L’Elogio della Follia: Daenerys Targaryen e la convinzione di essere nel giusto

Attenzione! Contiene SPOILER sull’ultima stagione di Game of Thrones! La follia di Daenerys letta attraverso la sua convinzione di essere una sovrana giusta, nell’opera di Erasmo da Rotterdam la Follia descrive sé stessa come portatrice di allegria e spensieratezza.

Daenerys Targaryen (hbo.com)

Si è da poco conclusa l’ultima stagione di Game of Thrones, serie televisiva tratta (almeno inizialmente) dai libri di George Martin A song of ice and fire. Game of Thrones ha indubbiamente segnato l’ultimo decennio, diventando una delle serie televisive più influenti nella storia della televisione. Non solo, ma gli intrighi politici, le guerre per il potere e la caratterizzazione dei personaggi hanno aperto dibattiti con riferimenti letterari, politici, sociologici e, perché no, filosofici. L’ultima stagione ha deluso le numerose aspettative che si erano create negli spettatori, per la velocità con cui si sono chiusi alcuni filoni narrativi e per la fine di alcuni personaggi principali della saga. Tra questi Daenerys Targaryen, che ha ceduto a una deriva folle che pochi hanno accettato. La madre dei draghi, però, ci da la possibilità di tornare a sfogliare L’Elogio della Follia e scoprire che la follia di Daenerys non era così imprevista.

Il successo inatteso di Erasmo da Rotterdam

È il 1509, la riforma protestante sta per sconvolgere l’Europa, Erasmo da Rotterdam ha da poco lasciato l’Italia accompagnato da un senso di scoramento per il livello di corruzione che vi ha riscontrato. Erasmo è uno studioso, dedica la propria vita e la propria attività intellettuale allo studio delle Sacre Scritture e le condizioni in cui versa la Chiesa cattolica lo preoccupano. La storia ricorderà l’olandese come teologo, filosofo, probabilmente l’umanista cristiano più influente del suo tempo. Lasciando la penisola si reca al di là della Manica, in Inghilterra e più precisamente a Bucklersbury dove sarà ospite di Tommaso Moro, suo amico nonché umanista cattolico, tanto da essere venerato oggi come Santo dalla stessa Chiesa cattolica. Procedendo a cavallo nel suo viaggio nasce in lui l’idea, come scriverà nella dedica allo stesso Moro, di scrivere un elogio della Follia.

Elogio della Follia (amazon.it)

Lo scrisse poi nella residenza dell’amico inglese, con il solo obiettivo di intrattenere scherzosamente i presenti. Fu quindi colto di sorpresa quando vide il suo testo ottenere un inaspettato successo. Scritto in latino e pubblicato ufficialmente nel 1511 L’Elogio della Follia fu immediatamente ristampato e tradotto in francese e in tedesco. Ma a cosa si deve questo successo? Certamente all’uso impeccabile che Erasmo fa dell’arte della retorica e della satira, ma a parer mio anche per la profonda attualità del testo, nel quale vengono coinvolte tutte le figure che componevano e compongono la società. Un’attualità che non si è ancora esaurita e anzi sorprende ancor di più oggi.

Una dinastia di folli

Chi ha seguito la saga di Game of Thrones sa bene che la casata Targaryen ha un legame stretto con la follia. Cerchiamo di ripercorrere brevemente la storia di questa dinastia sventurata e di approfondire in particolare il personaggio di Daenerys rileggendolo attraverso le pagine dell’Elogio. Originari del continente orientale, i Targaryen sono i Signori dei Draghi di Valyria. Approdati a Westeros presso Roccia del Drago, conquistano il continente occidentale grazie alle gesta di Aegon I detto il Conquistatore. La dinastia famigliare si basa sulla pratica del matrimonio incestuoso: fratello e sorella si sposano per assicurare una discendenza pura alla casata. Proprio per questo motivo i componenti di questa famiglia sono particolarmente soggetti a malattie mentali, tanto che tra gli stessi Targaryen si dice che alla nascita di ogni figlio gli dei lanciano una moneta per stabilire se il bambino diventerà un grande o un folle. Lo stesso Aegon I si stabilirà ad Approdo del Re, da allora capitale dei Sette Regni, e sarà il primo a sedere sul trono di spade, forgiato nel respiro di fuoco del drago Balerion con 1000 spade dei nemici sconfitti.

