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Ecco come Plauto e Aldo, Giovanni e Giacomo riescono ad essere comici così efficaci

Ecco come Plauto e Aldo, Giovanni e Giacomo riescono ad essere comici così efficaci

La comicità di Plauto e quella di Aldo, Giovanni e Giacomo hanno in comune l’eternità: entrambi fanno ridere sempre. Quali sono i loro principali espedienti comici?

Il trio comico Aldo, Giovanni e Giacomo nei primi anni della loro carriera

La comicità di Plauto derivava innanzitutto dall’originalità delle sue commedie. Il comico prediligeva infatti sue tipologie di commedia: la commedia del servo e la commedia dell’equivoco. La comicità del trio comico Aldo, Giovanni e Giacomo (AGG d’ora in poi) utilizza a sua volta una serie di espedienti, alcuni originali, altri che riprendono una tradizione antica, addirittura plautina.

Una prima differenza

Plauto e AGG utilizzano, come vedremo uno stile comico per certi versi simile, tuttavia c’è una grande differenza che bisogna menzionare fin da subito. Mentre AGG portano a teatro spettacoli articolati in sketch, Plauto offriva agli spettatori romani singole commedie. Questa differenza permette a AGG di strutturare i loro spettacoli alternando più facilmente espedienti comici diversi. Plauto invece faceva più fatica ad alternare i momenti comici e solo la sua grande bravura come drammaturgo gli permetteva di non cadere mai in una noiosa banalità.

La comicità di Plauto: la commedia del servo

Nella maggior parte delle sue commedie Plauto dà un ruolo preponderante alla figura del servo. Da qui deriva il nome “commedia del servo”. Questa figura infatti è spesso il motore della trama, un alter-ego del poeta, colui senza il quale la storia non procederebbe. Spesso il servo è anche colui che rompe la quarta parete, entrando in contatto con il pubblico e deliziandolo con commenti scurrili riguardo a quanto avviene in scena. In esso il drammaturgo concentra gran parte dei giochi di parole, dei doppi sensi, dei neologismi, dei bizzarri paragoni mitologici. Questi aspetti, insieme al rapporto che si viene a creare tra il servo e il pubblico, contribuiscono fortemente all’ironia. Un’altra caratteristica fondamentale è la tipizzazione dei personaggi: in Plauto questi non cambiano mai, restano fissi nel loro carattere. Questa fissità può essere considerata un altro espediente comico, su cui ritorneremo anche più avanti.

La comicità di Plauto: la commedia dell’equivoco

Un altro mezzo di cui Plauto si serve per far ridere è l’equivoco. Vi sono molte commedie strutturate attorno a questo espediente. Le due più famose sono Menecmi e Anfitrione. Qui i servi hanno sempre un ruolo chiave, ma entra in gioco anche la Tyche, il caso, che intreccia ancor più la storia e la rende tragicomica. In Anfitrione Mercurio stesso nel prologo usa il termine tragicommedia. Se non fosse per gli espedienti comici visti sopra, gli equivoci divertenti e il lieto fine, la storia di Anfitrione avrebbe potuto essere quasi tragica.

La comicità di Aldo, Giovanni e Giacomo

Il trio comico intrattiene generazioni di italiani da oltre vent’anni. La loro comicità è talmente forte e ben strutturata, che anche dopo molte visioni di uno stesso spettacolo, lo spettatore non riesce a non ridere. Come in Plauto, in AGG un elemento fondamentale è la fissità di carattere dei personaggi: ognuno sale sul palco sempre con le stesse caratteristiche. Aldo è l’ignorante, Giovanni il pignolo, Giacomo l’ipocondriaco. I tipi in scena permettono allo spettatore di prevedere la comicità di ciascuno, rendendo l’ironia subito immediata. AGG utilizzano molto anche il loro corpo e la loro gestualità. Come il servo nella commedia plautina, ciascuno dei tre ogni tanto rompe la quarta parete, per commentare quanto avviene in scena. Spesso Giovanni e Giacomo si alleano in scena, commentando scherzosamente le azioni o le parole di Aldo.  Anche il linguaggio è un’arma di cui il trio si serve. Mai eccessivamente volgari, la scurrilità non è mai gratuita, ma nemmeno bandita. Laddove serve viene utilizzata senza paura e senza esagerazione. Ulteriore punto di forza del trio è la loro suprema capacità di improvvisazione. Da ultimo, ma non meno importante, bisogna citare la loro unità scenica. I tre sono talmente abituati a lavorare insieme, che in scena sembrano un corpo solo, composto da tante parti, ognuna esperta nell’intrattenimento comico.

Molto altro si potrebbe e si dovrebbe dire. Ma come, quando si parla di Freddie Mercury è difficile lodare tutte le abilità del cantante, così, quando si parla di Aldo, Giovanni e Giacomo, si possono evidenziare solo alcuni aspetti della loro comicità, perché non si arriverà mai a toccarli tutti in modo soddisfacente e men che meno esauriente.

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