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I trucchi negli horror: psicologicamente corretti?

I trucchi negli horror: psicologicamente corretti?

Il genere horror: una categoria amata e addirittura venerata da tantissimi fan.

Come tutto ciò che riguarda l’ industria del cinema, peró, ha i suoi barbatrucchi: analizziamoli insieme, giocando con la psicologia.

Partendo dalla scenografia, essa deve essere rigorosamente stimolante e deve risvegliare le paure insite nello spettatore.

I luoghi, gli anfratti, sono per la maggior parte bui: un atmosfera tetra suscita nelle persone un senso di angoscia e solitudine, soprattutto perché egli si sente solo. Diventa il protagonista emotivo del film.

Altro punto su cui la regia dei film horror gioca é la colonna sonora è le musiche di accompagnamento nella produzione cinematografica.

Immaginatevi di assistere ad una scena in cui si avvicina un serial killer e in sottofondo l’ aria sulla quarta corda di Bach: il tutto sarebbe neutro e una scena da soap opera.

Se si analizzano le scene della quasi prevalenza del genere dell’ orrore, si nota, come caratteristica comune, il tono alto delle note.

Perché? Studi dimostrano che il suono acuto riporta al pericolo per via di un motivo innato: geneticamente hanno questa notazione il pianto di un bambino e il verso di allarme degli animali, all’ avanzare del predatore.

Dunque, ciò stimola il senso del pericolo nel nostro cervello, con ció si innesca il circolo dello stress che causa ansia, iperattività, senso di angoscia e attenzione aumentata. Per quest’ ultimo motivo, infatti, non riusciamo a smettere di vedere un horror e ci attira.

Infine, il fenomeno jump-scare: per intenderci, quegli scatti dove compaiono mostri o fantasmi di colpo che ci fanno saltare dal divano.

Alla comparsa dello stimolo, la parte piú interna e primitiva del cervello, l’ amigdala, ci mette al corrente di un pericolo imminente.

Poi, peró, la corteccia prefrontale che governa il ragionamento on line ci dice: “Che fai scemo! Non vedo che é finto?!”.

Un sistema tipo acceleratore e freno per intenderci.

Dunque, anche i registi, scenografi dell’ horror giocano con la mente dello spettatore, non prendendoci in giro, sia chiaro, ma facendoci esperire sensazioni che rendono il tutto piú attraente e terrificante il contesto.

Mattia Mancini

 

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