Nasce vitello rosso in Israele: profeta dell’apocalisse

Nasce vitello rosso in Israele: profeta dell’apocalisse

13 Settembre 2018 Off Di Francesco Rossi

Israele in attesa dell’apocalisse, tpi.it

Il vitello dell’apocalisse

In Israele si è verificato un evento di cui si parla anche nelle Sacre Scritture, con toni che non sono per niente piacevoli. Qualche giorno fa, infatti, nella terra di Mosè, è nato un raro esemplare di vitello rosso. Per gli ebrei sarebbe simbolo di un’imminente apocalisse.
È stato il The Temple Institute con un video su YouTube a dare notizia di questa nascita.

La profezia del ‘vitello rosso’ si trova nel capitolo 19 del libro dei Numeri e si ricollega ad un’antichissima tradizione ebraica, secondo cui una giovenca rossa venisse bruciata e le ceneri usate per la purificazione. Neppure gli esperti dell’Antico Testamento sono sicuri che la nascita del vitello rosso sia collegata all’arrivo del Messia e quindi all’instaurarsi del regno di Israele sulla Terra. Evento che invece per i cristiani preannuncia la fine dei tempi.

Di conseguenza, l’animale verrà sottoposto ad una serie di controlli per accertarsi che sia davvero il vitello profetizzato. Ma secondo il rabbino e studioso ebreo Chaim Kanievsky, l’epoca attuale di “odio per coloro che imparano la Bibbia” sarebbe esattamente lo scenario descritto nei Testi Sacri e che stanno arrivando “i segni della redenzione”. Dichiarazione la sua sostenuta anche da altri rabbini e studiosi di Sacre Scritture.

Nonostante le loro opinioni, per il mondo c’è ancora una possibilità: l’animale è infatti nato grazie al progetto Raise a Red Heifer, che ha l’obiettivo di creare una mucca completamente rossa. Per adempiere la profezia, infatti, l’animale non deve avere nessun difetto.
Breaking Israel News riporta che questo particolare esemplare è nato da strumenti artificiali e ciò lo renderebbe non idoneo: forse allora la fine del mondo è solo rimandata.

La religione non è soltanto un sistema di idee, è innanzitutto un sistema di forze“, sociologicamente.it

Durkheim, sacro e profano

Per alcuni il vitello è e resta solo un animale, niente di più. Ma secondo gli studi del sociologo Durkheim tutto dipende da come un oggetto viene considerato.
I presupposti affinché si verifichino fenomeni religiosi si generano quando, in una società, vengono a separarsi in due sfere il profano e il sacro: un oggetto di per sé non appartiene né all’una né all’altra sfera. Ma diventa profano quando lo si guarda dal punto di vista utilitaristico e sacro quando invece il modo di vederlo è trascendente.

Secondo Durkheim la religione è principalmente un fatto sociale, un elemento unificatore i cui fenomeni sono comunitari e non individuali. È un modo per dare unità morale ad una società. Se dovesse scomparire, potrebbe essere sostituita solo da una grande consapevolezza di altri fenomeni – stavolta però razionali – che veicolino le stesse idee morali.

Oltre a questa funzione, Durkheim individua nella religione anche altre caratteristiche. In modo particolare la sua azione rivitalizzante, cioè utile a mantenere vivo il patrimonio sociale di un gruppo e a trasmetterne i valori alle generazioni future.
In questo senso, l’animale della profezia ha una valenza fortissima in Israele, non solo come simbolo religioso ma soprattutto come fatto sociale, perché serve da catalizzatore per questa azione di rinnovamento. Una necessità che prima o poi anche le società più antiche manifestano.
Il vitello rosso forse non porterà la fine del mondo, ma di certo servirà a tenere unita un’intera comunità.

Martina Di Perna