L’algoritmo

L’algoritmo di Google è l’insieme dei processi informatici che riescono a scremare i risultati di una ricerca, visualizzando solo quelli che hanno importanza per l’utente e ordinandoli secondo determinati criteri. Per ogni elemento che cerchiamo, infatti, ci possono essere milioni di riscontri, di cui in genere solo una parte sono quelli che realmente si accordano con il nostro interesse. L’intento di Google è quello di riuscire a migliorare sempre di più la conformità delle risposte fornite. È un servizio in continua evoluzione, dove migliaia di tecnici in tutto il mondo lavorano allo sviluppo di nuovi parametri sempre più precisi.

Calcolo del mio orizzonte

Quando facciamo una ricerca su Google, le risposte non vengono date in modo neutro ed automatico. Quel mondo che abbiamo di fronte è il risultato di una serie di calcoli che vengono fatti sulla base delle nostre risposte precedenti. Due persone che aprono il motore di ricerca e fanno la stessa richiesta ottengono risultati diversi. Noi magari pensiamo di fare una ricerca neutra sul mondo, ma in realtà il nostro mondo è già stato a grandi linee deciso, è stato definito sulla base di ricerche precedenti. Google ha capito qual è il mio orizzonte, quello dentro cui si muove la mia prospettiva. Ciò significa che noi non troveremo mai l’inatteso, troveremo sempre ciò che in qualche modo è connesso alla nostra visione del mondo. Secondo Heidegger questo sarebbe un calcolo di qualcosa che è strutturalmente incalcolabile, perché i nostri desideri non saranno mai definibili in modo matematico. 

Vita e Praxis

Heidegger distingue due modi di pensare l’azione, in termini di Praxis o in termini di Poiesis. La Poiesis è l’azione che parte dal soggetto e termina fuori da esso, lo scopo è la produzione di qualcosa di esterno, ad esempio montare un mobile. Quando lo scopo è realizzato l’azione non c’è più. La Praxis è un’azione che parte dal soggetto e ritorna al soggetto, in cui il fine non è qualcosa di esterno ma è il soggetto stesso, non c’è un compimento finale al di fuori. Secondo Aristotele Vivere è una PraxisHeidegger riprende questa visione della vita e ritiene che nell’epoca moderna l’orizzonte della Praxis diventi sempre più Poiesis, produzione. Heidegger vede nel moderno una vera e propria trasformazione metafisica. Afferma che quando noi pensiamo all’azione, la pensiamo sempre più in termini di produzione di qualcosa. La vita diventa una realizzazione di qualcosa al di fuori, è calcolo e progettazione di scopi esterni.

La rete non è Vita

Heidegger ovviamente non ha visto Google e il suo sviluppo. Tuttavia considerando il suo pensiero potremmo dire che se fosse qui ci direbbe di fare attenzione. Attenzione perché quello che la rete ci restituisce non è Vita, non c’è niente di Praxis nella rete, essa è essenzialmente solo Poiesis. Incontrare l’inatteso è estremamente difficile, perché la rete è una dimensione fondata nella sua stessa struttura dalla Poiesis, dalla prevedibilità e dalla calcolabilità di quello che noi facciamo. Nella Praxis il soggetto è totalmente coinvolto e responsabile di quello che fa, nella Poiesis c’è in qualche modo una responsabilità fuori. Quando Heidegger sostiene che la tecnica meccanica è un carattere fondamentale dell’epoca moderna, sta dicendo che qui è in gioco un nuovo modo di pensare l’azione del soggetto nel mondo, un modo che è sempre più Poiesis e meno Praxis.

Elena Bellinello 

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