Make America great again? Gli USA e le sue contraddizioni

Make America great again? Gli USA e le sue contraddizioni

21 Gennaio 2019 0 Di Francesco Rossi

“L’America è una nazione di nazioni” , diceva Lyndon Johnson, trentaseiesimo presidente degli Stati Uniti.

Ma in che senso? La risposta è semplice: non c’è omogeneità, dal clima alle tradizioni. I meteorologi contano nove zone climatiche differenti: da quello desertico del sud-ovest al clima umido continentale del nord-est, dove anche le estati sono fredde.

Zone climatiche degli Usa

Zone climatiche degli Usa

Ma, ancora di più, gli Stati Uniti sono una contraddizione culturale e sociale, e lo sono in un modo talmente radicato e complesso che in Europa facciamo quasi fatica a capirle.

MELTING POT E RAZZISIMO

Un (ma anche due) esempio: l’America è spesso definita un ‘melting pot’, letteralmente: un calderone. Dove coesistono razze diverse, dal giorno in cui si è formata genti provenienti da tutto il mondo, emigrate qui in cerca di fortuna e opportunità o anche deportate, col risultato che oggi vi troviamo un’ampia gamma di culture e lingue: ben 21 quelle più parlate, secondo un censimento del 2000. Giusto per sottolineare: 21 lingue, non dialetti. La lingua comune è l’inglese, ma spagnolo, cinese, francese, tedesco, vietnamita, italiano e persino lo yiddish (un ebraico contaminato da diverse lingue europee) non sono una minoranza. Però (eh sì, c’è un però) questa ricchezza linguistica che di recente è stata messa in discussione: sui social sono apparsi video di persone che litigano proprio sull’uso della lingua, con i nazionalisti che pretendono che non si parli altra lingua all’infuori dell’inglese. Ciliegina sulla torta: secondo un sondaggio della NBC News,il razzismo rappresenta ancora un grave problema per il 64% degli americani.

GLI “ULTIMI” NO

Dato che attualmente razzismo e politica vanno a braccetto (fatti e riferimenti puramente casuali) ecco un’altra contraddizione tutta made in USA: solite istituzioni politiche ma con un sistema elettorale che esclude gli ultimi.  Il sistema politico statunitense è generalmente apprezzato perché prevede numerosi controlli ed equilibri che evitano abusi di potere. Non solo: permette a chiunque di candidarsi a un incarico politico, e i cittadini hanno voce in capitolo su come dovrebbero essere fatte le cose sia a livello locale, sia a livello federale. Per contrasto, gli Stati Uniti hanno però un sistema elettorale complicato, che prevede tra l’altro che non basti avere il diritto di voto per votare: bisogna registrarsi, dichiarando anche il proprio orientamento politico (democratico o repubblicano o indipendente). Ciò fa sì che gli elettori in grado di eleggere il Presidente passino dai 220 milioni di aventi diritto a meno di 130 milioni, con l’esclusione soprattutto dei più poveri, in particolare di neri e ispanici.

BASSA DISOCCUPAZIONE E STACANOVISMO

A proposito di persone con problemi economici, l’economia americana, che è la più ricca del mondo, è una delle migliori per le opportunità di lavoro: chi ha una buona istruzione e spirito di iniziativa, viene ricompensato dei suoi sforzi. A giugno 2018 la disoccupazione negli Usa era infatti tra le più basse del mondo: 4% (in Italia sfiora il 10%). Peccato che la settimana lavorativa di un americano è di circa 40 ore (straordinari esclusi). Secondo uno studio dell’ ‘Arizona State’ University l’europeo medio lavorerebbe il 19 per cento in meno rispetto a un americano (circa 258 ore di lavoro in meno all’anno, una in meno al giorno). E per rimanere in tema ‘lavoro’: l’assicurazione è facoltativa. L’America ha alcuni dei migliori ospedali del mondo, molti dei quali sono anche all’avanguardia nella ricerca medica. A questo si contrappone però un sistema sanitario che, secondo uno studio del The Commonwealth Fund sui sistemi sanitari delle nazioni sviluppate, è il peggiore dell’Occidente. 

I costi sanitari sono così alti che potrebbero facilmente portare un paziente alla bancarotta, se sprovvisto di un’assicurazione. Prima dell’Obamacare, la polizza sanitaria agevolata introdotta dall’amministrazione Obama nel 2010, circa 42 milioni di americani non erano coperti da assicurazione sanitaria. L’attuale amministrazione, guidata da Donald Trump, con l’appoggio di parte dei repubblicani al congresso e di un giudice del Texas che recentemente l’ha dichiarata incostituzionale, vorrebbe smantellare il sistema: la decisione ultima è affidata alla Corte Suprema.

Ultimamente l’America di ‘great’, ha ben poco.

 

Ida Luisa De Luca