Manipolazione mediatica nel nuovo film su Spider-Man: quando la gente crede proprio a qualsiasi cosa

Dopo ben 24 titoli, Marvel chiude la “Infinity Saga” con un film incentrato su Spiderman ed uno dei suoi nemici più ricorrenti e subdoli: Mysterio. Aldilà della spettacolarità delle scene, sembra che con quest’ultima opera la Marvel intenda mandare un messaggio: quali sono i pericoli e gli effetti della manipolazione mediatica?

Mysterio, interpretato da Jake Gyllenhaal

IL FILM

Impossibile, purtroppo, evitare gli spoilers. Per parlare infatti del tema della manipolazione mediatica in relazione a Spider-Man: Far from home, sarà necessario analizzare molte scene, tra cui, sopratutto, il finale. Ma è in realtà necessario spendere qualche parola per parlare del film nella sua integrità. Con la regia di John Watts, il capitolo finale della “Infinity Saga”, si presenta sottotono rispetto all’epicità vista in Avengers: Infinity War o Endgame, costituendo più che altro un’appendice, che mostra la situazione successiva alla sconfitta di Thanos. Peter Parker è stato designato da Tony Stark come una sorta di erede, non si capisce esattamente di cosa, mentre l’adolescente vorrebbe solo vivere la sua normale vita da liceale, fatta di gite scolastiche e bramosie d’amore. Sarà proprio su questa incertezza, su questo bilico tra l’eroismo e l’egoistico rifiuto delle famose “grandi responsabilità”, che il villain farà leva per manovrare il giovane Spider-Man. A questo punto una menzione d’onore va alla magistrale interpretazione di Jake Gyllenhaal, credibilissimo nel ruolo di Mysterio.

PRIMA PARTE

Il film può essere idealmente diviso in due parti. La prima esplora il lato più fanciullesco di Spider-Man, anche in maniera più esplicita e fedele ai fumetti rispetto a Homecoming. La seconda… ci arriviamo. Peter Parker ha ricevuto in eredità da Tony Stark un paio di occhiali che controllano E.D.I.T.H.,un’avanzatissima intelligenza artificiale che controlla tutti i droni da combattimento e le tecnologie della “Stark Industries”. Ma l’eredità del suo mentore pesa sulle spalle di Peter, che si ritiene solo un amichevole Spider-Man di quartiere, non paragonabile ai “veri” supereroi del calibro di Iron-Man o Thor. Il personaggio di Mysterio si presenta inizialmente come uno di questi eroi. Già la lettura di questo articolo, per chi non conosce questo personaggio, preclude allo spettatore la possibilità dell’immersione totale nell’illusione operata da Mysterio. Infatti l’interpretazione di Gyllenhaal è così convincente da lasciare basito lo spettatore nel momento in cui il suo personaggio si rivela per ciò che è: un villain. Credendo di combattere con dei giganteschi spiriti elementali, Peter Parker lotta al fianco di colui che, lentamente, lo convince della fondatezza dei suoi dubbi, delle sue paure. Vedendolo quindi come un vero supereroe, pronto ad assumersi le responsabilità che i superpoteri comportano, vedendolo, insomma, come il nuovo Iron-Man, Peter consegna a Mysterio gli occhiali di Tony Stark. A quel punto, il bar in cui i due si trovavano a discutere si dissolve, rivelandosi una complicata illusione. Quentin Beck, vero nome del villain, cambia completamente espressione ed atteggiamenti, mostrando l’inganno. I primi ad essere presi in giro, assieme a Spider-Man, siamo proprio noi spettatori. Il personaggio di Mysterio è scritto in maniera eccelsa poiché, anche oltre la finzione cinematografica, riesce nel suo intento: convincere tutti di essere il nuovo Iron-Man. Mysterio, sconfigge creature potentissime e malvagie, dispensa consigli al giovane Parker come fosse un padre saggio, rischia persino la vita nel tentativo di battere l’elementale di fuoco, descritto come il nemico più potente. O almeno questo è ciò che noi ed i personaggi del film vediamo. É ciò che lui vuole che si veda. Nello “spiegone” messo in atto nel finto bar, una delle scelte decisamente più goffe e fuori luogo degli sceneggiatori, Quentin espone le sue motivazioni, la sua frustrazione nei confronti del suo vecchio capo, Tony Stark, e della sua abilità di oscurare chiunque gli stia attorno. Quentin vuole brillare, agli occhi della gente, della stessa luce di Iron-Man ma, come i sofisti dell’antica Grecia, non è interessato ad essere la speranza della gente, vuole solo rappresentarla tramite le sue illusioni. Laddove un sofista avrebbe fatto ricorso alla dialettica ed alla retorica, Mysterio sfrutta le tecnologie a sua disposizione per creare proiezioni di mostri giganti e di un suo fantoccio che, quei mostri, li sconfigge rischiando la vita.

