Come si produce il sapere? La sociologia della conoscenza ha da sempre tentato di fornire una risposta a questo interrogativo. Branca atta allo studio delle modalità d’accesso alla conoscenza degli oggetti e del sapere stesso, essa ha assunto una posizione biunivoca nel corso della storia. Da un lato, si è concentrata sugli aspetti di possibilità del conoscere – con riflessione affine alla filosofia della conoscenza – e, dall’altro, si è diretta verso l’introduzione del sapere nella realtà sociale. Peter L. Berger e Thomas Luckmann, mediante il libro La realtà come costruzione sociale, hanno saputo fornire alla ricerca una svolta fondamentale. Ad onor del vero, una cospicua parte della teoria dei due sociologi risulta già conosciuta da molti: essa è infatti contenuta nella massima Nulla è reale, tutto è lecito, desunta dalla serie videoludica Assassin’s Creed.

La realtà come costruzione sociale

Peter L. Berger e Thomas Luckmann, La realtà come costruzione sociale, il Mulino, 1966

Nel 1966, per mano di Peter L. Berger e Thomas Luckmann, uscì il saggio The Social Construction of Reality, tradotto alla stregua di La realtà come costruzione sociale. Il testo si pose immediatamente alla base della sociologia della conoscenza, al punto tale da essere definito uno tra i 10 più influenti del XX secolo. Grande classico del pensiero sociologico, dunque, questo imposta il problema della sociologia della conoscenza non più soltanto in riferimento agli intellettuali, bensì incentrandosi sugli individui della realtà quotidiana. La conoscenza, cioè, è analizzata come patrimonio comune dell’umanità. Al centro di esso sosta la tematica della percezione della realtà, intesa come differente e variante da società a società. La realtà, secondo i due sociologi, altro non è se non un prodotto, un ente trasmesso e conservato mediante processi sociali. Lo scopo del lavoro consiste nello studio di tali processi, a partire dall’indagine sul rapporto attività umana-istituzione.

L’influenza di Berger: il rapporto uomo-società

Peter Ludwig Berger (1929 – 2017)

Peter Ludwig Berger (Vienna, 17 marzo 1929 – Brookline, 27 giugno 2017) è stato un sociologo ed un teologo austriaco naturalizzato statunitense. Egli viene tuttora ricordato per la propria concezione di realtà come forma di coscienza, incarnata nella relazione tra individuo e società. Secondo questi, la società si divide infatti in Realtà Soggettiva e Realtà Oggettiva. La Realtà Soggettiva concerne i processi mediante i quali gli individui producono la realtà, attraverso un’interazione con le strutture sociali. Tale prodotto subisce poi un’oggettivazione, ovverosia diviene parte integrante ed oggettiva della società stessa. Esso, insomma, non viene più riconosciuto come creazione umana, bensì come struttura sociale ed ente a sé stante – processo di reificazione. Un esempio pratico di ciò può essere ritrovato in ogni circostanza della vita: chi ha deciso che si debba dare del Lei ad una persona che non si conosce? Chi ha deciso, allo stesso modo, che ci si debba arrestare nel momento in cui si vede la luce rossa sul semaforo? Gli uomini hanno prodotto norme sociali – a guisa della buona educazione – che si sono poi oggettivate, tanto che ora vengono date per scontate e processate senza domande.

Il Credo degli Assassini

Assassin’s Creed è una serie di videogiochi action-adventure sviluppata da Ubisoft Montrèal a partire dal 2007. Benché i titoli siano parecchi, il succo d’ogni vicenda concerne l’eterna lotta tra gli Assassini e i Templari, susseguitasi nel corso delle varie epoche storiche. La fazione assassina basa la propria azione sul Credo, una formula che in ben poche parole racchiude una moltitudine di disparate teorie filosofiche.

Quando gli altri seguono ciecamente la verità, ricorda: nulla è reale. Quando gli altri si piegano alla morale e alle leggi, ricorda: tutto è lecito. Agiamo nell’ombra per servire la luce. Siamo Assassini. Nulla è reale, tutto è lecito.

Al fine di comprendere il significato della massima, è bene affidarsi alla definizione attribuitale da Ezio Auditore all’interno di Assassin’s Creed Revelations.

“Dire che nulla è reale significa comprendere che le fondamenta della società sono fragili e che dobbiamo essere i pastori della nostra stessa civiltà. Dire che tutto è lecito, invece, significa capire che siamo noi gli architetti delle nostre azioni e che dobbiamo convivere con le loro conseguenze, sia gloriose sia tragiche”.

Nulla è reale

Rispettivamente da sinistra: Altair Ibn-La Ahad ed Ezio Auditore da Firenze

Cosa significa essere i pastori della propria civiltà? Nel contesto della lotta tra gli Assassini e i Templari, ritenere che nulla sia reale equivale a dire che ogni carattere e branca della realtà risulta filtrato dal giudizio imposto dalla mente umana. Questo, pertanto, può ingannare e condurre alla cecità. Come Berger aveva attribuito alla realtà un’accezione di prodotto umano, così gli Assassini fondano il proprio Credo sull’allontanamento da questo prodotto. La realtà è creata dagli uomini e, dunque, non necessariamente conduce alla verità. Il dovere dell’Assassino è cioè quello di utilizzare questa consapevolezza al fine di liberarsi dalla falsità e dall’apparenza, divenendo, così, saggio.

…tutto è lecito

Tutto è lecito consta della sezione più pragmatica del Credo, atta a mettere in pratica il concetto del Nulla è reale. Nuovamente in collegamento con la sociologia della conoscenza, esso ci esorta a comprendere che siamo noi i fautori della nostra realtà e che, pertanto, i valori debbano essere ricercati soltanto nel nostro io. In questo senso, l’uomo deve accettare e convivere con le conseguenze delle proprie azioni. La conoscenza, allo scopo di edificare un futuro migliore, si basa su tale ricerca interiore, che spinge l’individuo ad indagare le fondamenta di tutto ciò che viene definito reale.

Mentre ne La realtà come costruzione sociale Berger e Luckmann si concentrano sul rapporto tra individuo e società, il Credo degli Assassini procede oltre, analizzando ogni sfumatura della vita umana. Da un lato, cioè, i sociologi hanno analizzato il tutto in riferimento alla produzione di realtà sociali, come norme ed istituzioni. Dall’altro, gli Assassini intendono spingersi verso la più filosofica ricerca della verità. Non a caso, infatti, durante il gioco nessuno afferma apertamente che questi siano i buoni e che i Templari siano i cattivi. Al contrario, la massima porta a credere che le due fazioni non siano altro che facce della stessa medaglia. Entrambe ricercano l’ordine e la pace, ma con metodologie differenti.

– Simone Massenz

1 thought on “Nulla è reale, tutto è lecito: il Credo degli Assassini secondo Berger e Luckmann

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