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Quando l’ansia diventa patologica: ecco i 7 più diffusi disturbi d’ansia

La parola ansia, dal latino “angere” ossia “stringere”, comunica molto bene la sensazione di disagio, costrizione, imbarazzo e incertezza sul futuro, vissuta da chi soffre di uno dei disturbi legati al suo spettro.

La paura è quell’emozione che si prova di fronte a una sensazione di minaccia reale (come ad esempio una minaccia alla persona) o figurata (come ad esempio una minaccia all’autostima). È una normale e innata risposta di attivazione dell’organismo, caratterizzata da un aumento della vigilanza e dell’attenzione che ha l’obiettivo di preparare la persona ad affrontare il pericolo percepito predisponendola a una risposta di attacco o fuga. L’ansia, invece, è più frequentemente associata alla tensione muscolare e alla vigilanza in preparazione ad un pericolo futuro, predisponendo l’individuo a comportamenti di evitamento.

Generalmente, l’ansia si manifesta con sintomi psicologici (alterazioni di memoria e concentrazione, rimuginìo, insicurezza e preoccupazione, forte apprensione e nervosismo), e sintomi fisici (tachicardia, ipersudorazione, spasmi alla gola, dispnea, vertigini, sintomi gastroenterici, insonnia, tensione muscolare, tremori, cefalea, agitazione motoria).

Normalmente quando un individuo prova paura e/o ansia mette in atto delle strategie per ridurre o eliminare la minaccia, ripristinando in questo modo la precedente situazione di normalità. Quando invece l’ansia diventa patologia e sfocia in quelli che vengono definiti disturbi d’ansia, l’attivazione fisiologica che segue la percezione di una minaccia nell’ambiente viene valutata in maniera catastrofica dalla persona, diventando essa stessa una minaccia, spesso ancora più grave della minaccia esterna che ha funzionato da fattore scatenante.

Si crea così un circolo vizioso in cui l’interpretazione errata e catastrofica dei sintomi dell’ansia aumenta le sensazioni sgradevoli e queste a loro volta rinforzano l’interpretazione catastrofica. Il disturbo d’ansia viene così mantenuto dall’attenzione selettiva, in cui la persona pone estrema attenzione ai segnali del proprio corpo interpretandoli in maniera catastrofica, dal rimuginìo, per il quale il soggetto trascorre molto tempo a preoccuparsi cercando di prevedere o prevenire eventi negativi in condizioni di incertezza e di costruire mentalmente ipotetiche soluzioni senza mai giungere a una conclusione, e dall’evitamento, per cui l’individuo evita gli stimoli temuti per non incorrere nell’ansia, riducendo così i propri gradi di libertà.

Molti disturbi d’ansia si sviluppano durante l’infanzia e tendono a persistere quando non curati. La maggior parte è più comunemente diffusa nella popolazione femminile, con un rapporto di 2:1 rispetto ai maschi.

Vediamo ora quali sono i disturbi d’ansia.

1) Disturbo d’ansia da separazione

L’individuo con disturbo d’ansia da separazione è spaventato o ansioso riguardo alla separazione dalle figure di attaccamento a un livello di gravità inappropriato rispetto allo stadio di sviluppo. Sono inoltre presenti pura o ansia persistenti relative agli incidenti che possono capitare alle figure di attaccamento e agli eventi che possono portare alla perdita delle, o alla separazione dalle, figure di attaccamento, e riluttanza ad allontanarsi da esse, come pure incubi e sintomi fisici di disagio. Nonostante i sintomi si sviluppino spesso durante l’età infantile, possono essere espressi anche in età adulta.

2) Mutismo selettivo

Il mutismo selettivo è caratterizzato da una costante incapacità di parlare in situazioni sociali (ad esempio a scuola), anche se l’individuo è in grado di parlare in altre situazioni. L’incapacità di parlare ha conseguenze significative sul rendimento in contesti educativi o lavorativi e interferisce con la normale comunicazione sociale.

3) Fobia Specifica

Le persone che soffrono di fobia specifica sono spaventate o ansiose riguardo a situazioni e oggetti specifici, tendendo ad evitarli. La paura, l’ansia o l’evitamento sono quasi sempre indotti immediatamente dalla situazione fobica, a un livello tale da essere persistente e sproporzionato rispetto al reale rischio che essa rappresenta. Vi sono vari tipi di fobie specifiche, legate ad animali, ambienti naturali, situazioni, ecc.

4) Disturbo d’ansia sociale

Nel disturbo d’ansia sociale (o fobia sociale) l’individuo ha paura, è ansioso oppure evita, le interazioni sociali e le situazioni che coinvolgono la possibilità di essere esaminato. Queste includono le interazioni sociali in cui si incontrano persone sconosciute, situazioni in cui si può essere osservati mentre si mangia o si beve, e situazioni in cui ci si deve esibire di fronte ad altri. Alla base vi è la paura di essere valutati negativamente dagli altri, di essere imbarazzati, rifiutati o umiliati, oppure di offendere gli altri.

5) Disturbo di panico

Nel disturbo di panico la persona sperimenta ricorrenti attacchi di panico inaspettati ed è costantemente preoccupata o spaventata di avere ulteriori attacchi di panico, oppure modifica il proprio comportamento in modo disadattivo a causa degli attacchi di panico (per esempio, evitando di fare esercizio fisico oppure di passare attraverso luoghi sconosciuti). Gli attacchi di panico sono rappresentati da comparsa improvvisa di paura o disagio intensi che raggiungono il picco in pochi minuti, accompagnati da sintomi fisici e/o cognitivi. Gli attacchi di panico possono essere attesi, cioè come risposta a un oggetto o ad una situazione tipicamente temuti, oppure inaspettati, quando si verificano senza una ragione evidente.

6) Agorafobia

Chi soffre di agorafobia prova paura o ansia, ad esempio, nell’utilizzare i trasporti pubblici, nel trovarsi in spazi aperti o, al contrario, nello stare in spazi ristretti, nel fare la fila o stare in mezzo alla folla, o ancora nell’essere fuori casa da solo. L’individuo teme queste situazioni a causa di pensieri legati al fatto che potrebbe essere difficile fuggire o che potrebbe rivelarsi impossibile ricevere soccorso nel caso in cui si sviluppino sintomi simili al panico o altri sintomi invalidanti o imbarazzanti. Tali situazioni quasi sempre vengono evitate, o richiedono la presenza di un accompagnatore.

7) Disturbo d’ansia generalizzato

Le caratteristiche chiave del disturbo d’ansia generalizzato sono ansia e preoccupazione persistenti ed eccessive riguardanti diversi ambiti, tra cui il rendimento lavorativo o scolastico, che si ha difficoltà a controllare. Inoltre l’individuo sperimenta sintomi fisici, ad esempio irrequietezza, sensazione di agitazione o tensione, facile affaticamento, difficoltà di concentrazione o vuoti di memoria, irritabilità, tensione muscolare e disturbi del sonno.

È possibile diagnosticare un disturbo d’ansia solo quando si è accertato che i sintomi di ansia non sono attribuibili agli effetti fisiologici di una sostanza o farmaco o a un’altra condizione medica, oppure non sono meglio spiegati da un altro disturbo mentale.

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