Il Superuovo

Il linguaggio universale della musica e i suoi benefici sulla mente e sul corpo

Il linguaggio universale della musica e i suoi benefici sulla mente e sul corpo

La musica è la rappresentazione sonora, simultanea, del sentimento del movimento e del movimento del sentimento” 

Sono davvero tanti i benefici che la musica può portare al nostro benessere, sia a livello fisico sia a livello mentale. Già dall’antichità la musica veniva utilizzata a scopi benefici per compiere atti di meditazione e di elevazione spirituale sia nelle popolazioni Orientali sia in quelle Occidentali, un esempio di ciò possono essere i canti Gregoriani. Ai giorni nostri la musica ha acquistato un importanza, all’interno delle nostre vite, immensa, ci basti pensare a quanto noi utilizziamo la musica come mezzo per rilassarci, lenire lo stress, oppure per rappresentare , tramite una musica, un momento importante.

Sono stati svolti diversi studi nel corso degli anni, riguardanti appunto i benefici della musica, ad esempio per Alfred Tomatis la musica di Mozart favorisce le attività cerebrali complesse come lo studio, la pratica della matematica ed il gioco degli scacchi, migliora la percezione spazio-temporale, oltre ad indurre un senso di calma e spensieratezza.

Uno dei più importanti esperimenti fu quello svolto dai ricercatori dell’ Università Kansas Medical Center essi volevano dimostrare la veridicità del famoso ” Effetto Mozart” ovvero una teoria scientifica elaborata nel 1993 dai fisici Gordon Shaw e Frances Rauscher.    L’esperimento coinvolse un gruppo di trentasei ragazzi che furono suddivisi in tre sottogruppi e sottoposti a tre diverse condizioni di ascolto: al primo gruppo fu fatto ascoltare musica easy listening, al secondo fu fatto ascoltare una sonata di Mozart, mentre il terzo rimase immerso nel silenzio. Successivamente i trentasei ragazzi furono sottoposti ad un test di ragionamento ed il risultato fu che il secondo gruppo ,formato da coloro che ascoltarono la sonata di Mozart, ottennero un punteggio superiore di dieci punti rispetto agli altri gruppi.

Un altro studio del 2014 ha messo in evidenza come l’ascolto della ‘Sonata per due pianoforti in re maggiore K 448’ di Mozart sia in grado di ridurre la frequenza delle crisi epilettiche nei bambini. Ovviamente i benefici non sono dati dall’ascolto della sola musica di Mozart, ma bensì da qualsiasi musica piacevole.

 

La musica ed il fitness

La musica agisce anche a livello fisico essa è fatta di ritmisuoni e timbri che agiscono sul corpo e sui nostri impulsi bioenergetici come il respiro, il movimento, le onde cerebrali e i battiti cardiaci, i benefici che la musica porta a chi fa un’attività fisica sono pressochè evidenti, alcuni di essi possono portare ad un miglioramento della concentrazione, un senso di riduzione della fatica ed un mutamento del nostro stato d’animo. Diventa quindi importante anche scegliere il tipo di musica da ascoltare a seconda del beneficio di cui dobbiamo usufruire, ad esempio ascoltare una musica con BPM (battiti per minuto) molto alti risulta adatta allo svolgere un’attività sportiva più frenetica piuttosto che allo svolgere un’attività mentale come ad esempio una partita a scacchi.

 

Un team di studiosi guidati dal Dott. Costas Karageorghis in seguito a numerosi esperimenti conclusero che potrebbero essere 5 le capacità/abilità principali che possono essere influenzate dalla musica che apporterebbe benefici e miglioramenti nelle performance sportive:

Sincronizzazione: gli studiosi parlano di Rhythm response, ossia una capacità umana innata di sincronizzare i movimenti col ritmo musicale. Sostanzialmente la sincronizzazione dei movimenti con il ritmo musicale permettono agli atleti di migliorare le prestazioni e la resistenza.

Acquisizione di capacità motorie: musica e sport, soprattutto dall’età evolutiva in poi, potrebbero fornire occasione di esplorazione del proprio corpo e incremento della coordinazione dei movimenti.

Raggiungimento dello stato di flow: la musica aiuta l’atleta, prima di una gara, ad entrare in uno stato simile a quello di trance, ossia di maggiore attenzione e concentrazione, attivando una maggiore presa di coscienza del proprio stato interiore e delle proprie emozioni.

Dissociazione: è un meccanismo utilizzato in psicologia e che qui trova applicazione nella potenzialità della musica. Durante un esercizio fisico, distoglie la mente dalle sensazioni di affaticamento, favorendo l’emergere di emozioni positive con conseguente allontanamento di tensioni, rabbia e basso tono dell’umore.

Regolazione dell’arousal: la musica viene utilizzata dagli atleti prima di una competizione o di sessioni d’allenamento per concentrarsi, attivarsi (brani veloci) o rilassarsi (brani soft) per placare stati ansiogeni.

Jacopo Schintu

 

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