Il Superuovo

Madame, Montaigne e Sartre vogliono ritrovare la propria voce fra la confusione del mondo

Madame, Montaigne e Sartre vogliono ritrovare la propria voce fra la confusione del mondo

Che cos’è che ci definisce? Ci siamo persi in mezzo agli altri? 

Il filosofo Jean-Paul Sartre

Se la realtà si fa sempre più sfuggente e imprevedibile, il rischio è quello di perdere la propria identità nel tragitto. Da dove partire per ritrovarla? Diversi filosofi, insieme al brano Voce della cantante Madame, hanno intrapreso questo viaggio. 

“Siamo fatti tutti di pezzetti” 

In mezzo alla confusione di un mondo in continuo cambiamento, il filosofo rinascimentale Michel de Montaigne si sente perso, trascinato da ciò che gli sta intorno. Le società antiche erano caratterizzate da un universo di valori a cui l’individuo poteva fare riferimento, un insieme di “certezze” che davano significato alla vita e all’identità delle persone. Ma con il progressivo smantellamento di questi principi, secondo il filosofo francese l’uomo ha finalmente la possibilità di programmare da sé il suo futuro, ma è instabile, vuole essere padrone di se stesso, ma è incerto. Gli uomini vogliono affermarsi, desiderano gloria e grandezza, ma hanno perso la loro bussola, cercano di colmare questa mancanza attraverso cose superflue ed esteriori, diventando dipendenti dall’opinione degli altri per poter definire se stessi. Come si esce da questa situazione? Ritrovando la propria voce in mezzo al rumore, direbbe la cantante Madame. Se ci siamo mimetizzati nella confusione del mondo, se, come direbbe Montaigne: 

“Noi siamo fatti tutti di pezzetti, e di una tessitura così informe e bizzarra che ogni pezzo, ogni momento va per conto suo. E c’è altrettanta differenza fra noi e noi stessi che fra noi e gli altri”.

Allora l’unica strada da percorrere è quella di raccogliere questi frammenti e provare a conoscere se stessi, di riconoscere la propria voce in mezzo al brusio che la soffoca.

“Mi sei mancata”

 Tuttavia, spesso si ha paura di venirsi incontro, di abbracciare la propria voce, la stessa Madame prima l’allontana: “fumo per sbarazzarmi di lei”, dice. Perché se ne ha così timore? Secondo Montaigne, perché conoscere se stessi significa riconoscere il proprio vuoto, capire che ci si ricopre spesso di vanità ed esteriorità appositamente per nascondere il proprio essere carenti, deboli, manchevoli. Ci vuole tanto coraggio a smantellare questo involucro, a guardarsi dentro e mostrarsi per come si è, soprattutto se questo significa manifestare le proprie debolezze. Il filosofo francese invita le persone ad accettare la loro condizione, a non vergognarsene, perché è la più grande e vera grandezza alla quale possono aspirare: essere consapevole dei propri limiti. Anche Madame ora rivuole indietro la sua voce, la chiama: 

“Sarà bello abbracciarti, dirti “mi sei mancata”. In un bosco di me, c’è un rumore incessante e lo faccio da parte, tu sei la mia voce”.

Madame (fonte: billboard.it)

Urlare se stessi 

C’è un rischio nella filosofia di Montaigne, che è quello di chiudersi troppo in se stessi, di ritrovarsi e mettersi al riparo dal mondo per poi lasciarlo andare, abbandonarlo mentre va a rotoli. Ma non è questo che vuole Madame. Sì, è vero, lei canta: 

“Baby, ti ho cercato in ogni dove, nelle corde di gente che non conosco, ma in fondo bastava guardarmi dentro più che attorno, sei sempre stata in me e non me ne rendevo conto”.

Ma aggiunge anche: “voglio che viva a cent’anni da me”, vuole che urli in strada, che si espanda. Madame non tenta di riabbracciarsi per conservarsi e chiudersi, ma vuole affermare se stessa. Citando Georges Bataille, vuole ritrovarsi per poi “aprirsi alla totalità dell’esistenza”. Ma se l’uomo è fatto solo di quei pezzetti di cui parlava Montaigne, non gli resta altro che disporli nell’ordine che desidera. Secondo il filosofo esistenzialista Jean-Paul Sartre, l’uomo non possiede un’essenza che lo etichetta sin dalla nascita e che deve in qualche modo portare alla luce: egli nasce prima e si definisce poi, sarà qualcosa solo in seguito. L’esistenza precede l’essenza delle persone. Ciò che deve essere l’uomo potrà sceglierlo, potrà progettare la sua vita e affermarsi nel modo in cui preferisce. Madame ha trovato il proprio modo attraverso la musica, che le dà la possibilità di mettersi a contatto con se stessa, trasformando le proprie debolezze in bellezza, dimostrando agli altri che esiste un modo per rimanere fedeli a se stessi senza chiudersi: “l’uomo non è altro che ciò che si fa”, dice Sartre. Questo non significa perdersi di nuovo nel brusio del mondo, ma saper esprimere la propria voce all’interno di esso. 

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