L’Etica de “Il giardino di cemento”: un discorso morale tra McEwan, Spinoza e Freud

Cosa accade quando quattro fratelli adolescenti devono combattere l’istinto animale senza nessuno che insegni loro i costumi sociali?

Ian McEwan, scrittore de “Il giardino di cemento”.

Ian McEwan, scrittore e sceneggiatore britannico, pubblica nel 1978 “Il giardino di cemento“, romanzo che ha ispirato l’omonimo film diretto da Andrew Birkin, vincitore dell’orso d’argento a Berlino. Entrambi furono criticati per la spiazzante descrizione della trasgressione adolescenziale della morale comune.

Jack, Julie, Sue e Tom

I quattro fratelli protagonisti del romanzo si trovano orfani di entrambi i genitori nel giro di pochi mesi. Convivono in una grande casa circondata da un giardino di cemento abbandonati da ogni figura adulta e senza indicazioni fuorché una: fare di tutto per restare uniti. Fingono davanti al farmacista e, continuando a comprare ogni settimana le cure per la madre, riescono a nascondere la loro situazione familiare e tenere lontani gli assistenti sociali.
Insieme ai genitori, però, se ne vanno anche le leggi morali. Pieni di responsabilità e immersi nella vita adulta precocemente, i protagonisti perdono velocemente il senso civile, e solo un estraneo riuscirà a ricondurli al mondo oltre il giardino di cemento, in modo violento e inatteso.

Charlotte Gainsbourg, Andrew Robertson, Alice Coulthard e Ned Birkin in una scena tratta dal film.

Travestitismo

Tom, nonostante in quanto fratello minore sia all’oscuro del destino della madre, è, tra tutti, quello che mostra più paura di perdere l’ultima figura genitoriale rimasta. Sin da quando la madre inizia a rimanere a letto per giornate intere, Tom esplicita ai fratelli il suo desiderio di vestirsi da ragazza. Nonostante lo sgomento di Jack, le sorelle, per divertimento e in parte per spirito femminista, decidono di assecondare il desiderio del fratello rinnovando le loro vecchie gonne.
Lo studio psicodinamico, diretto discendente degli studi Freudiani, studiò casi di bambini che passavano la fase del travestitismo. Sembra infatti che la causa, nei giovani, sia dovuta alla paura di perdere la figura materna. L’atto del travestimento provoca nel soggetto un senso di fusione con la madre e lo rassicura davanti al pericolo di perdere la confortante presenza materna. Sempre secondo gli studi questi uomini sono sempre eterosessuali e raramente, negli anni, ricercano trattamento psichiatrico.

Relazioni familiari

Sin dall’inizio del romanzo i fratelli vengono ritratti in innocenti giochi di gruppo di esplorazione dei propri corpi. Giochi che nel corso degli anni cessano per dare l’inizio all’età del pudore.
Una volta eliminati tutti i freni sociali, gli orfani tornano pian piano a giocare e nel tentativo divertente di dare a Tom un padre e una madre, Julie e Jack iniziano una relazione incestuosa.
L’incesto è raramente consentito al giorno d’oggi, con lo scopo di limitare la diffusione di malattie genetiche e prevenire i casi di stupro all’interno delle famiglie, nonostante sia indubbio che l’influenza delle religioni lo renda ancora oggi argomento tabù. In Europa, tra i pochi paesi a consentire un rapporto incestuoso tra adulti consenzienti si trovano: Francia, Paesi Bassi e Spagna.

Responsabilità

Nel suo studio sul libero arbitrio, Spinoza arriva alla conclusione che il corpo, tanto quanto la mente, segue la necessità naturale. In questa concezione, quindi, viene meno il principio di responsabilità che si trova alla base dell’idea comune di moralità. Ogni scelta sfuma nel determinismo e non si distinguono più peccato e virtù, male e bene, giusto e sbagliato.
Nell’appendice al primo capitolo dell’Etica, il filosofo riflette inoltre sul pregiudizio, il quale trova la sua origine nel finalismo e cioè nella credenza umana che tutto ciò che avviene sia di servizio al fine degli uomini, i quali, secondo Spinoza, “hanno chiamato Bene tutto ciò che conduce alla salute e al culto di Dio, e Male ciò che ad essi è contrario”. Quando il pregiudizio si trasforma in legge, ossia autorità al di là del giudizio del singolo, il libero esercizio della ragione dell’uomo viene limitato.
Il romanzo si conclude quando i fratelli vengono scoperti. Non più “liberi” di esercitare la propria ragione, vengono giudicati secondo le leggi morali del mondo che sta oltre il loro giardino di cemento.

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