Il contatto con la natura come Jon Snow: i benefici dello Shinrin-yoku

Lo Shinrin-yoku è un metodo giapponese di promozione del benessere psicofisico attraverso il contatto con la natura:  ecco in cosa consiste…

I ritmi incalzanti, gli impegni molteplici e frenetici e in generale la vita nell’odierna società moderna sono tutti fattori di grande stress per l’individuo, costantemente sotto pressione e pericolosamente a rischio per quanto riguarda crolli psicologici e psicopatologie.

Per far fronte a queste minacce, non è rara una “fuga nel verde“, allontanandosi dalla città e dalla sua vita caotica per entrare a contatto con la natura, attraverso una passeggiata nel bosco o in un parco, così da distrarsi e “ricaricare le pile”.

In Giappone, le potenzialità e i benefici di quest’attività sono noti da tempo e, applicata in ambito medico e terapeutico, prende il nome di “Shinrin-yoku“.

IL “BAGNO NELLA FORESTA”

E’ possibile tradurre il termine giapponese “Shinrin-yoku” all’incirca come “bagno nella foresta“, espressione che indica comunque in modo efficace il concetto dietro il metodo in esame: passeggiate attraverso foreste o altri luoghi ricchi di elementi naturali che permettono uno stato di rilassamento e benessere.

Nato nel 1982, a partire dal campo ambientale e medico, lo Shinrin-yoku è basato sul potere terapeutico della natura, secondo il principio per cui l’immersione totale in essa, attraverso un contatto multisensoriale, porterebbe numerosi benefici sia in termini fisici, come abbassamento dei livelli di stress, di agitazione e di pressione del sangue, diminuzione del rischio d’obesità e aumento delle funzioni immunitarie, sia psichici, essendosi dimostrato efficace nei trattamenti per disturbi dell’umore, per disturbi d’ansia e disturbi dell’apprendimento, come deficit dell’attenzione e iperattività.

Consiste in una passeggiata piuttosto lenta, della durata di circa 2 ore, preceduto da un riscaldamento muscolare prolungato atto a “svegliare” il corpo, attivando i muscoli e i sistemi sensoriali; al termine della passeggiata, segue un momento di meditazione guidata, basata su precetti del Buddhismo e dello Zen, non troppo dissimile dalle pratiche di mindfulness attuali: si differenzia dunque dalla semplice attività di trekking, poiché la finalità consiste nel recuperare il legame tra individuo ed environment naturale.

Lo Shinrin-yoku si configura come un forma di forest therapy, una pratica terapeutica dalla duplice funzione: è infatti applicabile come metodo terapeutico con finalità di cura ma anche come modalità di prevenzione e promozione del benessere, secondo i fondamenti della psicologia ecologica.

A tal proposito, lo Shinrin-yoku, in Giappone, è finanziato dal sistema sanitario nazionale e fortemente incentivato, essendo anche oggetto di studio di uno specifico ramo di ricerca medica, la “Forest Medicine” (“Medicina Forestale“).

UN’ESPERIENZA MULTISENSORIALE

L’immersione nella natura avviene attraverso tutti i sensi, come esplicitato dallo slogan “Breathe, Relax, Wander, Touch, Listen, Heal” (“Respira, rilassati, vaga, tocca, ascolta, cura“), permettendoci così di raggiungere quello stato di pace interiore che favorisce a sua volta uno stato di consapevolezza di sé e dell’ambiente circostante; si instaura così un mutuo rapporto tra natura ed individuo, che si influenzano vicendevolmente.

I colori tipici del bosco, come il verde, colpiscono il nostro sistema percettivo suscitando un senso di benessere e di rilassamento, così come gli odori, attraverso l’azione del sistema limbico in sinergia con l’amigdala, che correla le informazioni prettamente sensoriali olfattive con etichette emotive;

Allo stesso modo, allo stato di consapevolezza e di pace interiore contribuiscono anche gli stimoli uditivi, come il canto degli uccelli o il rumore dell’acqua, e quelli tattili, che facilitano una sorta di regressione, infantile o primordiale, alle proprie prime esperienze sensoriali.

I benefici del contatto con gli alberi sono già stati ampiamente dimostrati, come reso evidente dalla silvoterapia

Lo stato psicofisico derivante dallo Shinrin-yoku è dunque una risultante complessiva di tutti e cinque i sensi, i cui singoli contributi vengono integrati e sovraordinati in un’esperienza piena e profonda di consapevolezza e connessione con il nostro sé più autentico.

AL DI LA’ DELLA BARRIERA

In una certa maniera, anche Jon Snow, celebre personaggio della saga delle “Cronache del Ghiaccio e del Fuoco” di George R.R. Martin e della serie tv derivata “Il Trono di Spade“, sperimenta l’esperienza dello Shinrin-yoku.

Jon Snow, interpretato da Kit Harington nella serie tv “Il Trono di Spade”

Nel corso della storia narrata, Jon si trova suo malgrado ad esplorare i territori al di là della Barriera, un enorme muro di ghiaccio che separa i regni civilizzati dai territori del Popolo Libero, dispregiativamente chiamati Bruti in quanto visti come barbari.

Qui, a contatto con la natura brulla e con un ambiente libero dalle tradizioni, dalle leggi e dalle ortodossie del mondo civilizzato, non solo Jon troverà l’amore, nella persona di Ygritte, ma scoprirà anche sé stesso, raggiungendo una nuova consapevolezza del proprio Io, a tal punto da decidere, nell’epilogo della serie, di unirsi definitivamente al Popolo Libero.

Jon e Ygritte, interpretata dall’attrice Rose Leslie

 

Marco Funaro (illgeppetto)

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