Prof sospesa a Palermo: si può punire chi insegna a pensare?

Proprio qualche giorno fa, a Palermo, è stata sospesa dal suo incarico per due settimane Rosa Maria Dell’Aria, docente dell’Istituto industriale Vittorio Emanuele III. La sua colpa? Quella di avere insegnato ai suoi alunni l’importanza della storia e del libero pensiero. Perché, proprio comprendendo l’attualità della storia, questi ragazzi di soli 14 anni hanno avuto l’ardire di associare, in una presentazione realizzata in occasione della Giornata della memoria, le leggi razziali del 1938 al “decreto sicurezza” dell’attuale ministro dell’Interno Matteo Salvini. E, in un’altra slide, la conferenza di Évian del 1938 – nella quale si cercò di trovare una soluzione al problema del numero di rifugiati ebrei provenienti dalla Germania nazista – al vertice informale di Innsbruck del luglio 2018 tra i ministri della Giustizia e dell’Interno dell’Unione europea, in cui si discusse in merito alla questione dei migranti.

Un paragone lievemente eccessivo forse, ma, come spiega anche la professoressa in merito: ” si era parlato di diritti umani e nella loro elaborazione hanno fatto l’associazione tra il decreto sicurezza e la lesione dei diritti umani”. Come biasimarli?

Ma non è certo questo il punto su cui bisogna porre l’attenzione. L’ispezione che ha portato alla sospensione sarebbe partita da un tweet (e già questo la dice lunga) inviato al ministro dell’Istruzione Marco Bussetti da un attivista di destra, Claudio Perconte, il quale affermava che la professoressa avrebbe obbligato i suoi alunni a dire che Salvini è come Hitler perché stermina migranti. Proprio non si riesce a comprendere che dei ragazzi possano avere un’opinione propria? Che, anche grazie alla loro formazione, abbiano sviluppato un pensiero critico che gli consenta di vedere il mondo circostante come un ripetersi allarmante di eventi passati? Bisognerebbe ringraziare che al mondo esistano ancora professori del genere, che non indottrinano, ma insegnano a pensare!

Eppure si continua a far polemica, a dire che « se è accaduto realmente andrebbe cacciato con ignominia un prof del genere e interdetto a vita dall’insegnamento » (come fa, questa volta su Facebook, la sottosegretaria leghista ai Beni culturali Lucia Borgonzoni). Cacciato, interdetto a vita perché insegna a pensare? Sembra di leggere la condanna a Socrate, il pensatore greco, accusato nel 399 a.C., di aver corrotto con i suoi pensieri i giovani e, per questo, costretto al carcere e alla morte.

Sulla questione molti sono stati gli interventi politici. Uno in particolare, quello del senatore Pietro Grasso, invita a guardare attentamente il video e fare delle dovute riflessioni: “Guardatelo e giudicate voi: su cosa avrebbe dovuto vigilare l’insegnante? Sulle opinioni degli studenti? Avrebbe dovuto censurare il pensiero degli alunni? In nessuna parte viene detto che Salvini è come Mussolini, come invece leggo ovunque. Vengono accostati provvedimenti e scelte di allora e di oggi, con acume e intelligenza: a chi lo guarda spetta trarre le conclusioni. Allora mi chiedo: perché la Professoressa Rosa Maria Dell’Aria è stata sospesa? Perché è intervenuta la Digos? Mi sembra, al contrario, che gli studenti abbiano ben compreso il significato più profondo della Giornata della memoria: non un rito stanco, ma un pungolo per il presente. Forse è proprio l’intelligenza a spaventare Salvini e i suoi! ” (Pietro Grasso)

Ciò che, infine, fa riflettere e spaventa allo stesso tempo riguardo al provvedimento preso è che, non soltanto il lavoro dei ragazzi non aveva alcuna intenzione politica, ma che, pur di censurare un atto del genere, si è arrivati violare due fondamenti della Costituzione italiana: l’articolo 33 che sancisce la libertà di insegnamento e l’articolo 21 che salvaguarda il diritto alla parola e al libero pensiero in tutte le sue forme:

«Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.» (art.21)

Da tutta Italia si è sentito il bisogno di difendere questa professoressa, ingiustamente punita, con manifestazioni, interventi, lettere, appelli, hashtag, per dimostrare che non si può restare indifferenti ad un gesto del genere, che va a colpire un’intera collettività. Proprio stamattina si è tenuto il Teacher Pride, un invito a interrompere le proprie attività per leggere gli articoli 21 e 33 della Costituzione, rivolto a ogni insegnante, studente, cittadino che voglia riaffermare la libertà di pensiero e di insegnamento. A lanciare l’iniziativa i docenti del Liceo Anco Marzio di Ostia, invitando tutti a partecipare e raccontarlo sui social con l’hashtag #iononSorveglioSveglio. Ad essere calpestato qui non è soltanto l’insegnamento in sé, ma la possibilità di esprimere apertamente i propri pensieri in una società che, fino a prova contraria, dovrebbe essere democratica.

Eleonora Raso

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