Il congresso

La tredicesima edizione del Congresso Mondiale della Famiglie è intitolato “Il Vento del Cambiamento: L’Europa e il Movimento Globale Pro-Family”. Si tiene a Verona dal 29 al 31 marzo. È un evento pubblico internazionale di grande portata L’obiettivo è di unire e far collaborare leader, organizzazioni e famiglie per affermare, celebrare e difendere la famiglia naturale come sola unità stabile e fondamentale della società. Le tematiche che saranno affrontate durante il congresso saranno: la bellezza del matrimonio, i diritti dei bambini, ecologia umana integrale, la donna nella storia, crescita e crisi demografica, salute e dignità della donna, tutela giuridica della Vita e della Famiglia, politiche aziendali per la famiglia e la natalità.

Politici presenti

Saranno presenti il Ministro dell’Interno e vice premier Matteo Salvini, il ministro per la Famiglia e la Disabilità Lorenzo Fontana, il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti, Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, il senatore della Lega Simone Pillon, il presidente della Regione Veneto Luca Zaia e il sindaco di Verona Federico Sboarina, il vescovo di Verona Giuseppe Zenti. Inoltre ci saranno anche tanti ospiti internazionali.

 

Il Congresso difende fermamente la famiglia naturale fondata sull’unione di un uomo e una donna col matrimonio. L’organizzazione si schiera contro qualsiasi diritto per le persone che fanno parte del mondo LGBT e dichiara la sua totale contrarietà a qualsiasi riconoscimento e tutela all’adozione da parte delle coppie omogenitoriali e alla riassegnazione di genere per le persone transgender, si dichiara contrario alla  “propaganda omosessuale”. Il gruppo è anti-abortista e propone la criminalizzazione dell’aborto e della surrogazione di maternità, si oppone all’istituto del divorzio e all’eutanasia.

 

Aristotele

Per il filosofo greco la famiglia era l’unità politica ed economica più importante. La famiglia era infatti “koinonia” ovvero comunanza, dalla cui parola deriva l’attuale termine “economia”. Era la tendenza naturale di uomini e donne a formare nuclei sociali per perpetuare la specie e tendere al telos, al Bene. La famiglia descritta da Aristotele comprende in sé vari rapporti, rapporto marito-moglie, padre-figli, padrone-schiavi. La famiglia era un’unione di opposti e di rapporti differenti, tutto veniva portato ad unità e all’ordine nella figura del “marito-padre-padrone”, colui che era a capo dell’economia e della gestione della famiglia. La casa era per il filosofo un luogo di dominio. Il padre era il principio organizzatore, il capo, colui che esercita il potere in modo dispotico.

 

Antropologia: Vincenzo Matera

Secondo l’antropologia la situazione è più complessa: di famiglie e relazioni parentali ne esistono moltissime.
Vincenzo Matera, antropologo dell’Università di Bologna, sulla famiglia naturale afferma che a ben guardare ha poco di naturale, nasce piuttosto da abitudini sociali peculiari, e geograficamente circoscritte. “Parlare di famiglia naturale non ha alcun senso” spiega che esistono infatti culture che hanno forme diverse di unione parentale. Un buon esempio, racconta l’esperto, sono i Nuer del Sudan, una cultura che contempla persino il matrimonio tra donne: una donna infertile infatti può sposare un’altra donna, e scegliere un amante con cui generare un bambino che sarà legittimamente figlio di entrambe. O ancora, gli abitanti della Nebilyer Valley in Nuova Giunea.

Valore del dato biologico

“Certo, non si può mettere in discussione il dato biologico della procreazione” aggiunge Matera, “ma non è un dato assoluto: niente si può ricondurre in modo indiscutibile e netto al dato biologico”. Genitori, figli, famiglia, matrimonio, sono concetti che necessitano del riconoscimento di un’intera comunità. “Però sulla base di una nostra presunta superiorità razionale”, chiarisce lo studioso, spacciamo una tra le forme di famiglia, la nostra, come naturale.”

Angela Balzano

Angela Balzano, ricercatrice in diritto e nuove tecnologie dell’Università di Bologna, spiega che in effetti anche la “famiglia naturale” che il convegno si propone di difendere non è poi così antica. Anzi a guardar bene è una tradizione tutto sommato recente, il prodotto di un periodo storico ben preciso. “Quando i relatori del Congresso parlano di famiglia naturale in realtà stanno parlando di quella famiglia nucleare eterosessuale che si è formata alla fine del ‘700 In Europa ancora nel 1700, ad esempio, nelle classi aristocratiche esistevano famiglie allargate, in cui i ruoli dei genitori erano molti diversi da quelli a cui siamo abituati. Tra i compiti delle madri ad esempio non c’era l’educazione dei figli e neppure l’allattamento e la cura, affidato alle balie. Mentre al contempo nei ceti più poveri delle città era difficile persino ritrovare qualcosa di simile a una famiglia stabile.

Elena Bellinello

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