Cos’è l’ironia, come funziona e l’abilità di utilizzarla perfino da morto

L’ironia fa parte del processo comunicativo e tutti noi la utilizziamo quotidianamente. Non tutti però sanno davvero cosa sia, come funzioni e soprattutto perché alcuni spesso non la capiscono e come mai a volte non piaccia.

Ironia
‘Il linguaggio è un fenomeno comunicativo sociale caratterizzato dalla presenza di diverse forme pragmatiche tra cui le metafore, gli idiomi e anche l’ ironia’ (Vidal, 2006).

 

L’ironia rientra nel normale processo comunicativo e fa parte della comunicazione obliqua, la quale deriva dall’insieme del codice verbale e non verbale. Essa viene utilizzata nell’ambito della comunicazione implicita ed umoristica poiché il suo scopo è mostrare e condividere contenuti in maniera velata. Infatti il messaggio ironico dev’essere chiaro, ma non evidente. Nella pratica l’ironia emerge durante un discorso perché le frasi tendono ad essere più nasali, la velocità del discorso diminuisce, alcune sillabe sono accentuate e soprattutto è presente una forte caricatura empatica. Inoltre non si tratta di un costrutto omogeneo, poiché si differisce anche in base all’intento con cui viene utilizzata dall’interlocutore. L’ironia infatti può essere sarcastica (quando si utilizzano parole positive per prendere in giro una persona) o gentile (quando si fanno complimenti con parole negative). Esistono tante altre suddivisioni che dipendono dal contesto e dall’interlocutore, per questo l’ironico sceglie di volta in volta quale tipologia utilizzare, modificandola al fine di raggiungere il proprio obiettivo.

 

 L’ironia nella comunicazione verbale

L’esistenza di tutte queste tipologie e di queste suddivisioni ci consente di comprendere quanto la comunicazione ironica differisca in base ai diversi fattori in gioco. In merito all’argomento, nel 2018 è stato condotto uno studio che evidenzia l’esistenza di otto stili comici: umorismo, arguzia, divertimento, cinismo, satira, sciocchezza, sarcasmo ed ironia. La comunicazione ironica dei partecipanti poteva variare sia qualitativamente sia quantitativamente. Lo studio inoltre ha evidenziato delle interessanti differenze a livello demografico. Più precisamente è stato osservato come il sesso, l’età ed il livello di scolarizzazione possano influenzare la qualità dei diversi stili comici. Più è alto il livello di scolarizzazione, più si utilizza spesso l’ironia. Inoltre sembra che gli anziani utilizzino molto più spesso l’umorismo, mentre i giovani invece tendono ad essere più cinici e sarcastici.

 

Ironia
L’ironia viene spesso utilizzata nell’ambito della comunicazione implicita ed umoristica poiché il suo scopo è condividere contenuti in maniera velata.

 

Il copione seguito dall’ironico

Nonostante le diverse tipologie di comunicazione ironica, quest’ultima segue uno schema costituito 5 fasi. Tale comunicazione si apre con una premessa, la quale permette di capire la tematica sulla quale gli interlocutori si concentreranno. Affinché questa prima fase abbia successo, è necessario che tutte le persone coinvolte nella conversazione condividano le informazioni e le conoscenze relative alla tematica di cui tratteranno. Segue la seconda fase, caratterizzata dall’evento focale, il quale comprende il fulcro della conversazione o, in altre parole, l’oggetto del commento ironico. La terza fase è caratterizzata dal commento ironico vero e proprio che assume finalità diverse in base al contesto, all’interlocutore ed al suo intento comunicativo.

La quarta fase comprende invece l’effetto ironico ed è la fase del destinatario, in quanto ha il compito di comprendere ed interpretare il commento ironico appena fatto. L’ironia di quest’ultimo però ancora non è stata colta perché questo passaggio avviene nella quinta ed ultima fase, definita touché. A questo punto il destinatario risponderà come meglio crede, per esempio può mostrarsi divertito e replicare a sua volta oppure potrebbe sentirsi offeso dal commento ironico e quindi decidere di cambiare argomento.

