The end of the f***ing world: Freud spiega una fuga adolescenziale sulla base del conflitto genitoriale

Due adolescenti problematici in fuga, una trama che ci svela poco a poco le motivazioni che li hanno indotti a scappare, in gran parte riconducibili alle loro famiglie. Come analizzerebbe la questione Freud?

La serie di Netflix, tratta dall’omonimo fumetto di Charles Forsman, narra le vicende di due adolescenti, James e Alyssa. Entrambi appaiono da subito come personaggi strani e instabili: James è profondamente convinto di essere uno psicopatico a causa dell’assenza di emozioni e del fatto che abbia provato piacere nell’uccidere animali da bambino. Ciò che risulta particolarmente preoccupante è, però, che il ragazzo ora desidera trovare qualcun altro da uccidere, che non sia un animale, bensì una persona. La sua idea iniziale è quella di uccidere Alyssa, una compagna di scuola ribelle e impulsiva. Entrambi sono estremamente insoddisfatti delle proprie vite, nonostante inizialmente le motivazioni non appaiano chiare: infatti, verranno spiegate gradualmente nel corso della serie, anche tramite l’utilizzo di flashback. Si scoprirà che tutti e due i ragazzi si portano dietro dei profondi traumi e delle ferite causate dal rapporto con i propri genitori.

Due adolescenti, una fuga e un omicidio

La fuga dei due ragazzi parte con la decisione impulsiva di Alyssa di lasciare la città, con o senza James. Lui, che si era avvicinato a lei inizialmente con l’unico scopo di ucciderla, senza però esserci ancora riuscito, asseconda la ragazza nel suo piano ed insieme rubano la macchina del padre di James. Sono molti gli imprevisti che occorrono durante il loro viaggio: la macchina si incendia e loro sono costretti a trovare metodi alternativi per continuare a scappare, ma anche i soldi scarseggiano. Ciononostante, per nessuna ragione Alyssa vuole tornare indietro, dato il brutto rapporto con il suo patrigno e sua madre. Propone a James, quindi, di andare dal suo vero padre, che la ragazza non vede da moltissimi anni, perché ha abbandonato la famiglia. I due, rimasti senza soldi, decidono di occupare una grande casa apparentemente deserta. James, curiosando nella casa, trova delle polaroid, scattate dal padrone dell’appartamento, di natura violenta e sanguinaria che ritraevano delle donne. Nel frattempo, al ragazzo viene l’impulso di uccidere Alyssa mentre dorme, ma si accorge di non riuscirci perché si sta innamorando di lei. Intanto, però, il proprietario della casa torna e si accorge che qualcuno è entrato: si arma e sale al piano di sopra. L’uomo, vedendo Alyssa da sola sul letto, cerca di violentarla, ma James esce allo scoperto e lo accoltella al collo, uccidendolo.

Il rapporto tra James e la madre: trauma e complesso di Edipo

James, dopo l’omicidio, inizia a cambiare, inizia a provare qualcosa. Si reca alla stazione di polizia per denunciare l’accaduto ma, invece di descrivere l’omicidio, decide di raccontare, tramite un flashback, il suicidio di sua madre, di cui non aveva mai parlato prima. La madre si uccise davanti agli occhi del protagonista quando lui era solo un bambino, annegando nell’acqua con la sua automobile. Non è ben chiaro se James sia l’unico a conoscenza di ciò che è realmente successo, ma è evidente che il trauma è stato così forte da cambiare profondamente la sua personalità. Ciò in parte può essere dovuto a quello che Freud definisce il complesso di Edipo. Esso è il rifiuto inconscio che il bambino sperimenta nei confronti del genitore dello stesso sesso – da qui anche la distanza e la freddezza che prova James nei confronti del padre – associato all’attrazione per il genitore del sesso opposto. Nel caso di James, non sappiamo molto sul suo rapporto con la madre, se non che quando lei si è tolta la vita lui era l’unico presente, il che può indurci a pensare che il ragazzo avesse un rapporto molto stretto con la madre, da cui il padre rimaneva escluso. Nonostante il complesso di Edipo sia di per sé normale e non sia segno di patologie psichiatriche, i bambini maltrattati dai genitori o vittime di traumi in questa fase sembrano essere più soggetti a sviluppare problemi con l’intimità emotiva.

Alyssa, delusa e tradita dal padre

A maggior ragione, dopo l’omicidio, i ragazzi hanno un motivo in più per scappare e nascondersi, dal momento che la polizia è sulle loro tracce. Quando finalmente riescono a rintracciare il padre di Alyssa e ad incontrarlo, però, la ragazza deve affrontare la dura realtà. Il padre, che lei aveva considerato come unica possibile via di fuga, è in realtà uno spacciatore e ha un altro figlio, di cui Alyssa non sapeva nulla. La ragazza resta completamente turbata da ciò, anche perché, probabilmente, sperava di riuscire in ciò che sua madre non era riuscita a fare, ovvero recuperare l’affetto e le attenzioni del padre. Oltre a ciò, sarà proprio il padre a chiamare di nascosto la polizia, e a consegnare i ragazzi nelle loro mani, nonostante essi tentino un’altra disperata fuga, che finisce con un colpo di proiettile e un finale aperto.

Chiara Checchetto

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