Il nazionalismo porta alla violenza? Nietzsche ci mette in guardia contro la follia che può nascere nelle masse e nelle nazioni se ci troviamo di fronte ad una forma di patriottismo che, come uno spettacolo di fuochi d’artificio, incanta la folla ma è potenzialmente pericoloso. 

Bernard Shaw sul patriottismo

Il Corriere della Sera di oggi ha dedicato un approfondimento ai casi di violenza contro stranieri che negli ultimi mesi sono avvenuti in Italia. I casi hanno in comune il fatto di essere stati tutti commessi da cittadini italiani. Dalla sparatoria di Macerata fino all’ultimo, un fatto di cronaca degli ultimi giorni: un uomo di cinquantanove anni a Roma ha sparato con un’arma ad aria compressa ad una bambina rom di appena un anno, alla quale è stato estratto un piombino dalla schiena. L’uomo ha dichiarato alla polizia che l’arma fosse inceppata e che il colpo sia poi inavvertitamente partito dalla pistola mentre si trovava su sul balcone. Nonostante ciò i casi non possono non suscitare un minimo di inquietudine. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha espresso la propria, dichiarando che si tratta di « barbarie che deve suscitare indignazione. » Inoltre ha sottolineato che possano esserci usi distorti del web alla base di queste forme di violenza. Su internet appaiono segni che rischiano di « di seminare nella società i bacilli della divisione, del pregiudizio, della preconcetta ostilità che puntano a sottoporre i nostri concittadini tensione continua. »

Ora, per quanto sul web segni del genere non manchino, non possono essere soli alla base di un fenomeno così ampio. È relativamente facile rendersi conto che la retorica nazionalista e patriottica che ha travolto l’Europa non può non essere presa in considerazione quando ci si trova di fronte a questi eventi.

Matteo Salvini

« Sta a chi opera nelle istituzioni politiche ma anche a chi opera nel giornalismo a non farsi contagiare da questo virus ma contrastarlo, farne percepire a tutti i cittadini il grave danno che ne deriva per la convivenza e per ciascuno » ha continuato il capo dello Stato. Tuttavia, i componenti dell’attuale governo e in particolare il Ministro dell’Interno Matteo Salvini paiono piuttosto sguazzare in quest’ondata anti-straniero. Alcune sue dichiarazioni hanno attecchito come scintille su un terreno perfetto per scatenare incendi: una popolazione spaventata, che cerca un capro espiatorio ai suoi mali e soprattuto qualcosa che gli trasmetta un senso di stabilità e appartenenza in un mondo caotico.

Nietzsche, che si autodefinsice dinamite in Ecce Homo, è stato uno dei pensatori più lucidamente consapevoli degli effetti che lo spettacolo del nazionalismo, affascinante e potenzialmente distruttivo, può avere sulla popolazione che compone uno Stato.

Friederich Nietzsche

Colpito dai fuochi d’artificio durante la celebrazione che nel 1865 festeggiava la conquista del Rheinland da parte della Prussia, ammise che i festeggiamenti – oltre che estetici -avessero anche gli effetti di un’opera grandiosa sulla popolazione. Ma scoprì, durante la guerra franco-prussa del 1870, gli altri effetti che degli esplosivi possono avere. Il fervore nazionalista che nel 1865 aveva acceso il Reno portò la Germania in un conflitto che cambiò totalmente l’aspetto della guerra in generale. Le battaglie alle quali assistette Nietzsche furono dominate dai fuochi d’artificio – fuoco d’artiglieria che attraversava le carni durante le ultime grandi cariche di cavalleria europee. Dopo la guerra, vinta dai tedeschi grazie alle armi tecnologicamente molto più avanzate, la visione del patriottismo di Nietzsche cambiò radicalmente. 

Nietzsche di rese conto che come esso affascina gli spettatori, può gettarli allo stesso tempo in una forma di pensiero passivo che può diventare pericoloso e violento. Il nazionalismo in particolare rappresenta una forma di finta sicurezza, un sentimento di appartenenza in un mondo che, come detto prima, è caotico e dispersivo. Tuttavia, se siamo sinceri con noi stessi, ci rendiamo conto che la massima “Io, lo Stato, sono le persone’’ in realtà sia una bugia. Nietzsche parla di trappole che coloro che vogliono dividere le popolazioni tessono e che chiamano “Stati”. 

Per questo, la fama di fascista che fino alla fine del XIX secolo ha avvolto Nietzsche non può essere più lontana dalla verità e dalle sue reali idee. Prima ancora che la sorella Elizabeth manomettesse gli scritti dopo la sua morte per adattarli ai suoi scopi, il filosofo aveva espresso la sua inquietudine riguardo ad una mal interpretazione di alcuni scritti come Così parlò Zarathustra. E la sua inquietudine era fondata: ben 150.000 copie di Zarathustra sono state distribuite alle truppe tedesche durante la prima guerra mondiale insieme alla Bibbia.

Ironicamente, il libro è un avvertimento contro il mass thinking, tipico di religioni e nazionalismi, perché la sottomissione alle autorità è una pigra strategia per scappare alle proprie responsabilità.

Il declino dell’Unione europea

Il pericolo del nazionalismo non sta solamente nella sua cecità, introversione e possibile violenza, ma anche perché in sé è restrittivo: fisicamente e intellettualmente. Dovremmo ormai averlo sorpassato, essere “cresciuti’’ oltre le sue forme viziate. Possiamo provare la sensazione di essere più connessi di quanto non siamo mai stati. Lo siamo, tecnologicamente, ma con il sorgere dell’entusiasmo per la costruzione di muri e di barriere economiche, insieme alla crisi delle unioni internazionali, corriamo il rischio di una regressione. E per impedire questa ricaduta in una forma di sonnolenza e per rimanere svegli di fronte ai rischi del nazionalismo, abbiamo bisogno, come suggerisce Zarathustra, di « tuoni e spettacolari fuochi d’artificio. »

– Frances