Uno scampato pericolo non da poco, non c’è dubbio su questo: con una cinquantina di studenti tenuti in ostaggio in un bus carico di benzina, il gesto compiuto da Osseynou Sy il 20 marzo poteva realmente trasformarsi in una carneficina che avrebbe lasciato cicatrici difficili da rimarginare. E mentre già c’è chi lo giudica un pazzo (difficilmente un gesto simile può ottenere la minima giustificazione sotto questo aspetto), altri lo reputano capace di intendere e di volere, specialmente dopo le sue ultime dichiarazioni. E proprio da queste, unite a un’attenzione incredibilmente scarsa dell’opinione pubblica, possono essere il punto di partenza per paragonare un simile gesto al concetto di “revenge movie”.

Psicologia egocentrica

Il primo, essenziale concetto da analizzare è definito “Disturbo Istrionico di Personalità“, o DIP. Con ciò si intende un miscuglio psico-sociologico di bisogno di accettazione e bisogno di attenzione da parte degli altri. E ciò può manifestarsi anche attraverso modalità iper-emotive o fortemente teatrali. La psicologia, infatti, ha già rintracciato il fatto che il DIP si manifesta in special modo su soggetti fortemente portati per le arti grafiche e visive, quali il teatro, la recitazione, la fotografia, la pittura… Ciò non significa ovviamente che ogni artista sia egocentrico e infantile: è più, diciamo, l’equivalente del bambino che spicca tra gli altri, brandendo un disegno in mano e tartassando la maestra finché non lo avrà visto.

Ciò già si collega facilmente all’evento del 20 marzo, specialmente dopo le ultime dichiarazioni di Sy. L’attentatore, arrestato e interrogato, ha infatti sostenuto di rivendicare il gesto in nome dei bambini, di età simile agli ostaggi sul bus, che ogni anno muoiono nel Mediterraneo. Ma ciò, aggiunge paradossalmente, con un fine ben preciso: convincerli a non partire, a rimanere a casa loro. Da ciò l’impiego della parola “paradossalmente”, essendo diventato, dopo una simile affermazione, il primo attentatore afroamericano con idee di estrema destra.

Il bisogno di attenzione, poco ma sicuro, è stato sopperito dall’attentatore. Ma alla trama manca ancora qualcosa, qualcosa che nei “Revenge movies” va sempre di pari passo con la trama: stiamo parlando di un livello di pubblico e di incassi perlomeno decente. Proprio qui sta il mistero: perchè, malgrado sia stato a tutti gli effetti il primo attentato del ventunesimo secolo in Italia ad opera di un uomo di colore, l’opinione pubblica non ha alzato un dito?

John Wick e il suo modo di fare

Chiariamoci: molti sono stati i politici che hanno offerto parole di sdegno sui social, ed è anche facile immaginare quali politici lo abbiano fatto. Molti sono stati anche coloro che vogliono proporre una facilitazione burocratica a Rami, il ragazzo in ostaggio che ha chiamato le forze dell’ordine salvando la situazione. Costui, infatti, è nato e cresciuto in Italia, è solo di origini egiziane ma non ha ancora ottenuto la cittadinanza. Si potrebbe definire un po’ “l’eroe dimenticato” in questa trama ingarbugliata, ma per adesso sarà meglio non andare troppo fuori contesto.

Sy. Proprio lui è il protagonista principale della sventata strage. E proprio di lui, ora, si sono perse le tracce a livello mediatico. Ciò in virtù. del fatto che, a differenza di John Wick, non è riuscito a raggiungere l’obiettivo più ambito da qualsiasi attentatore o assassino: l’ottenimento di un soprannome. Sembra un discorso privo di senso, quasi cinico e insensibile, ma da che mondo è mondo solo i veri criminali hanno il privilegio di un soprannome. Così, mentre John Wick viene definito con terrore “l’Uomo Nero” dalla mafia russa, Sy è costretto a rimanere nell’ombra, malgrado la sua volontà di essere preso in considerazione.

Ma la trama non finisce qui. Perché è anche vero, se non realistico, che un fattore essenziale preclude a Sy la strada per il successo che John Wick ha invece raggiunto: il sangue versato. Ora, non fraintendetemi: è fuor di dubbio che sia un miracolo il fatto che nessuno sia rimasto ferito o ucciso durante l’attentato. E ancora è meritevole di tutti i ringraziamenti immaginabili il corpo armato di polizia che, senza sparare nemmeno un colpo, ha fermato il bus dell’attentatore mettendo in salvo tutti i bambini presenti a bordo.

Fonte: Marco Cella/Facebook

Eppure, a livello unicamente immaginario, è abbastanza palese come la mancanza concreta di vittime abbia portato a definire Sy da “attentatore” a “semplice pazzo”. Ciò marca una ulteriore differenza rispetto a John Wick che, malgrado il conseguimento di una vendetta, assume la connotazione di “Uomo Nero” in virtù delle sue stesse vittime: di certo la mafia russa non gli avrebbe mai dato attenzioni, se si fosse trattato di un uomo qualunque.

Il fatto è perciò questo: la mancanza di un atto concreto, unito alle scarse capacità dell’attentatore, ha portato il gesto- fortunatamente- a un totale fallimento. E ciò, unito alla costante ricerca dell’estremo da parte dello spettatore, ha fatto fallire anche la portata mediatica del messaggio di Sy. Nessuna società italiana è stata spaccata in due, nessun genitore piangerà i propri figli: l’azione di Sy non ha mai visto davvero un proprio gran finale. Forse proprio qui sta il motivo per cui, malgrado sia un attentato messo in atto nel nostro paese, nessuno pare volerci dare peso.

Meowlow

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