I motivi per cui, nonostante un’epoca fredda come quella attuale, i sentimenti potrebbero ancora scaldarci.

I social network hanno il potere di digitalizzare le nostre emozioni. La cultura capitalista? Anche. L’amore, quello di un tempo, sembra essersene andato. Nel mentre, aumenta la tossicità delle relazioni del nuovo millennio. Esiste una sociologa, Eva Illouz, che studia i sentimenti e che potrebbe essere, senza saperlo, una grande fan di Madame e del suo ultimo lavoro, intitolato L’amore.
GUIDA SUL COME PROTEGGERE I NOSTRI CUORI DA QUEST’EPOCA CAPITALISTA
La cultura capitalista sembra aver raffreddato le emozioni. Lo spiega Eva Illouz, sociologa dell’amore. Una sociologa dell’amore? Questa definizione probabilmente sarebbe riduttiva per Eva Illouz, docente all’Università di Gerusalemme, che ha sempre incentrato il suo lavoro sulle emozioni dell’uomo e di come siano in costante pericolo. I suoi lavori più noti ruotano attorno alle problematiche sentimentali, una tematica che in sociologia è stata affrontata più volte, ma soltanto da un punto di vista statistico, contando i divorzi e sottraendo i divorzi. Le ragioni di questa rimozione sono da rintracciarsi nella cultura occidentale, che vede le cose in modo di oggettivo, dove l’espressione dei sentimenti risulta essere qualcosa di anomalo. Per molti la colpa sarebbe da attribuire alla libertà sessuale conquistata nel secolo scorso, all’emancipazione femminile e persino agli svantaggi economici che porterebbe un matrimonio. Per Eva Illouz, invece, è il capitalismo. Fine. In una sua opera afferma:
«Intendo trattare l’amore alla stessa stregua in cui Marx trattò le merci, cioè mostrare che esso viene generato e prende forma da relazioni sociali concrete, che esso circola all’interno di un mercato di attori che competono tra loro in condizioni di imparità e che alcuni dispongono di maggiori capacità di altri di stabilire le condizioni della relazione»
Non avete capito? Ve lo spiego con una canzone:
”Il corpo è solo l’involucro con cui ti vesti
L’età è soltanto la cifra sul listino prezzi
Il genere è solo lo scaffale su cui ti vendi
Sei un “sono” che ha suonato col mio.”
Ciò che Eva Illouz vorrebbe evidenziare, è che la mercificazione dei sentimenti sarebbe la conseguenza al nostro bisogno di vedere le merci come qualcosa di romantico. Il processo di romanticizzazione delle merci farà si che il nostro bisogno di acquistare diventi impossibile da ammaestrare. Di conseguenza, le emozioni, quelle vere, diventano effimere. L’amore è costretto a durare poco, soffriremo a causa sua. Siamo pur sempre animali sociali, dotati di sentimenti. Mentre la società decadente di cui facciamo parte continua a sgretolarsi secondo una visione nietzschiana, cerchiamo relazioni, anche negative. Addirittura sembriamo non voler abbandonare la loro tossicità, ne siamo dipendenti. Ma l’amore è altro, dice Eva Illouz, e non basterebbe tutta la posta del cuore del mondo per raccontarlo. Per questo, ci ha pensato Madame.

