Boccaccio “creò” la lingua e ora i social la modificano: le emoji finiscono in tribunale

Dante, Petrarca e Boccaccio sono stati i fondatori della lingua italiana.

Un’immagine di Boccaccio (Google)

Ora, i social stanno modificando il modo di comunicare. Un esempio? Le emoji che, da qualche tempo, valgono come prova in tribunale.

Boccaccio: la nascita di una lingua

Dante, Petrarca e Boccaccio sono tra i padri fondatori dell’italiano. Essi costituiscono “le tre corone” della nostra lingua. Il “Decamerone” è un esempio di scritto che ha cambiato la storia della lingua italiana per sempre. Alcuni studiosi lo considerano il prosatore europeo di maggiore importanza del XIV secolo. La sua opera più celebre e il “Decamerone”, una raccolta di novelle che narra di dieci ragazzi che si isolano sulle colline di Firenze per evitare la peste del 1348 e che, a turno, narrano storie. All’interno di questo importante scritto ci sono importanti innovazioni linguistiche e letterarie che hanno influenzato di molto l’evoluzione dell’italiano moderno.

Il linguaggio che muta: i social

Il linguaggio, soprattutto tra i giovani e soprattutto negli ultimi anni, è mutato molto con l’arrivo degli smartphone e dei social, entrati a fare parte di una quotidianità per molti di noi. Ora, il linguaggio è costituito da slang che si aggiornano ad una velocità incredibile e da frasi corte e concise. La comunicazione, ad oggi, è più veloce che mai e lo diventerà sempre di più. Un classico esempio della comunicazione rapida è Twitter, meno frequentato di altri social come Instagram, ma molto utilizzato soprattutto dai politici, come l’ex presidente degli Stati Uniti d’America Donald Trump. Momenti, pensieri e idee diventano quindi riassumibili in poche righe. Non si tratterà dell’inizio di una spiccata superficialità?

Le emoji diventano prove in tribunale

Le emoji sono buffe faccine e disparati disegnini che manifestano emozione, azioni e oggetti. Ad oggi il loro uso è così ampio che queste “aggiunte” ai nostri messaggi sui social e, soprattutto, su WhatsApp, che da tempo vengono portate come prova in tribunale. In America le emoji costituiscono già una realtà giuridica poiché queste sono in grado di esprimere, senza l’uso di parole, idee e pensieri. Tra i casi in cui queste risultano prove efficaci ci sono i casi di stalking, ma anche furti e omicidi. Queste aiutano a comprendere meglio l’intenzione o la propensione di un soggetto a compiere realmente un determinato reato. Ovviamente, queste non sono così importanti da poter ribaltare le sentenze, ma sussiste già un’idea di come questi simpatici disegni siano davvero entrati a fare parte delle nostre comunicazioni quotidiano…senza quasi che ce ne accorgiamo.

Alcune emoji (Google)

Una società che cambia rapidamente

Questo fatto ci fa notare come la nostra società e la nostra comunicazione stiano cambiando sempre più e a ritmi elevatissimi. Data questa consapevolezza, non sarebbe forse ora di porsi qualche domanda? Perché, ogni tanto, non tornare alle care e vecchie telefonate che nei film hanno fatto innamorare, piangere, pentire? Forse la nostra comunicazione è davvero troppo veloce. E se dovessimo risultare più lenti di lei?

 

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.