DOVREMO FARE A MENO DI CIOCCOLATO E CAFFè, SE LE API SCOMPARIRANNO

Presto, a causa del fenomeno noto come “Colony Collapse Disorder” (o “Sindrome dello Spopolamento degli Alveari”) dovremo dire “addio” al 70% dei beni alimentari che consumiamo quotidianamente, tra cui melone, caffè ed il nostro amato cioccolato.

Molti ancora credono che questa spaventosa diminuzione del numero di api, che potrebbe presto rasentare l’estinzione, comporterebbe solo il cessare della produzione di miele. Tuttavia, il ruolo delle api nel nostro ecosistema è cruciale, essendo loro responsabili dell’impollinazione di piante selvatiche e coltivate; la loro scomparsa porterebbe, dunque, a dover rinunciare non solo a fiori, ma anche a frutta o verdura, parte fondamentale della nostra alimentazione.

“Se l’ape scomparisse dalla faccia della Terra, all’uomo resterebbero solo quattro anni di vita” disse, non erroneamente, Albert Einstein.

LE CAUSE DELLA MORIA DELLE API

L’allarme è stato lanciato diversi anni fa dall’APAT (Agenzia per la protezione dell’ambiente e i servizi tecnici) che associò questo fenomeno ai cambiamenti climatici e ai pesticidi dannosi per i nostri insetti impollinatori. Infatti, secondo l’analisi di oltre 1500 studi da parte della EFSA (Autorità europea per la sicurezza alimentare) ha fatto emergere il fatto che alcuni neonicotinoidi hanno effetti molto nocivi sulle api, causando paralisi e morte per interferenza con il sistema nervoso centrale; questi, a differenza dei normali pesticidi, vengono assorbiti da tutte le parti della pianta: radici, fusti, foglie, polline e via dicendo. In aggiunta, i neonicotinoidi impiegati in agricoltura possono essere trasportati dall’acqua e dal vento e poter così contaminare altri insetti impollinatori; per questi motivi il loro uso è stato proibito sulle coltivazioni da fiore come granoturco, colza, girasoli già dal 2013 e sono stati banditi permanentemente in UE. I Paesi che hanno votato a favore del divieto sono: Italia, Francia, Germania, Spagna, Regno Unito, Paesi Bassi, Austria, Svezia, Grecia, Portogallo, Irlanda, Slovenia, Estonia, Cipro, Lussemburgo, Malta. Quattro i Paesi contrari al divieto: Romania, Repubblica Ceca, Ungheria e Danimarca. Otto gli astenuti: Polonia, Belgio, Slovacchia, Finlandia, Bulgaria, Croazia, Lettonia e Lituania.

API E ONDE ELETTROMAGNETICHE

Inoltre, anche gli OGM e le onde elettromagnetiche potrebbero avere un ruolo nella scomparsa di questi piccoli insetti. Le api, infatti, tendono ad evitare i campi coltivati a OGM e si rifiutano di entrare negli alveari se nei dintorni sono installati ripetitori o apparecchi elettromagnetici, tra i quali i nostri comuni cellulari; secondo uno studio condotto da Daniel Favre, ricercatore dello Swiss Federal Institute of Technology, questi ultimi potrebbero causare non pochi problemi agli sciami, che in alcuni casi potrebbero addirittura “impazzire”, disorientarsi e, talvolta, morire.

Nel corso degli esperimenti è stata difatti evidenziata una maggiore tendenza allo smarrimento delle api durante l’utilizzo di cellulari in prossimità degli alveari. A telefoni spenti, invece, gli sciami hanno agito secondo la loro natura, impollinando regolarmente la vegetazione circostante senza evidenziare alcun segnale anomalo.

CHI SARANNO I FUTURI IMPOLLINATORI?

I media, purtroppo, sembrano ancora sottovalutare questo fenomeno che pare inarrestabile e devastante su scala globale; sono sporadiche e spesso invisibili le inziative per sensibilizzare i cittadini su questa ecatombe, tra le quali è interessante citare quella organizzata dalla Whole Foods Market, una catena di supermercati anglosassoni, che mostra le catastrofiche conseguenze sulle nostre scelte alimentari se le api scomparissero.

Nelle foto qui a fianco, questa catena ha voluto mostrare come cambierebbe radicalmente l’aspetto del supermercato: dagli scaffali sono stati tolti 237 prodotti su 453; si sono quindi più che dimezzati. Tra gli articoli rimossi possiamo trovare : mele, cipolle, avocado, carote, manghi, limoni, limes, zucchine, melanzane, cetrioli, sedano, cipolle, cavolfiore, porri, cavolo, broccoli, senape e molti altri.

Se presto non verranno presi ulteriori provvedimenti, sarà brutta la sorte delle api e, di conseguenza, anche la nostra.

Sono animaletti sottovalutati ma sfruttati da millenni; in alcune zone, tra cui diverse aree della Cina rurale, le api sono scomparse; chi impollina i fiori, in questo caso? Gli esseri umani.

Sono operazioni complicate e spesso fallimentari; per questo motivo, l’aumento dei costi del lavoro ed il calo dei rendimenti della frutta hanno messo in crisi il mercato.

Di questo passo, toccherà anche a noi occidentali impollinare i fiori manualmente, sostituendo (in parte) il lavoro gratuito delle presto estinte api.

Ma questo è quello che l’uomo si meriterà, per aver rovinato irreparabilmente il pianeta.

Francesca Pitzalis

 

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: