147 anni di Met: il ruolo dell’arte nella storia e nei musei

È soprannominato “The Met” il Metropolitan Museum of Art, uno dei più grandi e importanti musei degli Stati Uniti, che oggi celebra l’anniversario della sua apertura al pubblico. Al momento dell’inaugurazione, il 20 febbraio 1872, possedeva solo un sarcofago romano e 174 dipinti. Con il tempo il suo patrimonio è cresciuto: oggi offre una collezione permanente con più di due milioni di opere d’arte, suddivise in 19 sezioni, risalenti a diversi luoghi ed epoche. Le opere più antiche appartengono all’antichità classica e all’antico Egitto, e non mancano quelle africane, asiatiche, dell’Oceania, bizantine e islamiche. Numerosi sono i dipinti e le sculture di autori Europei, e sono presenti anche opere statunitensi e moderne. Tra le collezioni è possibile trovare quelle di strumenti musicali, di abiti d’epoca, di accessori, di armi e di armature. Esposte sono anche alcune ricostruzioni di interni, di periodi che variano dal I secolo all’età moderna. Inoltre, durante l’anno, sono organizzate grandi e importanti mostre temporanee. La sede centrale è sita a New York lungo il Museum Mile, e la secondaria, dedicata all’arte medievale, è chiamata The Cloisters e si trova a Fort Tryon Park, sull’isola di Manhattan. Il Met è uno dei più conosciuti al mondo, ma… come è nato il concetto di museo?

L’arte all’origine del museo

Tra il Settecento e l’Ottocento il mondo dell’arte è investito da una serie di cambiamenti salienti, dovuti alle modifiche subite dalla sfera produttiva alla quale apparteneva l’arte stessa. In primo luogo cambia la modalità di produzione dell’opera, a seguito dell’avvento di tecnologie e di sistemi che riducono la manifattura. Conseguenza diretta di questo processo è la nuova identità dell’artista: se prima si trovava al vertice di un complesso sistema produttivo ed era seguito da una base di artigiani e di apprendisti che lavoravano nelle botteghe, ora si va affermando come un vero e proprio intellettuale, e si forma nelle Accademie. Al contempo, nel Settecento, il movimento dell’Illuminismo causa, a livello politico e sociale, la perdita di rilevanza della religione. In questo modo si arrestano le commissioni di affreschi e di altre opere destinate alle Chiese, sistema su cui si era basato fino a quel momento il lavoro degli artisti, e questo provoca il cambiamento della modalità di fruizione dell’opera d’arte. A seguito della fine dei rapporti con i committenti l’artista acquista libertà e, con il tempo, soggettività. Si colloca in questo periodo la nascita del museo aperto al pubblico, inteso nell’accezione contemporanea. Nel 1734 furono aperti i Musei Capitolini, nel 1759 il British Museum, nel 1771 i Musei Vaticani, nel 1793 il Museo del Louvre.

Muse greche, figlie di Zeus e protettrici delle arti e delle scienze.

L’opera d’arte all’interno del museo

Il termine “museo” deriva dal greco e indica un luogo sacro alle Muse, protettrici delle arti e delle scienze. Nell’antichità indicava il luogo dove gli eruditi si radunavano per le loro discussioni, e nel Quattrocento gli umanisti chiamavano così le vaste collezioni e i possedimenti dei principi. Durante il periodo dell’Illuminismo, nel Settecento, quando nasce l’idea di Museo aperto al pubblico, l’opera diventa oggetto di uno sguardo contemplativo: all’interno dell’ambiente museale è decontestualizzata ma al contempo assume valore e rilevanza, ed è messo in risalto tutto il suo potenziale. L’importanza dell’arte deriva dalla sua capacità di rappresentare, a distanza di secoli, precisi momenti storici e contesti sociali e culturali. Nel centro storico della città di Palermo, sul frontone del celebre Teatro Massimo, è ben sintetizzata tale funzione: una scritta recita “L’arte rinnova i popoli e ne rivela la vita”. Per tale ragione oggi i musei e le opere d’arte sono protetti dallo Stato: l’articolo 9 della Costituzione Italiana afferma che la Repubblica tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione. Grazie ai musei l’arte è fruibile e apprezzabile da tutti, e le opere sono custodite e riparate dal deterioramento che potrebbero subire con il passare del tempo.

Viva l’Arte e buon anniversario al Met!

Chiara Maria Abate

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