capolavoro della letteratura ottocentesca e narra la storia di un giocatore d’azzardo, accomunato per molti aspetti alla figura dello stesso Dostoevskij, e prodotto proprio dallo stesso scrittore per sanare alcuni debiti di gioco accumulati.
Nel libro, Dostoevskij analizza le sfaccettature del gioco d’azzardo e i suoi diversi tipi di giocatori. Nel suo scritto troviamo nobili e ricchi europei ai poveri e squattrinati che giocano tutti i loro averi, vivendo in una costante illusione creata dalla dipendenza.
Il racconto ha anche la peculiarità di analizzare alcune figure stereotipate dell’epoca. Esso è anche uno spaccato sulle diverse peculiarità, generalizzate, delle popolazioni europee. Tra i personaggi analizzati troviamo: l’altezzoso barone tedesco, il ricco gentleman inglese, il francese manipolatore, il polacco politicamente scorretto.
Il libro narra di una dipendenza e del protagonista che, rimandando al futuro la redenzione, rimane intrappolato in un circolo vizioso, autodistruttivo e potenzialmente dannoso per lui e perle persone che gli sono accanto.

Un’immagine dello scrittore Dostoevskij (Google)

Il gioco e le scommesse

In Italia, e in generale nel resto d’Europa, lo sport più seguito in assoluto è il calcio.
Questo genera miliardi di introiti l’anno tra calciomercato, merchandising, biglietti e… scommesse.
Tutti gli sport invogliano a scommettere e in Italia non si contano neanche punti e siti di scommesse. Certo, per tutti gli sport, gare e partite, è possibile puntare, ma certo è che, almeno qui da noi, il primato è indubbiamente del calcio.
l primo gioco a premi legale collegato ai pronostici sulle partite di calcio è stato il Totocalcio nel 1946, l’anno successivo alla ine della Seconda Guerra Mondiale. Lo scopo era quello di indovinare l’esito di 12 incontri (numero aumentato a 13 nel 1950 e a 14 nel 2003).
Ecco che anche il primo gioco legato ad una scommessa ha riguardato il calcio.
Il gioco d’azzardo, in generale, che riguardi esiti sportivi, giocate alle slot machine o partite di Poker, coinvolge milioni e milioni di persone.
Le scommesse possono essere un passatempo divertente, ma il passo verso la dipendenza è rapido: Dostoevskij utilizza con maestria una dipendenza personale per calarsi nel mondo dei giocatori di metà 1800.
Sono passati molti anni da quel periodo storico, eppure il libro sviscera una problematica oggi più pericolosa che mai.

I tanto attesi Europei di calcio sono finalmente arrivati

Finalmente, dopo un anno di attesa, sono arrivati gli Europei di calcio.
C’è chi è un fervente appassionato di questo sport e chi non lo segue mai. Sicuramente, però, Europei e Mondiali di calcio hanno la capacità di creare un ambiente di festa che non è paragonabile a nessun altro sport.
Partite, approfondimenti, dirette e servizi ci accompagneranno in questa estate di Europei di calcio, ai quali faranno seguito le tanto attese e rimandate Olimpiadi di Tokyo (che comunque non avranno, come sempre succede, la potenza di infervorare gli animi e creare dibattiti tanto quanto il calcio).
Sport, gare e fair play sono finalmente tornati nelle nostre vite.
Lo sport, infatti, aiuta i più piccoli a imparare l’importanza del gruppo e del rispetto reciproco e offre ai più grandi una valvola di sfogo dalla quotidianità. Oltre alla “buone dipendenze” a cui dà vita, come quella fisica e mentale, lo sport può invogliare al gioco d’azzardo.
Lo sport in generale coinvolge così tanto e così tante persone perché si può giocare, vedere, si può tifare e commentare. Insomma, lo sport non è solo dei milionari che lo gestiscono e ci lavorano, ma è di tutti noi.

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