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Si può trovare la felicità nel piacere? L’edonismo di Aristippo e Guè Pequeno

Cosa possono avere in comune un ex membro dei Club Dogo e un allievo di Socrate? Sembra impossibile trovare punti di contatto tra due personaggi così distanti, eppure condividono un aspetto fondamentale: hanno scelto la stessa filosofia di vita.

 

L’edonismo è una corrente filosofica dalle antiche radici, fondata ai tempi di Socrate. La sua tesi centrale è molto semplice: il bene consiste nel piacere. Questa affermazione può essere interpretata in diversi modi, e così è stato fatto nella storia: talvolta il piacere è stato identificato con la soddisfazione dei desideri corporei, talvolta con l’assenza di dolore o con la quiete spirituale. Uno dei primi esponenti della corrente, Aristippo, era decisamente materialista: la sua dottrina è oggi inconsapevolmente professata da molte persone, e persino dalle celebrità.

 

Aristippo e la “bella vita”

Aristippo, originario di Cirene, è stato un personaggio che, di certo, si può dire abbia vissuto a pieno: ha fatto molti viaggi, è stato a contatto con figure di spicco della sua epoca, ha conosciuto personalmente Socrate e Platone, ha fondato una sua filosofia e una sua accademia. Ma il motivo fondamentale per cui viene ricordato è il suo stile di vita bizzarro e sfarzoso, che seguiva controverse regole stabilite da lui stesso. Così come nella vita privata perseguiva lussi e raffinatezze, allo stesso modo insegnava ai suoi allievi, nella Scuola Cirenaica da lui fondata, che la felicità coincide essenzialmente con il piacere. E non un piacere mentale-spirituale, come quello per esempio degli epicurei, ma il puro e semplice piacere fisico, quello che di solito, nella filosofia così come nell’etica comune, viene ritenuto quello più “basso”, proprio anche degli animali. Il piacere momentaneo, invece, per Aristippo, non solo non è condannabile, ma è anzi l’unico tipo di felicità che l’uomo può raggiungere. L’ottenere qualcosa di desiderato, deliziare la vista, soddisfare la libido della carne,  gustare del buon cibo e delle buone bevande è quanto di più elevato possiamo ottenere. Il sacrificio e il dolore sono inutili: non fanno altro che distoglierci dalla ricerca del bene maggiore a nostra disposizione: l’hedonè, il piacere, unico vero obiettivo.

L’edonismo dei poeti

Una grande ripresa dell’edonismo materiale professato da Aristippo è avvenuta durante la Belle Epoque. Letterati e intellettuali riscoprono il gusto del lusso e della raffinatezza, rinnegano il proibizionismo del secoli precedenti, nell’incessante ricerca del piacere. Un caso emblematico è di certo quello del poeta pescarese Gabriele d’Annunzio: non per caso, una sua importante opera letteraria è intitolata proprio Il Piacere. Lo scrittore è un borghese, avvezzo a uno stile di vita agiato, amante del bello.  Nel corso della sua vita ha scelto sempre di abitare in bellissime ville, come nella rinascimentale Cappoccina, o nel più celebre Vittoriale, sperperando il suo patrimonio per arricchire le sue dimore con raffinati dettagli, per tener feste e banchetti memorabili e per abbigliare la sua persona con capi sempre alla moda. La lista delle sue amanti è lunghissima: di solito, donne non solo bellissime e dal grande fascino, ma anche intellettuali di rilievo e celebrità talentuose. Ovviamente, tra queste, si ricorda l’attrice Eleonora Duse, “la divina”, regina dei teatri della sua epoca, donna ambiziosa e poliedrica. Sebbene quella con la Duse fosse stata una storia molto importante, non era possibile mantenere una sola relazione alla volta, per Gabriele: la ricerca del piacere non doveva essere limitata.

Guè Pequeno, life style cirenaico

Un nome di punta nella scena rap italiana, forse il “padre” di tanti trapper oggi in voga: Guè Pequeno non è celebre solo per la sua militanza nei Club Dogo, ma anche per il suo stile unico, la sua tecnica impeccabile, i suoi testi senza peli sulla lingua. Guè ama la “bella vita”, e non ha alcun problema a dichiararlo. Amante dell’alta moda, è stato uno dei primi a presentarsi sul palco non più vestito “da strada”, ma con capi griffati, gioielli, orologi costosissimi. La droga è protagonista di molte sue canzoni, non nasconde questa sua passione, allo stesso modo come quella per l’alcol. E non alcolici qualsiasi: anche in questo caso si parla di grandi marche, di vini di pregio, di bottiglie che valgono stipendi. Una grande passione, infine, che a detta sua è anche ciò che più lo danneggia: quella per le donne. Sinceramente convinto che la monogamia non sia umanamente possibile, ha avuto relazioni, indistintamente, con celebrità così come con ragazze comuni. Probabilmente, i media sono a conoscenza solo di una piccola parte della vita di Guè. Una vita che sembrerebbe non aver alcun limite imposto. Ma Guè dichiara spesso che la chiave, per poter vivere così, è il controllo. Ciò sembrerebbe inconciliabile con una tale condotta, eppure, se non sapesse come fermarsi al momento giusto, verrebbe a mancare anche il bene principale: il piacere, l’edonè.

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