Il Trono di Spade (nerdburger.it)

Tredici generazioni della casa Targaryen si succedono al Trono di Spade, fino a re Aerys II. Questi si dimostra da subito un ottimo regnante, portando pace e prosperità. Poco dopo la sua incoronazione scoppia però una rivolta nel regno e lo stesso Aerys II viene catturato. Il tempo di prigionia muta il suo carattere portandolo inesorabilmente alla totale follia. Verrà ricordato appunto come ‘Re Folle‘. La paranoia e il timore di continui complotti contro di lui, Aerys pianifica di distruggere Approdo del Re in un incendio, uccidendo così i suoi nemici oltre che sé stesso e tutti gli abitanti della città. Jaime Lannister vanificherà il piano uccidendo lo stesso Aerys II, atto con il quale si guadagna il soprannome di ‘Sterminatore di Re’. In questo clima di tensione, la moglie di Aerys II si rifugia a Roccia del Drago, dove muore partorendo Daenerys. Sarà quindi il consigliere Varys a portare in salvo Daenerys e il fratello Viserys, lontano da Westeros.

Daenerys: vendicatrice, liberatrice, folle

Chi è Daenerys? È una ragazzina, sottomessa al fratello, che la usa per raggiungere il solo obiettivo per cui vive: riconquistare il trono che era di suo padre e regnare sui Sette Regni. Nella prima stagione della serie conosciamo una Daenerys docile e fragile, timorosa e quindi succube ai voleri e ai capricci di Viserys. In poco tempo però il carattere di questo personaggio cambia, si fa forte, deciso, consapevole delle sue forze. Data in sposa a Khal Drogo, leader dei Dothraki e uomo rude, lo seduce fino a diventare una vera regina al suo fianco e godendo di grande stima.

Daenerys e Drogo (elle.com)

Alla morte di Drogo, Daenerys si butta tra le fiamme della pira dove sta bruciando il corpo del marito portando con sé le uova di drago ricevute precedentemente in dono. Ne uscirà incolume in compagnia dei suoi tre figli, i draghi nati dalle uova. Di chi è figlia la Follia di Erasmo? “Fu Pluto, lui solo”, il dio della ricchezza genera la Follia che è allattata da Ebbrezza e Ignoranza e si accompagna a uno stuolo di personaggi: l’amor di sé, l’adulazione, l’oblio, la pigrizia, il piacere, la dissennatezza, la mollezza, l’allegria, il sonno “Col fedele aiuto di questa mia corte io signoreggio su tutte le cose, e sono sovrana degli stessi sovrani”. Daenerys inizierà il suo cammino verso Westeros accompagnata da un popolo, i Dothraki, che la adora come una divinità. La follia di Daenerys è ancora nascosta, ma sicuramente è chiaro che il desiderio della ricchezza, del potere e del piacere sono già profondamente radicati. Erasmo nel suo Elogio mette queste parole nella bocca della Follia stessa: “Dovrei aggiungere che nulla di grande si può intraprendere senza la mia spinta”. Attraversando la Baia degli Schiavisti, Daenerys giunge ad Astapor, Yunkai e Meereen. In queste città Daenerys guadagna l’esercito degli Immacolati e libera gli schiavi uccidendo brutalmente i loro padroni e affermandosi come ‘distruttrice di catene’. È qui che la giovane Targaryen inizia a montarsi la testa e a manifestare la sua follia che nell’Elogio domanda: “Non dovrei a buon diritto essere ritenuta e proclamata l’alfa degli dei, dal momento che io, io sola, sono a tutti prodiga di tutto?”. Sbarca quindi nel continente occidentale dove inizia la sua marcia verso la conquista del Trono di Spade. Sempre più decisa a sottomettere chiunque al suo potere e a non lasciarsi fermare da nessuno, Daenerys diventa sempre più sospettosa, proprio come il padre, di tutti coloro che la circondano e la consigliano. Convinta della sua giustizia, si abbandona a un atto completamente folle distruggendo, tra le fiamme del drago Drogon, la città di Approdo del Re e sterminandone la popolazione.

Daenerys e il drago Drogon (digitalspy.com)

Dopo questo fatto i suoi consiglieri prendono definitivamente le distanze da lei e ancora troviamo corrispondenza con le parole dell’Elogio: “Che la loro condotta sia giudicata comunemente vergognosa, ai miei pazzi non importa proprio nulla; nemmeno se ne accorgono”. La sua sete di vendetta ancora non è placata, ma la sua deriva di follia viene interrotta da Jon Snow, che la uccide proprio davanti a quel trono che tanto bramava. Poco prima di morire, Daenerys si confida con Jon, confermandosi una persona saggia, giusta, che molto bene ha compiuto per liberare molti dalla schiavitù. Sembra dimentica di tutti gli abomini che ha compiuto. “Odio l’ascoltatore che ricorda – si conclude l’Elogio -. Perciò addio! Applaudite, vivete, bevete, famosissimi iniziati alla Follia”.

Matteo Pavesi

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