Il Superuovo

Come l’assenza di sonno può condurre al suicidio: il fascino letale del sole di mezzanotte

Come l’assenza di sonno può condurre al suicidio: il fascino letale del sole di mezzanotte

La deprivazione del sonno, è ormai noto che causi irritabilità, sperimentato molte volte anche nella vita quotidiana. Ma cosa succede quando tutto ciò è portato all’estremo? In natura esistono dei fenomeni in cui l’alternanza del giorno e della notte viene modificata e di conseguenza le ore di luce o buio sono molto diverse dalla norma.

Analisi delle conseguenze

I problemi legati a lunghi periodi di luce o di buio sono collegati prevalentemente alla deprivazione del sonno. I ritmi del sonno si sballano, dal momento che la luce è presente, o assente, costantemente. Infatti il sonno è strettamente collegato all’insorgere dei disturbi d’ansia e dell’umore, che hanno alti tassi di pensieri suicidi. Normalmente basta una lieve alterazione affinché questo succeda. I fenomeni naturali che comportano queste alterazioni della luce sono frequenti nei paesi del nord che si trovano al di sopra del circolo polare, e il tasso di suicidi in questi paesi, seppur di grande impatto non è poi così alto. Bisogna tener conto di altri fattori in gioco per analizzare a fondo il tasso di suicidi, senza tralasciare il fatto che comunque in luoghi di questo tipo il clima raggiunge delle temperature molto rigide, fino a -20° anche se nei periodi più caldi in alcuni punti si raggiungono anche i 30°.

Dove è possibile vedere il sole di mezzanotte?

I fenomeni climatici citati sono noti come notte polare o sole di mezzanotte. Il primo fenomeno sta ad indicare dei periodi in cui la notte ha una durata maggiore di 24 ore, e analogamente il sole di mezzanotte riguarda periodi in cui il giorno ha una durata maggiore delle 24 ore, poiché il sole non tramonta mai sotto l’orizzonte.
Questi due fenomeni avvengono nelle regioni della Terra comprese nel circolo polare, il quale rappresenta il parallelo che racchiude tutta la regione circostante il polo. Infatti esiste il circolo polare artico e quello antartico. La latitudine del circolo polare artico, nonché la distanza angolare in gradi dell’arco di meridiano compreso tra l’equatore e il circolo polare artico, è di 66° 33′ 39”. Quindi tutti i territori al di sopra di questa latitudine sono considerate regioni polari, che hanno come centro il rispettivo polo, sud o nord.
Dal momento che nella regione polare antartica esistono solo stazioni scientifiche con personale selezionato, è piuttosto difficile da vedere in questi posti ma nella regione artica questi fenomeni sono normalmente vissuti dagli abitanti in Alaska, Canada, Russia, Groenlandia e nei paesi scandinavi.

Mappa raffigurante il circolo polare artico, in blu, e le regioni da esso racchiuse (https://it.wikipedia.org).

Perché si verifica e come si presenta?

La principale causa di questi fenomeni è l’inclinazione dell’asse terrestre. Infatti quando l’emisfero in considerazione si trova rivolto maggiormente verso l’esterno del sistema solare anziché verso l’interno, si verifica la notte polare nelle regioni indicate precedentemente.
Prendendo come esempio il fenomeno del sole di mezzanotte, si può schematizzare come quel periodo di tempo in cui il Sole non tramonta mai sotto l’orizzonte. La durata varia a seconda dei punti della Terra presi in considerazione, infatti essa varia dalle 24 ore presso il circolo polare, fino 6 mesi ai poli. Il sole di mezzanotte ha inizio al polo, e si estende per tutta la calotta polare fino al circolo, per poi ridursi nuovamente al polo. E analogamente per la notte polare,

Schema del morto di rotazione e rivoluzione della Terra, che genera la notte polare e il sole di mezzanotte. Lo schema è valido anche per raffigurare l’alternarsi delle stagioni (https://it.wikipedia.org).

Quando il sole di mezzanotte è in atto, il moto apparente del Sole, da est a ovest, non è più quello visibile normalmente ma diventa un moto circolare che compie un giro di 360° intorno all’osservatore, in 24 ore. Inoltre durante questo moto il Sole varia la sua altezza rispetto all’orizzonte raggiungendo il punto più alto nella stessa posizione e nello stesso momento in cui si verificava il mezzogiorno. Invece il punto più basso lo si raggiunge sull’orizzonte a 180° nella direzione opposta alla mezzanotte locale. Data l’inclinazione dell’asse terrestre questa rotazione diventa sempre più lineare man mano che ci si avvicina al polo.
In base al polo preso in considerazione durante il periodo invernale di quest’ultimo, si verifica il fenomeno opposto al sole di mezzanotte: la notte polare.

Un ringraziamento a Valentina Brina per il consulto sulla natura psicologica del fenomeno.

Fedele Delvecchio

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: