Ormai da mesi si sta parlando del celebre “spazioporto pugliese”, a Grottaglie precisamente, e con il passare del tempo la cosa sta diventando una realtà sempre più vicina. Questa grande opera, cantata da Caparezza non molti anni fa nel suo disco “Le dimensioni del mio caos”, porterebbe in Italia il primo vero e proprio spazioporto europeo, sperando che non finisca come nelle canzoni del maestro…

La space valley italiana

Virgin Galactic, la società spaziale fondata dal miliardario Richard Branson, ed ASI (Agenzia Spaziale Italiana) lo scorso 6 luglio, a Bari, hanno siglato due accordi e una dichiarazione di intenti che potrebbero cambiare il futuro di quest’area, facendola diventare la prima space valley italiana. Oltre al magnate londinese a firmare quelle carte c’era quindi anche Roberto Battiston, il presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana.

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L’inaugurazione dello spazioporto è prevista per il 2020, quando il velivolo della Virgin Galactic decollerà dall’Italia per lo spazio. La notizia si faceva attendere da circa un anno e mezzo: la nuova infrastruttura inoltre potrebbe essere la via di accesso allo spazio anche per altri tipi di attività, al di là del turismo, come il lancio di piccoli satelliti, addestramento degli astronauti e test per nuove tecnologie.

Chi spera di vedere in Puglia le imponenti strutture come quella di Cape Canaveral resterà deluso. Nulla a che vedere con le basi spaziali come quelle americane o russe, nessun decollo in verticale, nessun “countdown”. Il decollo avverrà in modo convenzionale (CTOL), nello stesso modo degli aerei di linea: tradizionale pista, classica rincorsa e tanta velocità. La struttura già presente sul territorio verrà modificata, verranno aggiunti hangar e spazi per le nuove attività tecniche e scientifiche con servizi annessi per i voli di lusso tra le stelle. Interventi che avranno tempi contenuti per l’inizio dei voli da quello che sarà probabilmente l’unico altro spazioporto di Virgin Galactic al di fuori degli Usa.

Normative, viaggio e prezzi

La Virgin sta ancora testando il suo “shuttle panoramico” che viene portato in orbita mediante una “nave madre” chiamata “Space Knight Two” che decollerà fino a un’altezza di circa 15 chilometri: raggiunta tale quota viene sganciata la “Spaceship Two”,un piccolo razzo che può portare a bordo fino a otto persone (sei passeggeri e due piloti), per raggiungere lo spazio alla notevole quota di 100 chilometri: si parla di spazio infatti a partire da 80 km di quota.

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Il costo del biglietto si aggira intorno ai 250.000 dollari a persona (circa 210.000 euro) e si potrà svolazzare nella cabina durante i sei minuti di microgravità proprio come un astronauta. Un’esperienza che durerà in totale un’ora e 40 minuti dal decollo al rientro, e si potrà ammirare la Terra quasi come la vedono gli astronauti sulla Stazione Spaziale (che si trova a ben 400 km di quota). La Spaceship Two poi tornerà indietro, il volo suborbitale si concluderà prima di aver compiuto un’orbita intera planando senza motore, come un aliante, per atterrare da dove era partita.

L’azienda americana non pagherà un affitto per l’uso dello spazioporto dal momento che l’obiettivo è un altro, manca però una copertura legale: in Italia infatti non c’è una legislazione per regolamentare lo spazio aereo oltre la quota ordinaria dei voli di linea. Le traiettorie suborbitali sono quindi fuori legge. Da qui i lavoro di Enac insieme alla Federal Aviation Administration americana per mettere a punto normative ispirate a quelle statunitensi.

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Un business che darà vita ad una serie di attività economiche quali indotto industriale, dei servizi e del turismo, quelle scientifiche – a cominciare dall’addestramento degli astronauti – compresa la creazione di un polo di eccellenza. Una promettente visione futuristica per il mezzogiorno, l’industria spaziale infatti sta aprendo nuovi e redditizi segmenti di mercato.

Caparezza e “La grande opera”

Uno dei concept più riusciti nel panorama musicale italiano è senza dubbio “le dimensioni del mio caos” di Caparezza pubblicato nel 2008 per la Virgin. L’autore lo denominerà il “fonoromanzo”, la copertina presenta caratteristiche riprese dall’album precedente, ovvero la presenza di Caparezza sulla copertina che “recita” l’album. In questo caso l’autore è sulla luna, indossa degli abiti simili a quelli indossati da Jimi Hendrix e una Fender Stratocaster pronta a essere schiantata al suolo con forza, accanto al cantante pugliese ci sono personaggi che compariranno nel disco (Ilaria, Luigi delle bicocche e una scimmia bonobo).

Le dimensioni del mio caos (front)

L’album è ambientato in un 2008 alternativo in seguito a un incidente causato dal cantante durante un concerto. Durante tutto l’album brevi dialoghi tra i personaggi raccontano la storia di Capa ed Ilaria, saltando direttamente a “La grande opera” troviamo Caparezza, che nel frattempo ha assunto il ruolo di una sorta di supereroe, uscire sconfitto dal suo tentativo di salvare il mondo, e scopre inoltre che Ilaria ha sposato il leader del Fronte dell’Uomo Qualcuno, un partito politico composto da VIP, destinato a vincere le elezioni attraverso un’immensa campagna pubblicitaria e la costruzione di enormi opere, totalmente inutili e costose. Caparezza scopre che nella sua Puglia è in costruzione uno spazioporto, incuriosito e sconvolto dalla notizia della costruzione di un qualcosa di simile si reca sul posto e incontra il terzo personaggio della copertina: Luigi delle Bicocche che si presenta, i due entrano subito in sintonia e Luigi, notando chitarra e amplificatore viene a sapere che Caparezza è un cantante.

La scena del cantiere viene descritta dalla canzone: essa è un’accusa contro il moralismo, è diretta alla chiesa come allo stato (nel 2008 parallelo non c’è differenza tra le due cose), e inoltre parla di grandi opere, cita ponti inutili e di abusi sessuali verso i novizi che vengono travestiti da val di Susa e penetrati coi treni… ma ovviamente è tutto riferito al 2008 parallelo, come lui stesso ci terrà a precisare ogni volta che parlerà dell’album.
Torniamo al dialogo che abbiamo lasciato in sospeso: Luigi scopre che Caparezza è un cantante e gli chiede di scrivere una canzone di denuncia per parlare delle condizioni degli operai come lui, il nostro eroe in un primo momento si rifiuta e gli regala la chitarra e l’amplificatore, poi tornato a casa un poster gli fa cambiare idea ed ecco che viene fuori Vieni a ballare in Puglia… 

-Valto 

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