Il Superuovo

Analizziamo due “primavere” della cultura: l’età elisabettiana e il ritorno a teatro post CoVid

Analizziamo due “primavere” della cultura: l’età elisabettiana e il ritorno a teatro post CoVid

La nuova “primavera” della cultura che stiamo per vivere ci rimanda ad un florido periodo di qualche secolo fa: l’età elisabettiana.

Una raffigurazione della regina d’Inghilterra Elisabetta I (Google)

Questo florido periodo e il ritorno imminente degli spettatori nei cinema e nei teatri hanno molto in comune.

Il regno di Elisabetta I

Elisabetta I era figlia di Enrico VIII e Anna Bolena.
La sovrana inglese regnò dal 1558 al 1603, anno della sua morte.
In questo periodo, noto alla storia come “età elisabettiana” o “periodo elisabettiano”, l’Inghilterra visse un momento di pace, di grande sviluppo sociale ed economico e conobbe una convivenza civile tra anglicani e cristiani.

L’età elisabettiana: la rinascita della cultura

L’età elisabettiana è passata alla storia per essere stato un periodo florido e stimolante, soprattutto dal punto di vista culturale.
Nel periodo elisabettiano, infatti, l’Inghilterra e il mondo intero conobbero il più grande drammaturgo di tutti i tempi: William Shakespeare.
Il benessere sociale ed economico si intersecò, quindi, con uno dei periodi più floridi dal punto di vista culturale.
Il “teatro elisabettiano” è il nome del periodo artistico collocato tra il 1558 e il 1625, a cavallo tra i regni di Elisabetta I e Giacomo I d’Inghilterra.
Il teatro rinascimentale inglese si estende tra i periodi della riforma anglicana e la chiusura dei teatri avvenuta nel 1642 con l’arrivo della guerra civile.

Una raffigurazione del grande drammaturgo William Shakespeare (Google)

I teatri

Prima di questo fiorente periodo, gli spettacoli teatrali erano itineranti.
I personaggi, inoltre erano stereotipati: vi erano il buono, il cattivo, il “mostro”, il matto…
Poi, l’attività teatrale cominciò a concentrarsi nella grande capitale del regno: Londra.
Nel tardo 1500 nacquero teatri nelle zone che esulavano dalla competenza comunale.
Qui lo scarno palco, che conservava la semplicità del periodo medievale, era privo di macchine e luci e gli attori ebbero modo di sviluppare al massimo la creatività.
I primi teatri erano molto semplici: la struttura era realizzata in pietra o legno, non vi era il tetto e veniva sfruttata solo la luce del sole.
Il più grande anfiteatro e il primo teatro di successo fu come il “The Theatre” costruito nel 1576 su un terreno in affitto. I più grandi teatri di successo dell’epoca aprirono al pubblico proprio in questo anno.
Fu così che la riva del Tamigi diventò fulcro della cultura teatrale non solo di Londra e del regno d’Inghilterra ma di tutta Europa.
Le nuove costruzioni avevano spessa una pianta poligonale in modo da ottenere un effetto circolare e vi erano 3 gallerie poste a diversi livello al centro delle quali vi era il palco. Questo era una piattaforma circondata su 3 lati dal pubblico e coperto d un tetto.
Il teatro più famoso di Londra fu il “Globe Theatre” costruito nel 1599 dalla compagnia “Lord Chamberlain’s Men” di cui William Shakespeare faceva parte. La struttura in legno era ottagonale con uno spazio aperto al centro. La struttura poteva contenere 3200 persone ed era dotato di tettoia.
Gli spettacoli cominciavano di giorno e duravano fino a sera inoltrata. Nel 1603 si verificò un incendio che distrusse la costruzione che però venne ricostruita.

Il ritorno a teatro post CoVid

Ad oggi, sembra di vivere una riscoperta. Ci eravamo forse dimenticati, o semplicemente abituati, a recarci al cinema e a teatro. Abbiamo invece provato, a causa della pandemia da CoVid-19, che cosa significhi restare fuori da cinema a teatri.
La cultura è parte della nostra vita e noi non possiamo stare senza.
Questa nuova “primavera” ci ricorda il boom culturale dell’età elisabettiana che permise alla popolazione di imparare, svagarsi, trovarsi e godere del piacere di uno spettacolo culturale.
Come dopo la guerra civile e la conseguente chiusura del teatri nel 1642, ora è il momento di tornare a sognare, a ridere e ad emozionarsi tutti insieme.

 

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