L’ansia può renderci pazzi? Ex manicomi e nuove patologie: guida per diventare ipocondriaci

Nell’era degli Horror carichi di jumpscare il mondo sembra dividersi in due: chi ama il brivido e vuol mettersi alla prova e chi predilige il dolce riparo della quotidianità e lo sperimentare esperienze più soft, ma nulla toglie che si possa essere entrambi e decidere di rompere la routine della vita quotidiana e delle proprie abitudini, sperimentando nuovi hobbie.

 

Per gli appassionati di fotografia nel Grande Nord o che hanno la possibilità di recarvisi, è consigliatissima la visita ad un ex manicomio più o meno abbandonato.

La paura più che dei fantasmi o degli spiriti maligni potrebbe basarsi sulle persone poco raccomandabili che si potrebbero incontrare, ma l’ex manicomio di Mombello, più che un set di Esp-fenomeni  paranormali, somiglia alla tana del bianconiglio: dominato dalla natura e dai colori vivaci dei rampicanti.

Per i cacciatori di spettri sarà un’enorme delusione, poiché le uniche presenze sicure da poter incontrare sono le frotte di fotografi che hanno colonizzato l’area, ma non si deve per forza essere degli impressionabili per lasciarsi prendere dall’ansia del luogo, nonostante il suo aspetto sia tutto fuorché che tetro.

ex manicomio di Mombello

La natura stessa del posto può infatti influenzare la nostra psiche, non preoccupatevi quindi se per un paio di giorni dormirete poco bene, nessun essere satanico si è appropriato di voi (forse), semplicemente vi siete ricordati che quel posto era un tempo un manicomio piuttosto che un gioioso campo di caramelle.

L’ansia ci renderà pazzi?

Non molti anni or sono, iniziò a girare la scandalosa notizia per cui gli odierni studenti presentassero livelli d’ansia maggiori di quelli dei detenuti negli ospedali psichiatrici degli anni ’50.
Viene spontaneo domandarsi se il riscontro di questa “leggenda metropolitana” fosse dovuto alle ottime condizioni dei pazienti, o alla progressiva discesa verso la follia studentesca.
Parlo di leggenda metropolitana perchè all’epoca, fra chi gridava alla fake news e chi giurava di star perdendo il senno causa studio degli integrali, la ricerca non era propriamente certificata.

Ex manicomio di Mombello

In realtà esiste uno studio dell’American Psychological Association, che nel 2013 aveva eseguito questi test, riscontrando una vertiginosa similitudine.

Se la legge Basaglia del ’78 ha mosso il primo passo per la chiusura dei manicomi, forse i corpi delle nuove generazioni hanno sorbito le anime dannate di chi abitava i tristi corridoi e le fredde celle delle case di cura.

Scherzi a parte, troppo spesso nei manicomi l’essere umano era trattato bene o male alla stregua di un animale, si perdeva la percezione che il malato di mente fosse in realtà un essere umano.

La chiusura dei manicomi ha indubbiamente segnato positivamente la sanità italiana, principalmente per l’istituzione di “programmi di recupero” per gli internati, la maggior parte dei quali non era realmente malato ma si opponeva magari al governo, alla famiglia, al marito…

Che i livelli di ansia a livello scolastico siano aumentati, non è di certo determinato da una reincarnazione, ma una causa non trascurabile potrebbe ritrovarsi nella crescita di competizione e nella visione di un futuro poco certo.

Alle porte della maturità ed in piena sessione estiva, evitate lo Xanax ed optate per una tisana fredda ed un buon libro, oppure, per i più temerari, è sempre possibile optare per un break poco convenzionale alla scoperta di un manicomio perduto, ricordate le mascherine onde evitare un’intossicazione da amianto e sentitevi dei veri internati degli anni ‘5o, tanto il livello di stress è a buon punto.

Alice D’Amico

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