Condannati i genitori di Eleonora: libertà di cura secondo i principi di bioetica e Platone

La vicenda

Il tribunale di Padova ha condannato a due anni ciascuno i genitori di Eleonora Bottaro, la minorenne morta nell’agosto del 2016 per leucemia. “Credo nella giustizia divina, non ho sbagliato nulla, rifarei tutto quello che ho fatto, solo Dio sa quanto ha sofferto mia figlia” ha dichiarato la madre. Eleonora contrasse la leucemia tra la fine del 2015 e il 2016, quando era ancora minorenne. La ragazza aveva 17 anni e buone chance di sopravvivere se avesse fatto la chemioterapia, così le avevano detto i medici. Tuttavia la ragazza, insieme ai genitori, decise di non farsi curare con metodi tradizionali, affidandosi al metodo Hamer, non riconosciuto dalla medicina. Se ne sono quindi andati in Svizzera. Secondo l’accusa, il padre e la madre di Eleonora hanno impedito alla ragazza di essere liberamente informata e di effettuare le proprie scelte in maniera consapevole e libera. In questo modo le avrebbero precluso l’unica via  che poteva salvarle la vita. “Eleonora – ha aggiunto il Pubblico Ministero – fino a pochi giorni prima di morire, era convinta di guarire, di compiere i suoi 18 anni e di poter andare in vacanza al mare“. La giovane è morta di leucemia il 29 agosto 2016, due settimane dopo il compimento della maggiore età.

 

Il metodo Hamer

Ryke Geerd Hamer sostenne che la genesi di ogni patologia è dovuta a presunti traumi o conflitti non risolti e propone trattamenti originali, come il contagio volontario con agenti microbici. Le sue teorie alternative, logicamente contraddittorie e scientificamente implausibili in quanto prive di qualsiasi riscontro biologico o clinico, sono state ripetutamente al centro di polemiche poiché hanno causato il decesso di un alto numero pazienti che le avevano seguite. Secondo i precetti di Hamer Eleonora Bottaro sarebbe guarita semplicemente assumendo vitamine e recandosi da una psicoterapeuta. Queste teorie non sono riconosciute dalla medicina e non vengono verificate sperimentalmente in modo scientifico.

Validità dell’opinione

Platone afferma che tutto quello con cui abbiamo a che fare in questo mondo è pura e semplice opinione. Tuttavia distingue tra opinioni più valide e opinioni meno valide. Infatti alcune opinioni, pur restando tali, si avvicinano di più alla verità, all’espisteme. L’opinione di un medico su una malattia per Platone vale di più di quella che può avere un un meccanico nel medesimo ambito. Quindi il compito degli uomini, secondo Platone, è distinguere quali opinioni si avvicinano maggiormente al vero e quali al falso. Sarebbe stato impensabile per Platone affidarsi alle teorie di Hamer.

Autonomia del paziente

Beauchamp e Childress formularono i 4 principi di bioetica: il primo è il cosiddetto principio di autonomia del paziente. Dopo aver parlato con uno o più medici ed essere stato informato su tutte le possibili terapie e conseguenze, il paziente avrà acquisito le capacità necessarie per compiere una scelta e potrà quindi decidere la strada che ritiene giusta per se stesso. Potrà ad esempio decidere di astenersi dalle cure. Nel caso trattato, Eleonora può essere considerata in grado di decidere? E i suoi genitori? La questione è sicuramente complessa e tragica. Quanto si possono colpevolizzare i genitori per aver cercato metodi alternativi (non riconosciuti dalla medicina) alla chemioterapia pur di salvare la loro figlia? La libertà nella scelta delle cure ha dei limiti? Quelle scelte da Eleonora e dai suoi genitori non sono considerate cure per la medicina, sono considerate allo stesso livello di un’invocazione a sciamani o di un viaggio a Lourdes. Tuttavia Eleonora ed i suoi genitori erano convinti di ciò in cui credevano.

 

Elena Bellinello 

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