ALLA SCOPERTA DELL’AMORE DEL NUOVO MILLENNIO GRAZIE A MADAME
Come potrebbero le ventenni del XXI secolo spiegare l’amore che provano? Ci ha pensato Madame, in arte Francesca Calearo, classe 2002: ”Tu non esisti ma io ti sento”. Neanche Madame riesce a dare un nome alle emozioni che prova. Eppure parliamo di una nuova vitalità che l’ha spinta non solo a scrivere un disco che anche De Andrè, di cui la cantante è sempre stata una grande ammiratrice, avrebbe apprezzato; ma anche a scoprire se stessa, esplorando nuove aree del suo cuore come farebbe un cacciatore alla ricerca della sua preda. I sentimenti, una volta che viene sollevato il velo di polvere dove erano celati, fanno male. Nel disco, infatti, a trapelare sono i sentimenti di cui spesso si ha difficolta a spiegare, soprattuto nell’epoca dove a parlare per noi ci sono i social network, con le didascalie che riportano le romantiche citazioni di canzoni indie e i post dove i filtri non lasciano trapelare la tossicità della coppia. Un disco maturo, che ci ha fatto dimenticare la Madame di 17. Nel brano Quando forte ti pensavo, traspare come la cantante sia tormentata dallo spettro del suo vecchio amore. Una dipendenza, la sua, che la porta a non vivere nuove relazioni. Quelle che vive, invece, hanno tutt’altro sapore. Pensa alla sua vecchia fiamma, idolatrandolo, ma dimenticandosi della sofferenza come conseguenza:
”E agli uomini che ho amato
Ho confessato il mio segreto
E non ho detto mai chi fosse stato
Ma che ancora lo volevo”.
Quel bisogno di soddisfare se stessa attraverso la ricerca di sé e dell’amato la ritroviamo, oltre che in brani dal testo erotico come NIMPHA – storia di una ninfomane, in L’ONDA – la morte del marinaio, inno all’amore. Non importa se vi saranno ostacoli, il vento che sfuria e persino il pericolo di morire, la donna diventa capitano dei suoi sentimenti. Riesce a domarli, ma non abbastanza. Deve ritrovare il suo amore, come fu per Ulisse e Penelope:
”Maledirò il marе se non mi farà volare
Ancora su di te
Sfuria il vеnto su di me
Se mi farà annegare, sarò lì con te.”
La ricerca di Madame per tornare a sentirsi libera di amare e, soprattutto, di non avere paura di quello che prova, torna in Per il tuo bene, dove l’amore viene descritto come sacrificio, sicurezza e coraggio. Anche paura:
”Ti vorrei pettinare sеntendoti urlare a ogni nodo che sciolgo
E farti capirе che cosa vuol dire affrontare chi sei.”
Nonostante la riscoperta delle nostre emozioni e della bellezza che si prova nel poterli provare, sentire, se non addirittura toccare, l’epoca che viviamo ci porta ad allontanarci da essi. La paura che i nostri sentimenti possano tramutare in qualcosa di negativo è più forte di noi. Ne vale la pena? Analizziamo l’ultimo testo di Madame sotto la lente di Eva Illouz.
QUEL TESTO NON SCRITTO SULLA DIPENDENZA AFFETTIVA
Tra le righe di alcuni testi leggiamo alcune espressioni che potrebbero rimandare alla dipendenza affettiva. Ma cosa sarebbe questa droga d’amore? Parliamo del bisogno di sentirsi legata al partner nonostante la tossicità della coppia e della necessità di sentire dimostrazioni d’affetto dall’altra parte. Nel libro La fine dell’amore, Eva Illouz afferma:
”Eppure, una cultura che ha così tanto da dire sull’amore parla molto meno degli altrettanto misteriosi momenti in cui evitiamo di innamorarci, in cui ci disamoriamo, momenti in cui la persona che ci ha tenuto svegli la notte ora ci lascia indifferenti”.
Si tratta del pericolo di cui più abbiamo timore, rendendoci creature vittime dell’ansia e del panico di restare sole. Nel brano Il bene nel male, successo sanremese che ha portato Madame ad acquise ancora più notorietà, si narra una storia d’amore. Anzi, di quel che resta. Ci racconta di una prostituta che si innamora del proprio cliente, instaurandoci una complessa quanto bella storia d’amore, nonostante i pregiudizi che hanno fatto nascere in loro tante paure. Rivede il suo uomo, la reazione non è stata delle migliori. Ripercorre la loro storia, lasciando che sia anche il cliente a dare spazio alla sua emotività, quella che decise di celare poiché le regole del buon costume glielo imponevano:
”Amore, tu sei
Sei l’errore più cattivo che ho commesso nella vita
Amore, tu sei
Sei lo sbaglio più fatale che ho commesso nеlla vita
Amore, tu sei
Sei la prova chе gli errori sono fatti per rifarli ancora
Tu sei
La puttana che ha ridato un senso ai giorni miei.”