Superuovo Mythology: Siamo tutti come Pigmalione quando ci innamoriamo attraverso Instagram

Nell’epoca in cui i social hanno monopolizzano ogni nostro tipo di rapporto umano, l’amore non fa nessuna differenza. Ci scambiamo amicizie e follow, ed è fondamentale per noi mostrare a tutti quanto la nostra vita sia piena e piacevole. In questa prospettiva abbiamo ridotto i rapporti umani a rapporti social, che rendono i network non solo utili a tenerci in contatto, ma fondamentali nel momento in cui dobbiamo “conoscere” persone nuove. Proprio qui cadiamo nel reame degli amori nati sui social, tra un like tattico e una richiesta di chat, si è persa la voglia di conquistarsi davanti a un caffè. Capita spesso infatti di innamorarsi di qualcuno, a partire dal suo profilo Instagram e tentare di conquistarlo a colpi di chat. Ogni volta che ci innamoriamo di qualcuno dalla sua rappresentazione sui social siamo proprio come Pigmalione re di Cipro e protagonista di uno dei miti greci più famosi.

Pigmalione e la statua di Afrodite.

La storia racconta di Pigmalione come di uno scultore abilissimo, che un giorno durante una particolare estasi artistica costruì una meravigliosa statua femminile d’avorio che secondo alcuni rappresentava la dea più bella del pantheon, Afrodite. Pigmalione si innamorò follemente della sua statua, considerando la sua opera il suo ideale di bellezza femminile, a cui nessuna donna in carne ed ossa si sarebbe mai potuta avvicinare. Pigmalione curò la statua giorno dopo giorno, e ogni notte la portava nel letto con lui sperando che un giorno essa avrebbe preso vita. L’amore per la sua opera fu tale che un giorno in occasione delle feste di Afrodite lo scultore si recò in un tempio devoto alla dea e pregò affinchè la sua creatura potesse prendere vita. Le sue richieste furono accolte dalla dea che diede la vita alla statua, che si innamorò di Pigmalione e lo prese in sposo.

Quando ci innamoriamo attraverso Instagram.

La leggenda di Pigmalione è molto conosciuta ed è stata analizzata attraverso i secoli numerose volte. Oltre però all’interpretazione positiva che se ne può fare, ossia quella che parla di un’ amore sofferto e cercato fino allo sfinimento, possiamo vedere un risvolto amaro che non è poi così nascosto. Seppure la storia si concluda per il meglio, e il sogno di Pigmalione di avere in moglie la statua da lui creata si è realizzato questo non giustifica le sue richieste alla dea. Paragonare una costruzione, un pezzo di pietra spoglio, alla carne e al sangue di una persona davanti a te che ti dona amore, non può essere giustificato. L’amore vero si prova per una persona, mai per un oggetto o una costruzione fittizia, per quanto essa possa sembrare reale, è sempre falsa. Questo è quello che accade oggi, quando ci si innamora di un profilo Instagram non si fa altro che innamorarsi di alcuni pixel, e ci si trova ad idealizzare una persona rendendola la propria statua di Pigmalione, e sperando che un giorno questa diventi vera. Il protagonista del mito greco è poi debole e fragile non riuscendo ad accettare la sfida dell’amore, “costruendosi” una partner a immagine dei suoi desideri e scappando quindi dal confronto con il sesso opposto. Pigmalione si innamora di una statua, che per quanto possa essere bella, è pur sempre una finzione, una costruzione che non restituisce niente, allo stesso modo di un vuoto profilo Instagram.

Jacopo Sammassimo

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