Ecco i 4 principali tipi di depressione: quando la tristezza prende il sopravvento

I disturbi depressivi sono caratterizzati da tristezza talmente grave o persistente da interferire con il normale funzionamento quotidiano, facendo diminuire l’interesse o il piacere verso qualsiasi attività.

La depressione è uno dei disturbi psichici più comuni e invalidanti, spesso derivante a seguito di una sensazione di perdita o di una perdita effettiva. La percentuale di persone che soffrono di depressione sembra aumentare costantemente nel tempo e l’OMS ha previsto che nel giro di pochi anni la depressione sarà la seconda causa di invalidità per malattia, subito dopo le malattie cardiovascolari.

La depressione è un disturbo del tono dell’umore. L’umore è generalmente flessibile: quando gli individui vivono eventi o situazioni piacevoli, esso flette verso l’alto, mentre flette verso il basso in situazioni negative e spiacevoli. Chi soffre di depressione non mostra questa flessibilità, ma presenta un umore costantemente flesso verso il basso, indipendentemente dalle situazioni esterne. Non a caso, dunque, chi presenta i sintomi della depressione, vive in una costante condizione di malumore, con pensieri negativi circa se stessi, gli altri e il proprio futuro, mostrando frequenti e intensi stati di insoddisfazione e tristezza e tendendo a non provare piacere nelle comuni attività quotidiane.

La depressione può colpire chiunque: le cause restano molteplici e variano da persona a persona (ereditarietà, ambiente sociale, lutti familiari, problemi di lavoro, ecc.). Le conseguenze di questo disturbo si possono riscontrare in diversi ambiti della vita di chi ne soffre, dalla famiglia al lavoro: l’attività scolastica o professionale può diminuire in quantità e qualità soprattutto a causa dei problemi di concentrazione e di memoria; la depressione, inoltre, porta al ritiro sociale e con il tempo danneggia le relazioni con partner, figli, parenti, amici e colleghi. In chi soffre di depressione, l’umore condiziona anche il rapporto con sé stessi e il proprio corpo. Tipicamente, infatti, chi è depresso ha difficoltà a curare il proprio aspetto, mangiare e dormire in modo regolare.

Non bisogna trascurare le conseguenze della depressione a livello fisico: tale disturbo, infatti sembra essere associato ad un aumentato del rischio di sviluppare malattie cardiovascolari e cerebrovascolari. La depressione, inoltre, se non trattata, peggiora gli esiti dell’insufficienza cardiaca e si associa ad una maggiore mortalità.

Oltre al resto, soffrire a lungo e in forma grave di un disturbo depressivo, porta l’individuo a pensare, e spesso tentare, il suicidio. Molte volte infatti, chi soffre di depressione si toglie la vita lasciando nello sconforto amici e parenti.

Tra i disturbi depressivi più frequenti troviamo:

1) Disturbo depressivo maggiore (Disturbo Unipolare)

La depressione maggiore è un disturbo che colpisce più frequentemente le donne rispetto agli uomini (con un rapporto di circa 2:1) ed è caratterizzata da calo importante del tono dell’umore, pensieri negativi e pessimisticisintomi comportamentalipeggioramento del funzionamento generale della persona. Il paziente depresso permane in uno stato di profonda tristezza, disperazione e apatia per tutto il giorno, con continue rimuginazioni, cali dell’attenzione e della memoria e pensieri negativi su di sé, sul proprio futuro e sul contesto sociale che lo circonda. In linea generale gli aspetti tipici di questo disturbo sono l’umore deflesso (tristezza profonda) e la perdita di interesse verso le normali attività quotidiane.

2) Disturbo depressivo persistente (Distimia)

La distimia può essere definita una depressione cronica, più lieve nei sintomi rispetto alla depressione maggiore, ma prolungata nel tempo. Può comparire sin dall’adolescenza e spesso sopraggiunge dopo uno o più episodi di depressione maggiore. Chi soffre di distimia pensa spesso che il proprio malessere sia parte del proprio carattere da sempre e che non ci si possa fare granché. Di norma la distimia comporta una minore compromissione delle relazioni sociali e delle attività lavorative rispetto alla depressione maggiore, ma è molto più persistente nel tempo e comporta comunque sofferenza. Nel caso del disturbo depressivo persistente possono essere presenti, in concomitanza all’umore depresso, anche scarso appetito o iperfagia, insonnia o ipersonnia, astenia, bassa autostima, difficoltà di concentrazione o nel prendere decisioni, sentimenti di disperazione. In questo caso non vi sono pensieri di morte, ma nella persona prevalgono sensazioni di debolezza e inefficacia, pensieri negativi su se stessi e sul proprio futuro, bassa autostima, difficoltà nel provare piacere e nell’affrontare le difficoltà nella propria quotidianità.

3) Depressione post-partum

La depressione post-partum (o depressione puerperale) è un disturbo che colpisce, con diversi livelli di gravità, dal 7 al 12% delle neomamme ed esordisce generalmente tra la 6ª e la 12ª  settimana dopo la nascita del figlio. Chi ne soffre si sente triste senza motivo, irritabile, facile al pianto, non all’altezza nei confronti degli impegni di genitore. Inoltre, un sentimento ricorrente è la vergogna mista a senso di colpa.

4) Disturbo disforico premestruale

Il disturbo disforico premestruale consiste in una costellazione di sintomi psicofisici che caratterizzano nelle donne la fase premestruale, e in particolare l’ultima settimana prima dell’inizio delle mestruazioni, e che presentano un andamento ciclico in correlazione con l’andamento del ciclo ovulatorio e mestruale. Il disturbo disforico premestruale colpisce con più intensità le donne tra i 30 e i 40 anni, poiché a questa età, è possibile esperire maggiori carichi di stress, avendo più impegni, spesso dividendosi tra famiglia e lavoro. I sintomi di tale disturbo comprendono labilità affettiva marcata (sbalzi d’umore o pianto improvviso), marcata irritabilità o rabbia o aumento dei conflitti interpersonali, umore depresso, sentimenti di disperazione o pensieri autosvalutativi, ansia eccessiva e tensione, diminuzione dell’interesse nelle attività abituali, difficoltà nella concentrazione, letargia, facile affaticabilità o marcata mancanza di energia, variazione notevole dell’appetito (consumo eccessivo di cibo o voglie di cibo specifico), ipersonnia o insonnia.

disturbi depressivi possono essere efficacemente curati attraverso un approccio psicoterapico e/o farmacologico.

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