Linguistica politica: le somiglianze tra i Cinque Stelle e i Gilet Gialli

Linguistica politica: le somiglianze tra i Cinque Stelle e i Gilet Gialli

23 Febbraio 2019 0 Di Francesco Rossi

Fazioni politiche, entrambe identificabili sotto termini quali “controcorrente”, “incompresi”, “contro la casta”. Ma cosa accomuna davvero il Movimento Cinque Stelle coi “gilet gialli”?

Ormai è sulla bocca di tutti l’incidente diplomatico tra Italia e Francia che ha causato il rimpatrio dell’ambasciatore francese di istanza in Italia, Christian Masset. Rispedito di nuovo nel nostro paese pochi giorni dopo, questo gesto da parte del governo francese ha testimoniato la forte tensione nata da un gesto avventato da parte di Luigi Di Maio; e che è stato alla base del discorso denigratorio fatto dall’Eurodeputato Guy Verhofstadt, in cui dichiara che il premier Conte non è altro che “un burattino” (qui il video completo).

In questo fiume di parole, e di successive scuse velate da parte del Movimento Cinque Stelle circa il sostegno ai Gilet Gialli francesi, la verità resta comunque difficile da constatare. Perchè se è vero che Di Maio si è successivamente detto dispiaciuto per l’incidente internazionale creatosi per un suo post condiviso anche su Facebook, è anche vero che tra pentastellati e gilet gialli scorre buon sangue. E a testimonianza di ciò, lo studio della linguistica può fare chiarimenti.

Morfologia del rivoltoso

Con “morfologia” si intende lo studio degli elementi linguistici che danno forma a nuove parole e frasi, o proposizioni. E proprio in base a una simile descrizione, questa materia sembra la più adatta a descrivere le analogie tra i pentastellati e i gilet gialli. L’utilizzo di neologismi e parole in generale create dal nulla e con valenza politica stanno infatti alla base del linguaggio scritto delle due fazioni. Entrambe, infatti, sanno chiaramente quanto i Social Network siano strumenti fondamentali per la propaganda.

E così come termini quali “Piddiota”, “Renziano”, “Casta”, “Sinistroide” fanno la loro comparsa, assumendo significati nuovi e politicamente impegnati, così anche i gilet jaune hanno il merito di aver plasmato termini nuovi o già esistenti, facendoli propri. L’esempio forse più conosciuto a livello mediatico è stata la trasformazione del celebre motto “libertè, egalitè, fraternitè” a loro vantaggio: plasmandone il significato rivoluzionario tipico della Rivoluzione francese del 1789, l’hanno arricchita di un significato del tutto nuovo e inedito.

Interessi contrastanti

Secondo il celebre linguista John Austin, una singola frase può essere presa secondo tre significati ben distinti: atto locutorio, atto illocutorio, atto perlocutorio. In sostanza con locutorio si intende il significato della frase in sé; illocutorio indica il messaggio implicito nella frase, ciò che vuole intendere chi la pronuncia; perlocutorio è ciò che ci si aspetta accada una volta pronunciata la frase.

Cerchiamo di fare chiarezza con un esempio pratico. La frase “Sto morendo di sete” ha tre significati: a livello locutorio vuol dire “morirò se non bevo”. A livello illocutorio significa “vorrei dell’acqua, per favore”. Infine a livello perlocutorio ci si aspetta che qualcuno porga un bicchiere d’acqua a chi ha pronunciato la frase.

Se ora è tutto abbastanza chiaro, si può procedere col definire perchè gli atti descritti da Austin sono i medesimi tra i pentastellati e i gilet gialli.

Gli atti locutori, le frasi pure e semplici, sono forse ciò che più rendono palese la somiglianza tra Cinque Stelle e Gilet Gialli. Lotta alla povertà, promozione delle piccole imprese, tassazione dei colossi commerciali (Apple, McDonald, Coca Cola…). Il tutto all’interno di una barricata antieuropeista e a tratti nazionalista. Con questi messaggi diretti, entrambe le fazioni già da subito condividono messaggi e obiettivi piuttosto simili: no alla casta, si all’onesto cittadino.

E qui sorge il paradosso: gli atti locutorio e illocutorio coincidono in tutto e per tutto. Entrambe le fazioni intendono proprio quello che dicono. Così come la frase scritta da Di Maio “gilet gialli, non mollate!” non ha alcun significato nascosto: ciò che ha scritto è ben comprensibile da tutti.

Parole, soltanto parole

Le capacità comunicative limitate al saper dire solo ciò che passa per la testa, o il non saper creare discorsi di natura complessa da parte dei Cinque Stelle e dei Gilet Gialli, non saranno certo materia di trattazione. Ciò che è importante è però l’atto perlocutorio: ciò che accadrà in seguito a quanto viene detto.

Entrambi i movimenti politici, infatti, mostrano parole forti e messaggi popolarissimi. Ma entrambi sono limitati dall’incognita di ciò che potrà realmente essere fatto, o di ciò che accadrà continuando a protestare e a limitarsi più alla propaganda che ai dati di fatto.

Le parole hanno avuto la loro importanza, questo è un fatto. Ma resterà ancora da vedere quale reazione sarà data da parte delle istituzioni europee e globali, di fronte a fazioni politiche così affini e così in vena di pronunciare sentenze.

Meowlow