La caccia alle streghe del XV secolo si è spostata al centro dell’Africa

In Africa le guerre civili hanno più conseguenze di quello che credevamo, ad esempio la caccia alle streghe, come quella del XV secolo in Europa.

“Abbiamo bisogno di pace in Repubblica Centrafricana”

I risvolti della guerra civile che dal 2012 domina la Repubblica Centrafricana sono terribili. L’aumento di malattie mentali e la fede in miti e credenze indigene ha sviluppato una nuova caccia alle streghe.

Accuse pericolose

Si ha tanta paura. Se si è anziani, donne o giovani, si teme addirittura la morte. Un mondo rovesciato, dove le certezze e la serenità sono assenti ormai da qualche anno. Questo luogo è la Repubblica Centrafricana, grande il doppio dell’Italia, ma con “solo” cinque milioni di abitanti.

Le testimonianze che giungono fino a noi da questo paese lontano sono difficili da capire e, ancora di più, da accettare. Helena Ndenjia è vittima di accuse di stregoneria, e afferma di essere ancora in vita per il semplice fatto di avere molti parenti. Ma cosa significa essere etichettati come “streghe”?

Esclusione totale da tutto e tutti, vuol dire sopportare giudizi e diffidenze derivanti perfino dai familiari, significa in una parola, morire. L’unica via di “salvezza” è quella del carcere. Molte vittime infatti decidono di farsi imprigionare per evitare di finire in mani violente e assetate di sangue, provano a vivere, sempre che questa possa chiamarsi vita.

Lo sfaldamento della società e la debolezza dello Stato hanno fatto sì che si sviluppassero miti e credenze indigene, che indicano come causa del male proprio streghe e stregoni. Una persona anziana, senza famiglia, che vive in una baracca non ha scampo dalle accuse, quindi dalla morte. E la giustizia? E’ quella popolare, che ha scavalcato Stato e capi villaggio.

Un passato tormentato è una persona tormentata

Ma come si è arrivati a tutto questo?

La Repubblica Centrafricana nasce formalmente il 13 agosto 1960, quando riesce ad ottenere l’indipendenza dalla Francia. A questo importante evento seguirono trent’anni di governi militari e dittature, finché nel 1993 si insedia un governo civile che dura dieci anni. Clientelismo, corruzione e violenza convincono il generale François Bozizé a fare un colpo di stato nel 2003. L’azione va a buon fine e riesce a formare un governo di transizione fino alle elezioni generali del 2005, che vedono trionfare proprio Bozizé, che raddoppia nel 2011.

Dal 2012 iniziano ancora una volta i problemi per lo stato africano, in quanto si forma un grosso gruppo di ribelli musulmani, chiamato Séléka, che ha l’intenzione di rovesciare il governo. L’anno seguente i ribelli prendono il controllo della capitale ( Bangui), e il loro leader, Michel Djotodia, si autoproclama presidente.

Milizie cristiane e di altre fedi religiose decidono di combattere Séléka, riuscendo a far dissolvere i nemici e far rinunciare all’incarico Djotodia.

Grazie anche all’intervento dell’ONU, nel 2016 ci sono state nuove elezioni, dove ha vinto Faustin-Archange Touadéra ( che fa parte dello stesso partito di Bozizé), attuale Presidente. L’ultimo accordo di pace coi ribelli risale a febbraio 2019, ma non è ancora pienamente rispettato. Esistono infatti tanti piccoli gruppi derivati da Séléka, e controllano il 70% del paese.

Cartina geografica della Rep. Centrafricana

Più vicini grazie alla Storia

Ecco allora che risulta tutto chiaro. La guerra civile iniziata nel 2012, e la tortuosa storia della Repubblica Centrafricana, hanno contribuito a portare fame, povertà, crisi e morte nel paese. Questo ha influito negativamente, causando malattie mentali, nelle teste dei più deboli,  ovvero gli anziani, le donne ( perché abusate) e  i giovani ( perché costretti a guardare tutto questo). In uno stato così debole e con abitanti devoti a chissà quali miti, la conseguenza ovvia è individuare come capro espiatorio le cosiddette streghe.

La storia in realtà ci avvicina molto a questi tragici racconti. Nel XV secolo infatti l’Europa ha vissuto lo stesso dramma. C’era bisogno di accusare qualcuno per i mali che singoli e famiglie vivevano. Si giunse quindi a cacciare le streghe. Le donne erano il bersaglio perfetto in quanto diffamate e ai margini della società, e proprio lì colpì la freccia che decise il loro destino.

Si pensava che queste firmassero patti col diavolo, ricevendo in cambio la possibilità di operare il male con strumenti misteriosi, di rubare di nascosto, di provocare grandinate e di procurare la sterilità negli uomini e nelle bestie.

Questo episodio non giustifica la situazione centrafricana, anzi evidenzia la nostra incapacità di guardare lontano per evitare che accada qualcosa di già visto coi nostri occhi.

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

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