In questi giorni ricorrono i 4 anni dal sisma che sconvolse il centro Italia.

Un’immagine della distruzione di Amatrice, 2016 (Google)

I terremoti sono, da sempre, motivo di curiosità e di interesse letterario prima e cinematografico poi.

Un’immagine del film “The Quake: il terremoto del secolo” (Google)

I terremoti nella letteratura

Plinio il Giovane, in una prima lettera a Tacito, scrive che lo zio Plinio il Vecchio era presente durante l’eruzione del Vesuvio nel 79 a.C. mentre governava la sua flotta a Miseno. Egli, spinto dalla curiosità, si avvicinò pericolosamente con un’imbarcazione alla zona di interesse. Sentendo delle richieste di aiuto, Plinio il Vecchio si diresse verso Torre del Greco ma per poi sbarcare a Stabia. La notte Plinio, probabilmente intossicato dalla grande quantità di gas emanati dal vulcano, venne colto da malore e non riuscendo a continuare la fuga venne abbandonato dai compagni. Il suo corpo fu ritrovato solo tre giorni dopo.

Successivamente Plinio il Giovane scrisse a Tacito una seconda lettera in cui descrisse il fenomeno dell’eruzione del 79 a.C.

Seneca, nei suoi scritti, più che descrivere il fenomeno dei terremoti, riportò opinioni classiche sul fenomeno, come usava al tempo.

Anche Dante Alighieri parla nella Commedia dei terremoti, usandoli come espediente letterario per la sua opera.

Nel canto XXI è Stazio a spiegare allo stesso Dante che il terremoto è espressione della volontà di Dio.

Per Francesco Petrarca il terremoto non può che essere una descrizione della sua esistenza: i paesaggi distrutti, le sensazioni descritte e le sue delusioni amorose collimano perfettamente con la descrizione di ciò che un terremoto lascia dietro di sé.

Altri riferimenti letterari al terremoto si trovano in Giovanni Boccaccio, in “Gerusalemme liberata” di Torquato Tasso per descrivere la furia bellica nei confronti dei cristiani, ne “La terra impareggiabile” di Salvatore Quasimodo, in “Terremoto” di Corrado Alvaro, negli scritti di Alexandre Dumas e in “Scritti sui terremoti” di Emmanuel Kant che, provato dalle scosse che sconvolsero Lisbona il 1° novembre del 1755, pubblicò l’anno seguente un’opera dedicata ai terremoti. Infine, citiamo il libro “Bella mia” di Donatella Di Pietrantonio dedicato al terremoto dell’Aquila.

“The Big One”: l’attesa del terremoto più distruttivo

La faglia di San Andreas si trova in California, Stati Uniti d’America. Molte sono le teorie circa la violenza di questo terremoto che si è certi avverrà ma non si sa quando. La scossa potrebbe essere talmente violenta da separare la California dal resto degli Stati Uniti d’America facendola diventare un’isola.

I terremoti al cinema

Con l’avvento del cinema ogni argomento possibile è stato impresso sulle pellicole di Hollywood. Anche le catastrofi trovano ampio spazio nei lungometraggi. Si pensi ai film “Pompei” (per ricollegarci al primo esempio letterario), “San Andreas”, film sul citato futuro terremoto disastroso e “2012”, un film che inscenava la fine del mondo che sarebbe dovuta avvenire proprio nel 2012 in cui terremoti e inondazioni sconvolgono l’intero globo.

L’uomo e le catastrofi

Da sempre, quindi, l’uomo studia e scrive di eventi catastrofici, sia per studiarli, sia perché la forza della natura ci affascina da sempre. Ecco dunque che agli scritti scientifici si sommano libri e film che narrano di episodi spaventosi e fuori controllo in cui l’uomo si ritrova da padrone della Terra (o almeno così crede) a fragile pedina di un mondo che è libero di fare tutto ciò che vuole.

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