Rick e Morty affronta la questione della nostra stessa esistenza in quasi ogni singolo episodio: da un lato, abbiamo l’irrilevanza cosmica di tutta l’umanità e dall’altra abbiamo la frivolezza della vita umana individuale.

L’esistenzialismo
La serie ci offre due esempi di come rispondere alla nostra patetica esistenza attraverso Rick e Jerry. Abbiamo Jerry che è apparentemente ignaro della schiacciante mediocrità e dell’inutilità della propria vita. Jerry è letteralmente più felice in una simulazione di bassa qualità del mondo che nella vita reale. O, come Arthur Schopenhauer avrebbe probabilmente descritto la vita di Jerry:
“La vita di ogni individuo, considerata nel suo complesso e in generale e quando solo le sue caratteristiche più significative sono enfatizzate è davvero una tragedia; ma esaminata nel dettaglio ha le caratteristiche di una commedia “.
Jerry è un fallimento. E ‘disoccupato, la moglie lo odia e non è esattamente un genio.
Ma si può sostenere che Jerry stia meglio rispetto al bellicoso e alcolizzato Rick perché è semplicemente troppo stupido per rendersi conto che la sua vita è inutile. Ma in questa ignoranza, Jerry sembra contento di sgobbare per nessun motivo apparente
Poi c’è Rick, che capisce la mancanza di significato della vita e la accetta. Ma nonostante la nonchalance e l’atteggiamento sarcastico di Rick verso il dolore e la sofferenza è anche un alcolizzato la cui famosa catchphrase : “Wubbalubbadubdub!” significa “sono in un dolore enorme, perfavore aiutatemi”

Il puro razionalismo dell’universo conduce ad una sensazione di insignificanza della nostra vita. Ci ritroviamo con un paradosso, la scienza ci permette di dare una sorta di senso dell’universo attraverso formule e teoremi ma noi come esseri umani siamo lasciati ad affrontare la natura triste e arbitraria della nostra esistenza. La scienza può allontanare, con la ragione, ogni senso di santità o di emotività e trasformare l’esperienza umana in qualcosa privo di significato.
Rick mentre cerca di evitare la morte trova il tempo di fermarsi e spiegare matematicamente che Summer e Morty sono entrambi pezzi di merda, inoltre continua a razionalizzare i suoi sentimenti per Morty spiegando che il loro legame è soltanto un modo facile per nascondere le onde cerebrali geniali di Rick dagli sbirri intergalattici.
Rick: “You’re as dumb as i am smart!”
In un altro episodio, Morty, interpretando Roy, cresce e muore in un videogioco. Dopo aver perso la partita, dimentica brevemente la propria esistenza. La domanda che ci si fa è: esattamente cos’è che separa la finta realtà del gioco “Roy” dalla propria esistenza? Dopotutto, se Morty si ricorda la sua vita “finta” e sperimenta tutte le emozioni e le sensazioni che costituiscono la nostra coscienza, qual è la differenza?

“Rick e Morty” gioca costantemente con questa dicotomia tra simulazioni senza senso e la nostra vita reale.
Se ci distanziamo dall’idea di vivere un a vita “finta” all’interno di un videogioco è perché attribuiamo un significato all”autenticità della nostra vita cosciente. Ma “Rick e Morty” ci mostra rapidamente che è una grandissima stronzata.
Questa crisi di valori del nostro stesso significato della vita, è ripreso da innumerevoli esistenzialisti ma, il nostro vecchio amico, Friedrich Nietzsche è particolarmente utile in questo caso. Nietzsche racconta la parabola del folle che arriva in città gridando
“Dio è morto! .. E noi lo abbiamo ucciso!”
Ora, ciò che Nietzsche stava veramente cercando di dire è che dopo l’Illuminismo e la rivoluzione scientifica il grande essere nel cielo che dava valore alla nostra vita non era più rilevante. Dopo la morte di Dio nella filosofia, ciò che rimane è il nichilismo. Un vuoto di significato.
Il nichilismo
Questo conflitto sulla la mancanza di significato è ciò che definisce Rick Sanchez. Rick utilizza la scienza per demistificare tutto, partendo dal concetto di “male” in se stesso, passando per l’Amore, fino ad arrivare alla religione: affronta e sconfigge il diavolo in un incontro di boxe e, in un certo senso mette in atto la morte di Dio.
Rick: “Yes! Fuck you God!” … “Yes I did it! There is no God! In your face!”
Ci troviamo di continuo a chiederci: C’è qualcosa che importa per Rick?
Il personaggio di Rick incarna una tensione tra una sorta di nichilismo attivo e passivo. Il nichilista passivo, per Nietzsche si rassegna alla disperazione e alla mancanza di significato della vita. Il nichilista attivo, tuttavia cerca attivamente di distruggere i vecchi valori e ricominciare da capo.

E ‘chiaro che qualcosa fa scattare Rick ma non sappiamo per certo cosa sia. Dopo tutto, viene etichettato come un terrorista internazionale in continua lotta e alla fine si consegna per salvare la sua famiglia. Le azioni di Rick potranno sembrare paradossali se non altro perché anche lui trova difficoltà a dare un senso all’universo. Lo show in parte mette in discussione il nostro senso di moralità rifiutandosi di tracciare un confine chiaro fra giusto e sbagliato o bene e male.
I tentativi di Morty di comportarsi bene, allo stesso modo, non vanno mai a buon fine, dopo aver liberato un gruppo di persone dall’ultracorpo Unity, scoppia una guerra razziale per colpa della forma dei capezzoli tra la marmaglia di pedofili e prostitute liberata.
Qui sta un altro quesito esistenziale: Cos’è la vita se non la si “vive”?
Se noi, il pubblico, siamo disgustati al pensiero di un’unica entità che ci controlla, la serie ci fa anche considerare il fatto che il nostro attaccamento irrazionale alla libertà è ciò che ci permette di vivere in un mondo così terribilmente incasinato.
Un altro modo di vedere la domanda esistenziale di Rick e Morty è attraverso l’opera di Albert Camus, in particolare nell’episodio “Meeseks and destroy”.
Il punto centrale dell’assurdismo di Camus è che la vita consista in due aspetti inconciliabili: Lo sforzo umano di trovare un significato nella vita e la completa indifferenza dell’universo verso la nostra esistenza. Al contrario i Meeseks vengono creati solo per portare a termine un solo scopo ben preciso, e solo quello, pertanto non ne cercano di nuovi dato che raggiunto l’obbiettivo per cui sono stati creati semplicemente muoiono.

Molti personaggi nella serie piuttosto che cercare un significato per la propria esistenza portano rancore verso il loro creatore per averli messi al mondo.
Secondo Camus, siamo perennemente frustrati dal nostro tentativo di trovare significato e scopo nella vita e dalla nostra incapacità di riuscirci. Egli ci propone, come alternativa, di accettare il vuoto dell’assurdo. Per citare Morty:
“Nobody exist on purpose, nobody belongs anywhere, everybody’s gonna die… come watch TV?”
-Valto