Striscia di Gaza: quando le guerre distruggono i sogni dei più piccoli

La Striscia di Gaza è ormai territorio dilaniato da anni di guerra.

Un’immagine della guerra nella Striscia di Gaza (Google)

 

Dopo tanto tempo, i danni del conflitto continuano a ripercuotersi sulla popolazione.

Il conflitto nella Striscia di Gaza

La Striscia di Gaza è un’exclave del territorio palestinese confinante con Israele ed Egitto.
Venne rivendicata dai palestinesi nel 1994 con Cisgiordania e Gerusalemme Est come parte dello Stato di Palestina nella regione storico-geografica della Palestina.
Dopo il ritiro dei militari e dei civili israeliani da Gaza nel 2005 è passata sotto il controllo politico-amministrativo dell’Autorità Nazionale Palestinese.
Nel gennaio 2006, con una vittoria alle elezioni in Palestina, Hamas ha ottenuto la maggioranza alla camera.
L’Egitto ha governato la Striscia di Gaza tra il 1948 e il 1967, e oggi controlla la propria frontiera meridionale tra il deserto del Sinai e la Striscia di Gaza.
La striscia di Gaza rimane al centro del conflitto israelo-palestinese e, ancora oggi, il territorio resta dilaniato da lotte interne e a pagare il prezzo più caro, come in ogni guerra, è la popolazione.

Un’immagine della zona della Striscia di Gaza (Google)

I bambini della Striscia di Gaza: il rapporto di “Save the Children”

Dopo 15 anni di conflitto nella Striscia di Gaza, 4 bambini su 5 soffrono di depressione, ansia, angoscia e paura.
Queste sono alcune delle stime raccolte dall’associazione “Save The Children”.
Gli stati d’animo che affliggono molti (troppi) bambini della Striscia di Gaza dovrebbero essere sconosciuti ai bambini.
E invece qui (e in tante altre parti del mondo), conflitti e violenza stanno diventando parte della vita quotidiana.
Questo è ciò che devono sopportare tanti bambini che da 15 anni vivono sotto il blocco terrestre, aereo e marittimo imposto dal governo di Israele.

I bambini che segnalano disagio emotivo a Gaza sono l’80%.
Questo è il terrificante dato che emerge dal rapporto “Intrappolati” realizzato dall’associazione “Save The Children” e che ha registrato un considerevole aumento di bambini che hanno riferito di sentirsi spaventati, soffrire di nervosi, di tristi o depressi e in lutto.
Più della metà di loro ha pensato al suicidio e 3 su 5 hanno commesso atti di autolesionismo.

La guerra come ragione di paura

Come sappiamo, la guerra è una delle principali ragioni che porta non solo alla morte sul campo di migliaia di perone, ma alla distruzione indiretta di famiglie e di vite sovrastate da una situazione ingestibile.
I bambini della striscia di Gaza convivono da anni in questa situazione.
Un popolo che invece dovrà presto abituarsi ad un terribile sconvolgimento della vita quotidiana è quello ucraino.
Da più di 100 giorni, infatti, la Russia ha invaso l’Ucraina e il bilancio umanitario è già impressionante.
Purtroppo, la guerra è insita negli uomini e sarebbe probabilmente utopistico immaginare un mondo senza guerra, ma sicuramente possiamo impegnarci ancora di più nella tutela dei nostri “fratelli”.

Lascia un commento