La tenda rossa, dall’antico testamento a oggi: le contraddizioni del cristianesimo moderno

Per quale motivo la Bibbia è ancora attuale? La circoncisione come mezzo di sterminio, fra fusione di culture e sanguinosi omicidi: ciò che i preti non raccontano a messa.

 

Quante volte da bambini siamo stati trascinati in chiesa da mamma e papà?

Quante volte la voce altisonante del parroco ci ha intimato di convertirci e confessare i nostri peccati?
Che voi siate credenti o no, c’è da ammettere che la Bibbia sia un romanzo niente male.

 

Provate a vederlo come preferite: un fantasy? Un romanzo rosa? Un libro di novelle? O un racconto d’avventura?
Nella Bibbia ce n’è proprio per tutti i gusti e ne sono state tratte infinite rappresentazioni letterarie e cinematografiche.
Dal complottista Il codice Da Vinci, all’orecchiabile Principe d’Egitto che con ritmate canzoni racconta la storia di Mosè e la liberazione dal faraone, e chi non conosce La passione di Cristo? Divenuto una pietra miliare nella storia del cinema.
Che siano più o meno fedeli al racconto originale, c’è da dire che le storie sono sempre molto avvincenti, mescolando un pò di incesto con un pizzico di ira del creatore, per vivere tutti felici e contenti.

Copertina del DVD “Giuseppe il re dei sogni”, cartone che racconta la vita di Giuseppe, figlio di Giacobbe.

 

Ma come nasce la Bibbia?
Si ok, tante grazie ad Adamo ed Eva che ci hanno portati fin qui, ma il verbo di dio viene trasmesso all’umanità grazie alla scissione delle dodici tribù di Israele, che, a loro volta, si riteneva discendessero da uno dei dodici figli di Giacobbe.
Il mondo è patriarcato, questo è palese, e se vi domandassero se conoscete qualcosina su Giacobbe, un pò di voi dovrebbe possedere un minimo di cultura reduce dal periodo del catechismo al riguardo, e così parlando dei suoi figli, anche loro resi celebri da numerosi romanzi e film, ma se vi domandassi di Dina?
La figlia di Giacobbe non è di certo conosciuta quanto i fratelli, le cronache della sua vita all’interno il libro della Genesi sono piuttosto brevi.

Nata dal’unione di Giacobbe con la sua prima moglie Lia, Dina è il nono figlio per il padre, preceduta da sei parti per Lia.
Estremamente amata da Giacobbe, ma dimenticata dalle scritture, cosa le accade?

Rebecca Ferguson interpreta Dina in una scena del film The red Tent, dopo il massacro di Sichem, impreca contro il padre per l’assassinio del marito e di tutti gli uomini della città

Nel regno di Sichem, Dina incontra il principe ereditario, secondo la Bibbia, i due si uniscono in un coito, stupro o non stupro i due si innamorano e vogliono sposarsi, ma la famiglia di Giacobbe è ora disonorata e il re chiede perdono, tentando di mediare per unire i due popoli.
I fratelli Simeone e Levi elaborano un modo estremamente sadico per ottenerlo: tutti i sichemiti dovranno praticare la circoncisione: un segno distintivo che Israele aveva scelto per il proprio culto.

Gen. 34Acconsentiremo alla vostra richiesta solo a questa condizione: diventare come noi, circoncidendo ogni vostro maschio. In tal caso noi vi daremo le nostre figlie e ci prenderemo le vostre, abiteremo con voi e diventeremo un solo popolo. Ma se voi non ci ascoltate a proposito della nostra circoncisione, prenderemo la nostra ragazza e ce ne andremo

Il re acconsente, per lui far circoncidere tutti i suoi sudditi è un modo per unirsi, contaminarsi l’uno della cultura dell’altro per fondersi e diventare uno solo.
Ma il piano dei fratelli non contempla l’integrazione dell’altro popolo e nottetempo, mentre gli uomini ed i bambini sono in preda ai dolori provocati dalla circoncisione (causa mancanza di anestetici e pessime modalità mediche del tempo) tagliano la gola a tutti gli appartenenti al sesso maschile, sterminando la popolazione.
Al che, Dina viene riportata a casa e, per il racconto biblico la sua storia termina qui?
I fratelli l’avranno uccisa per riparare la vergogna? Si sarà suicidata? Non ne abbiamo idea, ma Anita Diamand tenta di immaginare cosa sia potuto accadere all’unica figlia di Giacobbe, ripercorrendo tutta la sua vita, dall’infanzia delle sue madri alla sua età adulta nel suo libro The Red Tent, da cui è stata tratta la miniserie televisiva (2 episodi, disponibili su Netflix).

 

Al contrario della famiglia, Dina non ha paura di “contaminarsi” con altre culture e viaggia per il mondo all’epoca conosciuto, da est ad ovest.
Il mondo delle donne è molto diverso da quello degli uomini, The Red Tend mostra un racconto all’insegna del Girl Power, in cui le tradizioni della tenda rossa, il luogo dove le donne sanguinavano durante la luna piena, si tramandano da madre in figlia in un mondo in cui uomini e donne vivono una realtà totalmente diversa.
Contro le sottomissioni degli uomini Dina si ribella, scegliendo una vita da eremita, lontana dal figlio, dal padre e dai fratelli traditori della sua fiducia.

 

Mio padre vuole che adoriamo soltanto il suo unico dio” dice Dina alla zia Rachele mentre nascondono gli idoli da portar via durante il viaggio.
Appartenevano a mia madre e prima ancora a sua madre, tuo padre si arrabbierebbe se li trovasse ma fanno parte di noi, Dina

Le donne, anche se in segreto, continuano a coltivare le loro tradizioni, si sono integrate in un mondo che non gli appartiene, la scoperta delle loro usanze provoca l’ira di Giacobbe: la storia di un’integrazione fallita.

Migliaia di anni dopo, non abbiamo ancora imparato come comportarci: la paura dell’estraneo, di una visione esterna alla nostra ci paralizza, la religione, che dovrebbe unire è ancora un mezzo di divisione, ognuno pensa alla propria sicurezza, senza immaginare i benefici del contaminarsi a vicenda.
Forse dovremmo essere un pò meno come Simeone e Levi e ritrovare un pò di fiducia nell’umanità come Dina, miliardi di vite sarebbero risparmiate ed il mondo diverrebbe un posto migliore.

 

Alice D’Amico

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