Bird Box e la biochimica del suicidio

Bird Box è l’ultimo film prodotto e rilasciato da Netflix, che ha riscosso enorme successo in tutto il mondo. La protagonista è Sandra Bullock, alle prese con un misterioso morbo che spinge la popolazione mondiale a suicidarsi senza alcuna spiegazione. Ma non si tratta (solo) di un film catastrofico: è piuttosto un thriller con sfumature horror, che però non rinuncia ad una più classica (si fa per dire) storia d’amore.

La morte avrà i tuoi occhi

bird box film
(fonte: NME.com)

Il film si basa sul romanzo di Josh Malerman “La morte avrà i tuoi occhi” (“Bird Box”), di cui è la perfetta trasposizione cinematografica. Il film si articola su due diverse linee temporali: la prima è il principio del caos, quando il morbo inizia a contagiare la popolazione; la seconda è 5 anni dopo, quando i sopravvissuti sono già pochi. Malorie, la protagonista, è una donna inizialmente incinta, che un giorno di ritrova in mezzo al caos, nel pieno di una crisi di isteria collettiva che porta tutti a suicidarsi. Causa di tutto questo è uno spirito/vento/morbo misterioso che, non appena visto, induce chiunque sano di mente a farla finita. Malorie riesce a sopravvivere rifugiandosi in una casa con altre persone, in attesa di capire cosa fare. Il film, a questo punto, si concentra maggiormente sul presente: la donna, ormai madre, decide di navigare sul fiume per arrivare in un imprecisato luogo dove poter trovare la salvezza.

La Bird Box Challenge

In America il film ha avuto un enorme successo, tanto da dare il via ad un nuovo tipo di challenge: la Bird Box Challenge. Così come, infatti, nel film Malorie e gli altri sopravvissuti sono costretti ad andare in giro bendati per evitare di vedere lo spirito maligno e impazzire, nella realtà in molti hanno deciso di fare altrettanto. Sono così comparsi in rete i primi video di persone che, bendate, guidano in autostrada. Altri, invece, meno temerari, hanno deciso di trascorrere intere giornate bendati, emulando un comportamento che, comunque, potrebbe risultare assai pericoloso. Se, dunque, nel film vedere lo spirito può causare manie suicide, nella realtà sfidare la morte compiendo azioni pericolose senza vedere sembra sintomo di pura incoscienza.

La biochimica del suicidio

suicidio
(fonte: State Of Mind)

Spesso si pensa al suicidio come ad un problema strettamente correlato alla psicologia e alla psichiatria. Malgrado ciò sia indubbiamente vero, il suicidio pare essere connesso, a livello biologico, anche a componenti biochimiche e genetiche, in grado di determinare stati psicologici alterati. Un ruolo fondamentale pare averlo la serotonina. La serotonina è una triptammina che nel nostro organismo svolge diverse funzioni: le più importanti sono quelle a livello gastrointestinale e quelle nel sistema nervoso centrale. Nel cervello, in particolare, la serotonina ha un ruolo importante in vari disturbi neuropsichiatrici come OCD, depressione, ansia e schizofrenia, oltre a diversi disturbi alimentari. In pazienti con pregresso tentativo di suicidio, infatti, sono stati trovati livelli ridotti di 5-HIAA, ovvero il principale metabolita serotoninergico. Allo stesso tempo, tuttavia, il trattamento di pazienti con tendenze suicide con serotonina ha dato risultati tra loro contrastanti.

Come spesso accade nella scienza, quindi, malgrado la connessione sia probabile, non è ancora del tutto accertata e compresa, e i suoi meccanismi molecolari sono ancora oggetto di moltissimi studi. Quello che può essere sempre utile, dunque, è cercare di conoscerci meglio a livello microscopico, per capire appieno noi stessi e quello che ci circonda.

Beatrice Mazzoleni

 

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