Zanzare e Virus Zika: un batterio potrebbe farle (finalmente) estinguere per sempre

L’Asia vive costantemente sotto il flagello delle zanzare tigre, che trasmettono pericolosi virus come la Dengue o Zika (ZIKV). Queste si pensa possano essere debellate infettando i maschi con ceppi batterici.

(fonte: MyPersonalTrainer)

Quante volte, sopratutto durante il periodo estivo – in cui sono più presenti – abbiamo pensato “ma a cosa diavolo servono le zanzare?!”. Sono fastidiose e le loro punture prudono. Per noi europei è relativamente un problema di “fastidio”, dettato proprio dalla noia di quel prurito sempre presente. Poi c’è a chi le punture scatenano reazioni allergiche… Insomma, di male in peggio. In soccorso alle popolazioni più colpite dal virus, però, arriva un batterio.

La situazione nella terra del sol levante

In Asia però – e non sono mancati casi, seppur isolati, anche in Italia – queste zanzare (del genere Aedes) sono vettori di patologie molto invasive, come il virus Zika.

Solitamente un’infezione del genere ha decorso autolimitante (4-7 giorni) simil influenzale – a volte aggravata da rash maculo-papulare (comparsa di papule eritematose sul corpo, “crosticine”). Tuttavia in alcune delle regioni colpite è stato osservato un aumento dei casi di sindrome di Guillain-Barré, condizione patologica che si manifesta con paralisi progressiva agli arti (in genere prima le gambe e poi le braccia).

In Asia, insomma, già da un po’ c’è una vera e propria emergenza Zika.

(fonte: Il Gazzettino) una zanzara tigre

Lo studio

Negli ultimi vent’anni, la ricerca ha seguito due diversi approcci per ridurre le infezioni trasmesse dalle zanzare: i metodi sono principalmente la soppressione della popolazione e la sostituzione della popolazione. Nel primo caso si cerca di ridurre il numero di insetti – attraverso manipolazione del metabolismo – nel secondo si tenta di rendere le zanzare incapaci di trasmettere le malattie infettive, diffondendo tra loro modificazioni genetiche o infezioni batteriche.

Ed è proprio il secondo caso quello considerato ora: un’infezione batterica mirata.

Per la popolazione animale vettore di Zika (in questo caso Aedes albopticus) si è dimostrata una strategia efficace per controllare il diffondersi dell’infezione. Lo dimostra uno studio pubblicato su “Nature” da Xiaoying Zheng e colleghi, che unisce ricercatori cinesi e statunitensi.

(fonte: LabRoots) una coltura batterica evidenziata con fluorescenza di batteri del genere Wolbachia

Il batterio è del genere Wolbachia, dei rickettsiae, ed è un gram – che attacca le zanzare fino a modificarne il metabolismo. In particolare ne manipola la riproduzione, per assicurare la propria sopravvivenza. I maschi di Aedes vengono uccisi o convertiti in femmine, oppure gli si impedisce di fertilizzare con successo le uova delle femmine non infette.

Un meccanismo molto complesso, ma studiato a fondo dai ricercatori – che hanno ottenuto risultati considerevoli: inibizione riproduttiva fino al 100% (in alcune aree campione).

Umberto Raiola

Leave comment

Your email address will not be published. Required fields are marked with *.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.