Il Superuovo

Chaplin e il Taylorismo mostrano la doppia faccia del capitalismo americano

Chaplin e il Taylorismo mostrano la doppia faccia del capitalismo americano

Per capire per quale motivo il nostro potere d’acquisto è così grande bisogna guardarsi alle spalle e spostare la linea del tempo indietro di cento anni.

La catena di montaggio

Per grandi storie occorrono grandi protagonisti, proprio come l’America, che negli anni Venti del Novecento è la padrona dell’economia mondiale. Questo le permetterà di produrre beni di massa, acquistabili da tutti, ma c’è un prezzo da pagare, come dimostra Charlie Chaplin.

La grande economia americana

Ci troviamo negli anni Venti del Novecento e, guardandosi un po’ attorno si vedono moltissime automobili. Si può affermare con certezza che ci troviamo negli Stati Uniti, lo Stato capitalista più potente al mondo.

Qui un americano su cinque può permettersi di acquistare la prima utilitaria prodotta su larga scala: la Ford modello T. In circa quindici anni il costo dell’automobile si è abbassato del 250%, rendendo possibile comprarne una per soli 300 dollari. Un affare che milioni di cittadini non si lasceranno sfuggire.

Il calo dei costi di produzione ha fatto si che il pubblico di possibili acquirenti si dilatasse a dismisura. Un prodotto di lusso si apprestava quindi a diventare alla portata di tutti, pronto per il consumo di massa.

Certamente le persone devono possedere denaro per poter finalizzare tali acquisti, ma a questo ci pensano i “poteri forti” e le innovazioni del mercato. L’economia statunitense è controllata da poche banche, così come i settori produttivi ( acciaio, petrolio…) sono gestiti da poche industrie. Solidità e ambizione. Ciò che più convince la gente ad uscire di casa per comprarsi qualche sfizio sono la pubblicità, che fa il suo esordio in questo periodo, e il pagamento rateale: grandi spese sostenute poco per volta.

Il Taylorismo: il lavoro cambia!

Frederick Taylor, ingegnere americano, ha in mente di aumentare il rendimento del lavoro. Per farlo decide di dividere i processi in tante piccole parti, semplici operazioni facilmente assimilabili da ciascun lavoratore. L’operaio dovrà dunque concentrarsi esclusivamente della sua piccola parte, ripetendo lo stesso movimento più e più volte al giorno. Il risultato è straordinario: per produrre un’auto Ford bastano due ore, contro le quattordici impiegate precedentemente.

Sarà proprio Henry Ford, ingegnere, ad applicare questo procedimento negli stabilimenti di Detroit. Grazie alla catena di montaggio rese le sue automobili poco costose ed accessibili al portafogli di milioni di americani. Proprio come per il taylorismo gli operai erano chiamati a svolgere semplici operazioni. Non servivano dunque studi e grande preparazione tecnica.

Certamente il prezzo che Ford dovette pagare fu enorme. Questo cambiamento richiedeva ai lavoratori uno sforzo fisico inimmaginabile, che avrebbe stancato corpo e mente, fino a portarli alla pazzia, come denunciò Charlie Chaplin nel 1931 col film ‘Tempi Moderni’. Il boss della Ford rimediò con una paga minima oraria pari a 5 dollari, per l’epoca molto.

Ford modello T

Ridere e riflettere

L’idea di Chaplin è ottima, azzarderei geniale. Lo scopo della sua pellicola è denunciare quanto scritto sopra, ovvero lo sfruttamento dei lavoratori, la cosiddetta alienazione.

Il problema sta nel fatto di non annoiare lo spettatore con un documentario di due ore, perciò sceglie di usare un registro decisamente più comico. Ma non è finita qui. Infatti il film è muto. Qui si può quindi apprezzare tutta l’ironia del film e del protagonista. Chaplin interpreta un operaio addetto all’avvitamento dei bulloni, lavoro che compie con due chiavi inglesi mosse sempre nello stesso modo.

I passaggi che voglio evidenziare sono due. Nel primo l’attore mostra come non ci sia nemmeno il tempo per grattarsi o scacciare una mosca, infatti finisce ripetutamente per sbattere contro il suo collega, ed è costretto a correre perché il nastro trasportare sta facendo avanzare velocemente i suoi pezzi.

Nel secondo momento invece arrivano degli ingegneri per testare un nuovo macchinario che serve a far mangiare automaticamente l’operaio, senza l’uso delle mani. L’invenzione, imperfetta, rovescia la minestra addosso a Charlie e lo nutre di… bulloni.

Ecco allora che ogni evento storico ha sempre una doppia faccia. In questo caso c’è quella positiva del minor costo di produzione e il conseguente aumento dei compratori, ma dall’altra parte si evidenzia lo sfruttamento delle persone. Occorre sempre trovare una via di mezzo.

Chaplin in “pausa pranzo”, Tempi Moderni

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