 

Le funzioni psicologiche dell’ironia

Ovviamente nulla è lasciato al caso, quindi l’utilizzo dell’ironia ci permette non solo di esprimere determinati concetti in modo velato, ma assolve anche delle importanti funzioni psicologiche. Innanzitutto delimita uno spazio ben preciso, segnando il confine tra lo spazio personale e quello altrui, in modo tale da preservare la propria dignità ed il proprio contegno. Permette poi di rispettare alcune convenzioni, evitando in questo modo le critiche altrui. In altre parole permette di affrontare, forse anche in modo più leggero, delle tematiche che altrimenti verrebbero celate. Un altro aspetto importante è l’ambiguità, poiché per poter comprendere un commento ironico è necessario essere fraintesi.

Dal punto di vista strettamente linguistico conta molto l’intonazione della voce, visto che l’ironia si basa su contrasti tra aspetti linguistici e paralinguistici. Come già detto in precedenza, l’obiettivo della comunicazione ironica è comunicare contenuti in modo chiaro, ma senza esporsi troppo, senza essere troppo espliciti. Perciò si differenzia dalla menzogna, perché quest’ultima ha l’obiettivo di ingannare ed utilizza le parole in funzione di tale scopo.

 

Saper fare dell’ironia anche da morto: alcuni famosi epitaffi

Ormai è naturale utilizzare l’ironia durante una conversazione. L’uomo è diventato abbastanza bravo da capire quando utilizzarla, con chi, in quale contesto e con quali finalità. Alcune circostanze però non sembrano proprio adatte ad un commento ironico, come per esempio di fronte alla morte. Eppure più di qualcuno nel corso della nostra storia è riuscito ad alleggerire e a ‘prendere con filosofia‘ la propria morte. Si sfocia nel cosiddetto black humor e non è detto che quest’aspetto della comicità piaccia a tutti.

Dorothy Parker, giornalista e scrittrice americana, è venuta a mancare nel 1967 e la frase che troneggia sulla sua lapide è: ‘Qui giacciono le ceneri di Dorothy Parker (1893 – 1967), umorista, scrittrice, critica. Ha difeso i diritti umani e civili. Scusatemi se faccio polvere‘. Per ottenere una battuta del genere bisogna essere dotati di sarcasmo, di senso dell’umorismo e di una buona dose di cinismo e queste qualità a Dorothy di certo non mancavano.

Al Capone, morto nel 1947. È un nome che non ha bisogno di presentazioni e sulla sua lapide è riportata la seguente frase: ‘Pietà, mio Gesù‘. Probabilmente è stato il suo ultimo tentativo di chiedere persono per tutti i peccati ed i crimini commessi in vita.

 

Epitaffio Al Capone
L’epitaffio Al Capone.

 

Werner Karl Heisenberg, famoso fisico tedesco venuto a mancare nel 1976. Il significato della frase ironica sulla sua lapide non è immediato se non si conosce almeno un po’  la sua importante figura. La sua lapide riporta: ‘Giace qui, da qualche parte‘ e si tratta di un riferimento al suo famoso ‘principio di indeterminazione‘, secondo il quale non è possibile indicare simultaneamente posizione e quantità di moto di un corpo.

Walter Chiari era un conduttore, un comico ed un attore italiano, scomparso nel 1991. La frase che verrà riportata non è propriamente incisa sulla sua lapide, anche se l’attore espresse questo desiderio ad un caro amico: ‘Amici, non piangete, è soltanto sonno arretrato‘.

Spike Milligan, celebre comico inglese morto nel 2002. Sulla sua tomba è riportata una frase in irlandese antico ed il motivo di questa scelta è semplice. La diocesi infatti non aveva molto senso dell’umorismo, perciò aveva più volte rifiutato il desiderio di Milligan di incidere sulla sua lapide: ‘Te l’avevo detto che ero malato‘. Quindi per aggirare la severità della chiesa, la frase è stata tradotta in irlandese.

 

 

 

 

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