“La morte è soltanto un’altra via”: come Gandalf e Socrate affrontano la fine

Come possono le parole di uno stregone creato dalla penna di J.R.R Tolkien dirci se Socrate è felice?

Il primo martire della filosofia fu anche il primo vero filosofo: Socrate, condannato a morte nel 399 a.C. Ma, come ci ricorda Gandalf: “non vi dirò ‘non piangete’, perché non tutte le lacrime sono un male”. Senza quella morte tragica, Socrate non sarebbe stato il grande eroe che ricordiamo oggi, e la filosofia forse non sarebbe stata la stessa.

Il Processo

Portato in tribunale da Meleto, il figlio di un poeta di Atene, Socrate è chiamato a difendersi da tre accuse. Le prime due sono di empietà: il filosofo è accusato di ateismo, dunque di non credere negli dei della polis ateniese, di eterodossia, ossia di credere in altre “cose demoniache”, e infine di corrompere i giovani. Insomma, gli Ateniesi lo avevano assolutamente “etichettato come disturbatore della quiete”.

Chiamato a difendersi, Socrate sceglie un approccio non consono: non punta sull’empatia e il pietismo, sceglie infatti di non far sfilare in tribunale i suoi parenti disperati e in lacrime, come era abitudine fare. Le stesse argomentazioni che porta per difendersi dalle accuse lo fanno sembrare arrogante: non cerca in alcun modo di discolparsi, né di negare; sceglie piuttosto di mostrare in termini logici che le accuse a lui imputate non stanno in piedi e sono riferite ad antichi fraintendimenti. Il suo approccio troppo razionale e moderno non gli è favorevole. Socrate è dunque considerato colpevole e condannato a morte.

Chiunque conosca il filosofo sa che la condanna è ingiusta e la sua difesa, seppur non compresa dalla giuria, era valida.

Il tempo che ci viene concesso

Prima di bere la cicuta Socrate resta un mese in carcere, dove una notte riceve la visita dell’amico Critone, il quale gli offre la possibilità di fuggire, abbandonare Atene e avere salva la vita. Ma non capisce che non è la vita in sé il bene primario del filosofo.

Secondo la tradizione, quella stessa notte gli sarebbe comparsa in sogno una donna biancovestita, portatrice di un annuncio: “tra tre giorni giungerai a Ftia, fertile terra”. Il messaggio è chiaro a Socrate: tra tre giorni morirà, l’unica cosa che gli rimane da decidere è dunque scegliere in che modo morire.

Possiamo soltanto decidere cosa fare con il tempo che ci viene concesso

Con queste parole Gandalf rassicura Frodo, in un momento di sconforto. Il piccolo hobbit vorrebbe che l’anello non fosse mai arrivato a lui: “Vorrei non fosse accaduto nulla”, ma Gandalf ha ragione: “Ci sono altre forze che agiscono in questo mondo, a parte la volontà del male. Bilbo era destinato a trovare l’anello. Nel qual caso anche tu eri destinato ad averlo. E questo è un pensiero incoraggiante!

Socrate, così come Frodo, sa cosa deve fare: la strada è una sola, quella giusta, quella della virtù. Non disdegnano la loro parola e portano a compimento la loro missione.

Dunque Socrate non fugge con l’amico Critone, sceglie piuttosto di mantenere la sua fedeltà ad Atene e alle sue leggi, assecondandole, nonostante ne comprendesse l’errata applicazione.

Proprio questo virtuoso sacrificio gli porterà la fama che ha tutt’oggi: proprio la sua morte eroica lo renderà immortale.

La morte è soltanto un’altra via

L’apologia scritta da Platone si conclude con una delle frasi più ricordate della storia della filosofia:

Ma ormai è ora di andare, io a morire, voi a vivere: chi di noi vada verso il meglio è oscuro a tutti tranne che al Dio

Ci sono ottime ragioni per sperare che sia un bene, visto che nessun segno divino, né demoniaco, si è manifestato il giorno del processo. Inoltre, o la morte è “essere nulla”, come in un eterno sonno senza sogni, oppure è un trasloco dell’anima in un altro luogo, dove se è vero quello che si dice, il filosofo potrà dialogare con altre straordinarie anime come quelle di Omero o Odisseo.

La risposta che Socrate non sa di sapere è presto espressa in un dialogo durante l’assedio a Minas Tirith tra l’hobbit Pipino e Gandalf, il quale, in quanto stregone, riesce a fornire qualche informazione in più:

“Non credevo sarebbe finita così.”

“Finita? No, il viaggio non finisce qui. La morte è soltanto un’altra via. Dovremo prenderla tutti. La grande cortina di pioggia di questo mondo si apre e tutto si trasforma in vetro argentato. E poi lo vedi.”

“Cosa? Gandalf, vedi cosa?”

Bianche sponde, e al di là di queste, un verde paesaggio, sotto una lesta aurora.”

“Be’ non è così male.”

“No. No, non lo è.”

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