Il Superuovo

Ecco i 5 imperatori romani che sono stati considerati folli dalla storiografia

Ecco i 5 imperatori romani che sono stati considerati folli dalla storiografia

Tutti sanno che ci sono stati moltissimi imperatori nei quasi 500 anni d’impero romano, ma avete mai pensato a fare la classifica di quelli folli?

Gli imperatori romani sono tutti noti per la loro grandezza o per la loro follia, noi oggi qui scopriremo insieme follie e perversioni degli imperatori che hanno lasciato un segno, anche se negativo, nella storia dell’impero romano. Ecco a voi i 5 imperatori più folli che hanno governato la città eterne, senza scordare però Tiberio, ma non era follia la sua, ma vera e propria perversione.

1) Caligola (12 d.C. – 41 d.C.)

Passato alla storia come l’imperatore che ha fatto senatore un cavallo, morto giovanissimo, ma  non tutti sanno che cadde malato subito dopo il mandato e questo lo segnò profondamente. Si dice che forse l’imperatore era impazzito, forse era già pazzo, o forse semplicemente molte delle fonti essendo scritte da senatori sono ostili nei suoi confronti, visto che non lo ritenevano adatto alla carica. Dopo la scomparsa dell’amatissima sorella Drusilla e suo punto di riferimento, a causa dell’eccessivo dolore dell’amore perduto, subì una trasformazione che lo portò a diventare il mostro Caligola che tutto il mondo conosce, un uomo turbato, sanguinario e molto pericoloso, note sono le na avi nel lago di Nemi e  la sua follia che aumenta con il tempo arriva a farsi adorare come una divinità, atteggiandosi spesso con comportamenti ambigui, come quando si maschera da Venere, Mercurio, Apollo ed Ercole. Un po’ folle davvero.

2) Nerone (37 d.C.- 68 d.C.)

Si conoscono due fasi ben distinte del suo governo: all’inizio, il primo quinquennio fu un periodo florido e pieno di conquiste, denominato come quinquennium Neronis, il quinquennio del buon principe, sullo stile augusteo, forse coadiuvato anche da Seneca, suo precettore d’infanzia. Dopo il matrimonio di Poppea con Otone, iniziò però il periodo buio dell’imperato ricordato soprattutto per l’omicidio della madre Agrippina e portò al suicidio anche Poppea, sposata in seconde nozze. Nel 64 d.C. un enorme incendio divampò nel centro di Roma distruggendo gran parte della città e Nerone attribuì la colpa ai cristiani e, visto che erano diversi dai romani, vennero perseguitati; leggenda vuole però che sia lui il vero colpevole. Nel 65 scovò la congiura dei Pisoni, nata per ucciderlo e nella repressione che seguì fece molte vittime, tra cui Seneca e Petronio. Nel 68, dopo la ribellione dell’esercito, fu costretto a “dimettersi” dal Senato e ciò lo portò al suicidio.

 

3) Commodo (161 d.C – 192 d.C)

Diventa Augusto nel 180, alla morte del padre Marco Aurelio.ì, il filosofo imperatore. Stringe la pace con i barbari, contro i consigli dei collaboratori paterni e fermò le persecuzioni contro i cristiani che c’erano state sotto il padre, fin qui tutto bene, ma la sua non ossessione per la politica, il suo atteggiamento libertino, l’amore per i giochi e gli spettacoli e la poca cura che riponeva nel governo lo portarono ad essere vittima di una congiura nei suoi confronti con a capo la sorella Lucilla e il consolare Ummidio Quadrato. Commodo fece poi uccidere la moglie Crispina accusata di adulterio. Inoltre diede al suo governo un carattere autocratico e sperpera i denari dello Stato con elargizioni alla plebe, a cui concesse giochi circensi e spettacoli. Preferiva passare il tempo al Colosseo fino a voler scendere lui stesso nell’arena, azione considerata infamissima, in quanto chi vi partecipava era solitamente uno schiavo. Non solo, partecipava ai combattimenti travestito da Ercole, con una clava e una pelle di leone. P.s. è l’imperatore del film Il gladiatore, interpretato da Joaquin Phoenix

4) Caracalla – Marco Aurelio Antonino (188 d.C – 217 d.C)

Il famoso fondatore delle terme, considerato folle e sadico, una crudeltà infinita nei confronti e qui ricordiamo alcune delle brutalità da lui eseguite: fece uccidere il fratello, ordinò la decapitazione del giurista Emilio Papiniano, reo di essersi rifiutato di comporre una apologia del fratricidio; ma l’episodio di massima violenza si verifica ad Alessandria d’Egitto, dove si inscenava una satire che lo criticava aspramente: egli viaggiò contro questa città e le sue truppe la saccheggiarono a lungo, bruciandola e uccidendo più di 20.000 alessandrini. Caracalla veniva descritto da Machiavelli “come un uomo spietato e crudele a dismisura”. E’ stato assassinato da una delle sue guardie, l’8 aprile 217, e mentre si recava a Carre per fare un sacrificio al dio Luno

5) Eliogabalo (203 d.C -222 d.C)

Nato come Bassiano era figlio di Sesto Vario Marcello. Salito al trono ad appena 14 anni non si rendeva neanche conto degli oneri che la sua carica comportava, si dedicò a tutto tranne governare. Passava le giornate in dissolutezze, che non si addicevano alla morale romana del tempo, sposò una vestale, nonostante fosse proibito e loro dovevano osservare voto di castità. Fece dei disastri assoluti a livello amministrativo, imponendo ovunque persone solo in base ai suoi gusti estetici e mai in base alle loro capacità e di ogni estrazione sociale, sovvertendo ogni ordine gerarchico. Inoltre ebbe ebbe cinque mogli e due mariti. uno che in pratica seppe godersi a pieno i suoi soli 18 anni di vita.

 

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