Ubisoft, Marx e Le Bon: pensatori al servizio della laicità dello Stato

Religione e Stato sono sempre stati in un rapporto di amore/odio, in una relazione spesso strumentale, in cui uno dei due poteri prevaleva a volte su uno, a volte sull’altro. Oggi sembra che entrambi i mondi si siano di fatto annullati, lasciando spazio solamente all’uomo. Far Cry 5 è un interessantissimo titolo videoludico che pone l’accento proprio su questo aspetto, il rapporto fra religione e potere politico.

Immagine di presentazione di Far Cry 5. L’impostazione visiva richiama ‘L’ultima Cena’ di Leonardo, con al centro Joseph Seed.

Far Cry è uno dei titoli più giocati nel panorama videoludico moderno. Con 5 capitoli principali e vari remake, oltre ad uno spin-off, il marchio figlio di Ubisoft è una pietra miliare nel genere azione e avventura. Tra ambientazioni rurali e distopiche, la trama di ognuno dei capitoli si basa su una lotta fra il protagonista e una setta che ha preso coercitivamente il potere nella zona in cui si svolgono i fatti. Il quinto capitolo della serie è ambientato negli Stati Uniti, nella contea di Hope Country, nel Montana, dove un predicatore di nome Joseph Seed, insieme ai suoi fratelli, sostiene di essere stato scelto da Dio per proteggere la popolazione della contea da una inevitabile catastrofe. La realtà è ben diversa. Nel corso del gioco scopriamo la malsana natura narcisistica di Joseph Seed, che vede la contea come un proprio culto e, attraverso violenza, droghe e terrore, tiene soggiogata l’intera popolazione, che però lo idolatra per il suo carisma.

Religione e Stato, un rapporto complesso

L’utilizzo che nella storia la politica ha fatto della religione è generalmente stato sempre quello di uno strumento di controllo. Hegel stesso, nelle lezioni di filosofia della religione tenute a Berlino nel 1827, parlò di quanto allo stato convenisse essere fondato sulla religione. Lo stato infatti è un potere che nessuno di noi ha scelto alla nascita. Non abbiamo scelto di far parte dello stato italiano. Al contrario, scegliamo se essere religiosi o meno, se credere o meno e di conseguenza se seguire i dogmi religiosi o meno. Un potere unilaterale come lo stato, proprio perché non scelto, si rende anche immune alle rinunce. Non possiamo rinunciare a far parte di uno stato perché non abbiamo mai scelto di farne parte. La religione invece offre una casa sicura. La si sceglie, ci si rimane coscientemente, e dunque tutte le regole che impone sono seguite di buon grado dall’individuo. Un potere politico dunque può sfruttare la religione per far sì che gli individui continuino a seguire le regole proprio perché di natura divina. È questo il caso delle numerose comunità teocratiche, soprattutto in medio oriente, caratterizzate da livelli di analfabetismo e ignoranza sopra la media. Togliere spirito critico, immettere obbedienza dogmatica, proprio perché la legge che comanda gli uomini non viene da un uomo, ma da una divinità. Joseph Seed ha sfruttato proprio questo. L’ignoranza e la disperazione dei cittadini di Hope Country, la venuta del messia che è in grado di trovare i giusti capri espiatori, le giuste soluzioni e le giuste motivazioni per prendere il potere.

Joseph Seed.

