Filosofia e stand-up comedy per squarciare il velo di Maya

La stand-up comedy, una forma irriverente e politically uncorrect di comicità e l’austera e antica filosofia, cosa mai potranno avere in comune? Molto più di quanto si possa pensare.

 

George Carlin, uno stand up comedian storico

Ancora poco conosciuta in Italia ai più, la ‘stand-up comedy’ è un tipo di comicità che da ormai più di mezzo secolo è divenuta piuttosto mainstream, soprattutto negli Stati Uniti e nel Regno Unito. Deve il suo nome al fatto che i comici si esibiscono stando in piedi con un microfono (solitamente cablato), uno sgabello e un bicchiere d’acqua, tuttavia essa altro non è che la rivisitazione moderna di una tipologia di comicità utilizzata sin dall’antichità, ovvero la satira. In Italia, quando si parla di satira, si è abituati a pensare solo a quella politica, come quella di Crozza: la sua, in realtà è più parodia, infatti egli non è mai dissacrante e cattivo, ma ha piuttosto lo stile da ‘gomitatina’ al politico o personaggio pubblico di turno, senza avere quasi mai un effetto realmente prorompente e dissacrante. La satira della ‘stand-up comedy’, invece, spesso non è nemmeno rivolta alla politica: comici come Louis CK, Ricky Gervais, Jerry Seinfeld e molti altri, durante la maggior parte degli spettacoli, parlano di cultura, abitudini, società e stereotipi, lasciando la politica da parte come argomento marginale o coadiuvato a questi.

La satira in chiave moderna

Il grande pregio di questa forma di comicità è quello di riuscire a evidenziare, attraverso una forma d’intrattenimento molto apprezzabile e divertente, alcuni aspetti della società, svelandone le contraddizioni, le ipocrisie, i bigottismi e le falsità. Un buono spettacolo di ‘stand-up comedy’ non lascia mai indifferente lo spettatore intelligente: non mira a mandargli un messaggio preciso, né, assolutamente, a fare alcun tipo di moralismo, quanto a svelare e sottolineare un aspetto della realtà quotidiana nella sua irrazionalità e insensatezza portando, a volte, ad esiti paradossali e contro le intuizioni morali comuni. La risata che provoca una battuta della ‘stand-up comedy’ non è mai neutra, è sempre mista a sgomento, perché la battuta mina un fondamento sociale radicato e dato per scontato dal pubblico, mostrandone l’insensatezza. Ne risulta una comicità tutt’altro che politicamente corretta, cattiva e che fa del ‘black humor’, del linguaggio volgare e dei contenuti a sfondo sessuale dei mezzi d’impatto per riuscire a stimolare nel pubblico una riflessione che metta in dubbio i fondamenti morali a cui esso è talmente legato da considerarli come una seconda natura.

Socrate

La filosofia come critica

Mettere in dubbio fondamenti acquisiti, scardinare idee date per scontate e soverchiare false convinzioni è sempre stato il principale compito della filosofia. Socrate era il personaggio che andava in giro per l’agorà di Atene a mostrare a tutti, che tanto si consideravano esperti delle cose di cui si occupavano, quanto le loro credenze e convinzioni fossero superficiali, arbitrarie e per nulla razionali. Lui stesso si definiva come un ‘tafano’ che punzecchiava quel gran cavallo che era la società ateniese, definizione che può perfettamente adattarsi anche ad un bravo ‘stand up comedian’. La sensazione che si doveva provare a seguito di una chiacchierata con Socrate non dev’essere molto dissimile da quella che si prova al termine della visione di uno ‘special’ di ‘stand-up comedy’ (è così che vengono chiamati gli spettacoli): frastornato, confuso, con un senso di superiorità rispetto a quel “cialtrone” che ti ha sconvolto mettendo a soqquadro tutte le idee più radicate in te, ma anche con il dubbio che, in fondo in fondo, non possa avere ragione. Il ruolo che ho sempre considerato come il più proprio della filosofia, disciplina che amo, è infatti proprio quello di permettere di andare a fondo delle cose: la filosofia non si ferma alla superficie, non si accontenta di ciò che è abituale e non da nulla per scontato, ma bensì scava in profondità, svela errori e preconcetti e porta il pensiero al suo limite (spesso anche oltre) per cercare di comprendere ciò che sta sotto all’apparenza. In questo senso la filosofia si presenta come un’attitudine, un’istanza e un metodo con cui approcciarsi a tutto ciò di cui abbiamo esperienza, non si accontenta mai e cerca sempre qualcosa di ulteriore da pensare e ripensare, comprendere e sviscerare, anche a costo di mostrare ciò che non ci piacerebbe vedere.

Of course… but maybe: un caso emblematico

Una cosa molto simile, seppur con i suoi metodi, fa anche la ‘stand-up comedy’: Lois CK, nella clip qui sopra nota come “Of course… but maybe”, mostra le profonde contraddizioni tra moralità e cinismo insite nell’essere umano, coinvolgendo anche direttamente il pubblico. Si tratta di un esempio paradigmatico di ‘stand-up comedy’, che ne contiene tutte le caratteristiche fondamentali. Nella parte finale, soprattutto, Louie fa una profonda critica della società contemporanea, mostrando l’immoralità di fatti noti a tutti, che avvengono tutti i giorni, ma su cui si chiude un occhio per convenienza. E’ difficile terminare la visione di questa esilarante clip senza sentirsi toccati dalla critica ed essere stimolati ad una riflessione su ciò che è appena stato detto, su ciò che ben sappiamo e che facciamo finta di non sapere. Ciò non è molto dissimile da ciò che ha fatto Marx con la società capitalistica, o Nietzsche con la morale: ci viene mostrato che ciò che ci appare scontato e normale porta con sé pesanti contraddizioni che non possono e non devono lasciarci indifferenti.

Tanto diverse eppure tanto simili

La ‘stand-up comedy’ ha quindi oggi la possibilità di trasmettere l’atteggiamento critico/filosofico nella società. Avendo il grande potere di essere ascoltata dalle masse perché divertente, per paradossale che possa sembrare, essa può assumere una funzione pedagogico/filosofica, visto che la filosofia così com’è comunemente insegnata non riesce più ad affascinare, se non pochi. Legandosi così strettamente alla filosofia, essa mostra la sua profondità e la sua funzione fondamentale all’interno di una società e viceversa la filosofia, accostandosi alla ‘stand-up comedy’, ribalta il suo stereotipo di disciplina noiosa, fatta da ‘professoroni’ nella loro torre d’avorio a discutere del sesso degli angeli, potendo rivelarsi nuovamente per quello che intimamente è, ossia pensiero critico utile a destreggiarsi nel mondo.

Martino Bidese

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