Una delle scene più spettacolari della seconda parte del film, il primo combattimento fra Spider-Man e Mysterio.

SECONDA PARTE

Se la prima parte del film pecca di momenti decisamente morti, la seconda è quella destinata ad affascinare maggiormente lo spettatore. Quest’ultima inizia a partire dal momento in cui Spider-Man e Mysterio divengono ufficialmente nemici. Questa inimicizia si esplicita in una spettacolare scena di combattimento in cui Quentin intrappola Peter in un’assurda illusione, che induce persino lo spettatore ad una disturbante sensazione di claustrofobia e confusione. Ma, aldilà della spettacolarità, diverse frasi pronunciate dal villain evidenziano il fine, se vogliamo, morale del film. “Io ho creato Mysterio per dare al mondo qualcuno in cui credere! Io controllo la verità, Mysterio è la verità!”.  Quanto ho appena scritto rappresenta due idee: la prima è l’idea per cui le masse abbiano necessità di una guida, rappresentata da un re, una religione, un ideale, un esempio. Mysterio vuole essere quell’esempio. Ha fabbricato ad arte l’immagine di un eroe inesistente per ottenere l’amore e l’approvazione che aveva sempre invidiato ad un vero eroe come Stark. La seconda è l’idea che sta alla base del totalitarismo, quella per cui la relatività della verità ne permette la manipolazione e chi ha il potere di manipolare la verità… è la verità. E la verità muove e guida le masse, attirandole a sé. Sopravvivendo per miracolo al primo scontro con Mysterio, Peter si prepara a contrattaccare. Lo scontro finale avviene in una Londra devastata dall’ennesima illusione di Quentin, il quale, provocando un gran numero di vittime e presentandosi poi come un salvatore, intende sfruttare quest’ultima messa in scena per consacrarsi definitivamente al pubblico come nuovo Iron-Man. Con la piena coscienza che le visioni indotte da Mysterio tramite i suoi droni non sono altro che, appunto, illusioni, Spider-Man riesce a sconfiggere la sua nemesi, riducendola in fin di vita. Ma Peter pretende di capire il motivo delle sue terribili azioni. “Vedrai Peter… la gente ha bisogno di qualcosa in cui credere. Di questi tempi la gente crede a qualsiasi cosa.”

Una delle illusioni di Mysterio

ILLUSI ANCHE NOI?

Difficile non pensare, ascoltando le parole di Mysterio e conoscendo il motivo delle sue azioni, alle parole di Trump rivolte ai giornalisti che gli remano contro: “You are the enemy of the people”, “Voi siete nemici del popolo”. Oppure la strumentalizzazione da parte di politici come Salvini dei fenomeni migratori o della scoperta dei traffici d’armi di un gruppo d’estrema destra italiano, indicato come la pianificazione di un attentato ai suoi danni, sventato, assurdo sentirlo dire, grazie al suo stesso contributo. Oppure, se si pensa che la politica sia troppo Mainstream, che dire dell’immagine di trasparenza ed amorevolezza propugnata da multinazionali come la Nestlè, che nasconde dietro smielate campagne pubblicitarie affermazioni come quella dell’ex CEO della suddetta compagnia secondo cui l’acqua non è un diritto di tutti gli esseri umani, che sono invece tenuti a pagarla. Un film, Spider-Man: Far from home, scanzonato e divertente ma che dovrebbe anche farci riflettere su quale sia, effettivamente, la condizione della nostra conoscenza circa il mondo che ci circonda e, magari, assicurarci che non sia ciò che il politologo Walter Lippman definiva uno pseudo-ambiente. O forse avere una speranza è ben più importante di conoscere una verità che, spesso, si rivela decisamente troppo amara rispetto alle appetibili e dolci illusioni di un falso Iron-Man, come il nostro Mysterio?

Tiziano Attivissimo

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