Il potere dell’errore nei popoli

Colui che ha studiato in maniera più approfondita la psicologia e il funzionamento della mentalità dei popoli e delle masse è Gustave Le Bon, vissuto tra il 1841 e il 1931. La sua più celebre opera risale al 1895. Si tratta della diffusa ma non altrettanto letta Psicologia delle folle. Un testo di vitale importanza per capire la storia del ‘900. Basti pensare che Adolf Hitler Benito Mussolini studiarono approfonditamente questa ed altre opere del filosofo francese. La trattazione infatti procede sul’analisi della psicologia delle folle, definite come un agglomerato di individui che, essendo riuniti (fisicamente o per condivisione di intenti) diventano come un unico individuo, la cui facoltà di ragionamento è appiattita, resa ininfluente, lasciata da parte per dare spazio a istinti e impulsi immediati. La folla è simile ad un bambino: capricciosa, infantile, isterica, ben poco ragionevole e che non si fa problemi ad usare la violenza per arrivare ad un suo scopo. Nell’accurata descrizione della folla e dei caratteri che la influenzano, Le Bon non lascia da parte la religione. L’illusione religiosa è per un popolo un qualcosa di quantomai potente. Egli scrive che ciò che ha mosso le folle infatti non è mai stata la verità, bensì l’errore, il travisamento. Hanno più effetto sulle folle parole prive di significato, slogan vaghi e generalisti, concetti vuoti ma retoricamente forti, espressioni estreme e violente o esoteriche. Non è un caso, o non lo sarebbe per Le Bon, se oggi si avversano le verità scientifiche sui vaccini o sulla forma della Terra. Un atteggiamento che viene proprio dalla natura della folla, votata all’errore e all’incomprensione. Un ragionamento logicamente supportato anzi, farebbe distogliere attenzione, creerebbe disgregazione nella folla, e, quindi, capacità di ragionamento. È ciò che un buon condottiero deve evitare. Il nostro Joseph Seed sicuramente è un gran bel condottiero. Raccogliendo documenti e collezionabili nel gioco (oggetti rintracciabili in vari punti della mappa di gioco che non influiscono sulla trama), o semplicemente avanzando nella storia, sono numerosissimi gli esempi di slogan vuoti, esempi molto forti e carismatici, ma di scarsa rilevanza contenutistica. Ed è ciò che più fa effetto sui seguaci del sedicente predicatore. Un evento totalmente inventato, scrive Le Bon, contribuisce molto alla creazione dell’anima collettiva. Joseph Seed ha infatti assunto il ruolo di salvatore, convincendo la popolazione di un’imminente catastrofe.

Si scrive ‘religione’, si legge ‘giustificazione del potere’

Stando a ciò che sostenne Carl Marx, la religione è ‘oppio dei popoli’. Una delle sue idee principali, ciò che sta alla base della sua filosofia, è la divisione della realtà in struttura sovrastruttura. La struttura è tutto ciò che è reale, ovvero i rapporti produttivi, il lavoro, le industrie e il mercato. La sovrastruttura è tutto ciò che è fittizio e inventato, come l’anima, Dio, il paradiso e l’inferno, e, per l’appunto, la religione. Dal punto di vista di Marx, La sovrastruttura viene utilizzata strumentalmente dal capitalismo per giustificare gli ingiusti ed alienanti rapporti produttivi tra capitale e lavoro. La religione, svuotata di significato messianico o di speranza, diventa quindi un mero strumento di controllo. Sicuramente è ciò che fanno i fratelli Seed in Far Cry 5. Il loro traffico d’armi viene giustificato con l’importanza di difendere il progetto divino per la salvezza di Hope Country, la produzione e la vendita di droghe viene giustificato con l’avvicinamento a Dio e così via. I pretesti e le giustificazioni di azioni politiche tramite la religione sono di fatto un evento storicamente accertato. Fra tutti, ovviamente, Le Crociate. Ciò che Far Cry 5 ha voluto sottolineare dunque, da un punto di vista filosofico, è la potenza dell’utilizzo della religione in un modo totalmente perverso. Lo Stato deve dunque essere totalmente laico. Sostenendo questa tesi, si afferma però indirettamente che al potere, per autoconservarsi, converrebbe affidarsi ai dogmi religiosi. La scelta di un sovrano, di una maggioranza o di chiunque detenga il potere temporale, è dunque quella di rischiare di venire destituito, ma mantenere comunque nel popolo consapevolezza e lucidità. In questa visione l’atto di governare si dimostra ancora una volta nella sua grande determinatezza di responsabilità e di lungimiranza. Mettersi da parte per il bene della comunità e soprattutto per la sua emancipazione mentale, anche se questo potrebbe passare attraverso la morte del sovrano.

Marco Braconi

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