Le strisce più preoccupanti del ventunesimo secolo non sembrano allarmare tutti gli scienziati

Delle strisce colorate stanno spopolando su ogni tipo di social network raccontando una storia che dovrebbe farci riflettere sul nostro stile di vita.

Tutti conoscono ormai l’emergenza mondiale denominata “Global Warming”. Per questo motivo le strisce ideate da Ed Hawkins ci hanno messo poco a spopolare sui social, ma nonostante ciò un gruppo di studiosi la vede in modo differente, non riuscendo però a portare tesi solide in merito.

Le strisce colorate di Hawkins

A primo impatto potrebbero assomigliare a delle innocue strisce colorate, ma in realtà rappresentano il metodo con il quale Ed Hawkins, climatologo dell’Università di Reading (UK), vuole spiegare al mondo, in modo semplice ed immediato, l’emergenza climatica che ci sta colpendo. Queste strisce fanno risaltare il “Global Warming” assegnando dei rossi accesi agli anni che presentano un aumento pericolosamente elevato delle temperature. Questa immagine sembra essere così espressiva ed importante che la rivista The Economist l’ha scelta come cover del suo numero dedicato interamente al riscaldamento globale, citandola inoltre sul suo account Twitter: “Le strisce sulla nostra copertina rappresentano l’aumento della temperatura media del mondo in ogni anno dalla metà del 19° secolo. La Terra è più calda di circa 1°C rispetto all’epoca in cui il nostro magazine era appena nato. ‘Rappresentare questo arco della storia umana come un insieme di strisce potrebbe sembrare riduttivo. Sono anni che hanno visto guerre mondiali, innovazioni tecnologiche, la nascita del mercato globale e una produzione enorme di beni. Eppure la lunga storia dell’umanità e queste strisce colorate così semplici hanno in comune la stessa causa. Sia la mutevolezza del clima che la notevole crescita della ricchezza umana derivano da miliardi di tonnellate di combustibili fossili impiegati per produrre energia industriale, elettricità, trasporti, riscaldamento e, più recentemente, i nostri device“.

Temperature medie italiane dal 1901 ad oggi

C’è chi non ci crede

Nonostante ciò, 200 studiosi italiani, appoggiati da altri 500 studiosi da tutto il mondo, affermano che il fenomeno del riscaldamento globale sia solo una congettura facendo notare che nella storia del pianeta le temperature siano cambiate più volte per cause naturali, e non per la CO2. Fanno inoltre notare come i modelli matematici sui quali si basa la teoria del riscaldamento globale siano sbagliati in quanto negli ultimi 20 anni il riscaldamento effettivo del pianeta sia stato inferiore di 5/6 volte rispetto alle previsioni. Questo gruppo di studiosi italiani, per lo più geologi, geofisici e fisici, hanno riproposto le loro convinzioni in una petizione sul riscaldamento globale antropico inviata ai presidenti della Repubblica, del Consiglio, della Camera e del Senato. Tra i primi firmatari troviamo Antonio Zichichi, fisico delle particelle nucleari e co-fondatore della “World Federation of Scientists”, e Renato Ricci, Presidente Onorario della Societa’ Italiana di Fisica e dell’Associazione Italiana Nucleare. Tradotta in inglese questa petizione ha raccolto la firma di 500 studiosi da tutto il mondo e si è trasformata in una “European Declaration: There is no Climate Emergency”.

La risposta della comunità scientifica

Il primo a controbattere a questo scetticismo è Roberto Battiston, professore di fisica all’università di Trento ed ex presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, il quale afferma che al di là dei modelli matematici i dati storici sulle variazioni delle temperature parlano chiaro:”Non c’è mai stata, in tutta la storia del clima, una variazione così rapida come ai giorni nostri. Durante le glaciazioni la temperatura variava di 1 grado ogni mille anni, nell’ultimo secolo è salita di 0,8 gradi, cioè 8 volte di più, e oggi sta salendo di 0,15-0,20 gradi ogni dieci anni, ben 20 volte di più“. In supporto del professor Battiston arriva l’IPCC, il comitato scientifico dell’Onu che registra gli effetti del “Global Warming”, con un suo nuovo rapporto diffuso il 25 settembre. Novecento pagine di documenti redatti seguendo le indicazioni di 7000 lavori scientifici di 104 studiosi provenienti da oltre 30 Paesi. La conclusione non lascia spazio a dubbi: nei prossimi anni il crescente livello del mare provocherà catastrofi sulle coste causando milioni di  sfollati. Gli eventi climatici estremi colpiranno almeno una volta l’anno entro il 2050. Gli oceani vedranno un aumento senza precedenti delle temperature, della acidificazione e un calo dell’ossigeno. Ci saranno ondate di calore, piogge e cicloni sempre più forti e frequenti, e una costante diminuzione degli animali marini e dei coralli, che sta già in parte avvenendo.

Si puó quindi capire come il riscaldamento globale sia un vero problema per il nostro pianeta, e non una semplice paura creata da un errore di calcolo. Serve quindi attivarsi, sia individualmente che collettivamente, per rallentare e un giorno fermare il progredire di questa crisi. In caso contrario le strisce di Hawkins potrebbero un giorno rappresentare il nostro mondo con una serie di strisce nere.

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