I Persiani erano più Gender Fluid di noi: le scoperte ad Hasanlu sul gender

I Persiani erano più Gender Fluid di noi: le scoperte ad Hasanlu sul gender

21 Gennaio 2019 0 Di Francesco Rossi

Oggi come oggi stiamo assistendo, in Italia come in America, a un retrocedere sulle posizioni riguardo al gender. Un tema molto controverso, che fa discutere psicologi, sociologi, politici e, purtroppo, religiosi in tutto il mondo. Molte delle posizioni contrarie alle teorie del gender si rifanno ad un ordine biologico incontrovertibile, radicato nella società da secoli. Ma siamo sicuri sia proprio così? Degli studi archeologici condotti ad Hasanlu sembrano dimostrarci il contrario

Hasanlu Lovers Gender

I cosiddetti “Hasanlu lovers”. Due uomini, probabilmente, immortali nel loro bacio che perdura da 2800 anni

Abbiamo Trump in America, che si è dichiarato più volte contrario ai diritti dei transgender e che con le sue politiche ha ostacolato e avversato la teoria del gender. Ma non dobbiamo andare oltreoceano per avere a che fare con teorie bigotte e conservative: basti guardare le posizioni del ministro FontanaLa tematica del gender ancora oggi fa discutere parecchio, creando problemi e alzando polveroni in buona parte del mondo. Ma è sempre stato così? Studi archeologici condotti ad Hasanlu sembrano dimostrare di no

Teoria del gender e sviluppo dell’identità di genere

Ma prima di proseguire facciamo un passo indietro. Cosa si intende con teoria del gender, e come viene analizzato il processo di sviluppo dell’identità di genere dalla psicologia dello Sviluppo?

Teoria Gender

Uno schema riassuntivo circa la teoria del gender, e le varie differenze tra sesso, identità ed espressione di genere e attrazione

La teoria del Gender di fatto si può riassumere come la teoria che presuppone la possibilità di una differenza tra sesso biologico e tutte le altre modalità di espressione del proprio genere sessuale: attrazione sessuale, identificazione di genere e espressione di tratti socio-culturalmente tipicamente attribuiti a un sesso piuttosto che ad un altro. È un argomento estremamente delicato, che negli ultimi anni ha fatto parlare tantissimo di sé. Secondo la teoria classica della psicologia dello sviluppo l’identità di genere si svilupperebbe intorno ai 2-3 anni (molto precocemente), differenziando tra identità sessuale e di genere. Verso i 5 anni si apprenderebbe l’immutabilità del proprio sesso e di quello altrui.  Nel frattempo si apprendono anche quali siano le caratteristiche sesso-tipizzate, e si colgono le differenze di personalità (e non solo di interessi) tra sessi. Verso gli 8 anni comincia poi la cosiddetta segregazione di genere, accompagnata da un’elevata stereotipizzazione dei sessi. Tendenzialmente, il sesso opposto viene maggiormente stereotipizzato rispetto al proprio. In questo processo, ovviamente, ancora più degli aspetti biofisiologici assumono valore gli aspetti socio-culturali, che guidano notevolmente queste dimensioni.

Altered carbon gender

Nella serie tv originaria Netflix “Altered Carbon” la coscienza di una data persona viene incastonata in un chip collocato più o meno in corrispondenza dell’Atlante. In questo modo un individuo può cambiare più “custodie”, corpi, rimanendo virtualmente immortale

Potete quindi immaginare la confusione che una realtà come quella della serie tv Altered Carbon può portare: se veramente fossimo in grado di far migrare la coscienza da un corpo all’altro, ma non sempre ci potessimo permettere un corpo confacente alla nostra identità. Alcuni aspetti della nostra identità sono strettamente correlati al nostro aspetto fisico, già cambiare corpo sarebbe traumatico. Figuriamoci cosa potrebbe succedere, inizialmente, se cambiassimo anche sesso!

Lo scavo ad Hasanlu

Ma torniamo a noi e al nostro scavo. Come abbiamo detto, ultimamente le teorie gender lottano per farsi strada in una società che tende a stabilire una rigida dicotomia di sesso e di genere. Ma, sembra, non sia stato sempre così. L’archeologa Megan Cifarelli ha condotto uno scavo archeologico ad Hasanlu, cittadina dell’odierna Iran. All’epoca, e parliamo di un periodo compreso tra i 3000 e i 2800 anni fa, Hasanlu era una sfortunata via di transito di diversi eserciti, che spesso saccheggiavano e radevano al suolo la città. Ma, da quando la città venne abbandonata, le tombe ivi presenti sono rimaste intaccate fino a quando non sono state oggetto di questi studi

Hasanlu e il terzo gender

Alcuni dei corpi ritrovati ad Hasanlu. Foto da “haaretz.com”

Il “terzo genere”

Le tombe si sono mantenute egregiamente, insieme a una serie di oggetti seppelliti insieme ai defunti. Cifarelli ha trovato due insiemi di oggetti, alcuni appartenenti a delle donne e altri a degli uomini. Ma insieme a questi due cluster, un 20% delle tombe avevano sia oggetti attribuibili a degli uomini che a delle donne. Questo implicherebbe, per gli abitanti di Hasanlu, l’esistenza di un terzo genere, o che quantomeno pensassero al gender più come ad uno spettro che non a una rigida categorizzazione dicotomica.

Gender

Anche in questa raffigurazione si vedono figure barbute intente in attività tipicamente femminili, a dimostrazione della meno rigida stereotipizzazione sessuale dell’epoca

Cifarelli deve ancora pubblicare le sue scoperte, per ora le ha solo presentate. Inoltre, ha evidenziato come questa apertura al gender non sia propria solo della civiltà persiana: anche i nativi d’America hanno parlavano di persone “dai due spiriti“, e recentemente la corte suprema indiana ha riconosciuto gli hijras come esempi di come le culture dell’Asia avessero già riflettuto circa le differenze di gender.

Le ripercussioni sull’Archeologia

Questa scoperta, come evidenziato anche dalla Cifarelli, potrebbe avere notevoli ripercussioni sul modo di categorizzare i corpi. Per secoli il sesso dei defunti rinvenuti con solo poche ossa è stato dedotto dai corredi funebri, oggi dovremmo rivedere tutto. E l’archeologa specifica che è consapevole che molte critiche punteranno sul fatto che lei stia imponendo un punto di vista attuale a delle civiltà antiche. Ma in realtà è piuttosto il contrario. Per secoli abbiamo imposto la rigida visione occidentale riguardo al gender a popolazioni del passato: oggi dovremmo studiarne la cultura nel modo più scevro di pregiudizi possibili, accettando e apprezzando la precocità e la mentalità progressista dell’epoca

 

Matteo Sesia